> Sito di Fabrizio Bottini > Città > Spazi della dispersione
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Da sogno della prima età dell'automobilismo nel Novecento, il suburbio si è via via trasformato in una realtà, e in un problema. Sprawl, città diffusa, insediamento rado, campagna urbanizzata ... questa cartella ospita testi sul tema


(22.08.2013)
Gli spazi simbolo del ceto medio e dei suoi consumi opulenti, diventano sacche di disagio, come dimostra il compendio di ricerche della Brookings Institution sintetizzate in un volume. Il problema è di superare la logica di questo tipo di espansione urbana, e tornare a un modello integrato di città. Dalla rivista universitaria Knowledge Wharton, agosto 2013
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Eisenberg, Richard (10.08.2013)
Recensionee intervista su uno dei tanti libri americani dedicati a una questione che dovrebbe però interessare molto di più anche il resto del mondo: l'immaginario collettivo sull'abitare e i suoi risvolti sociali e ovviamente ambientali. Di fatto ci sono intere generazioni cresciute nel mito antiurbano, che deve essere in qualche modo superato, insieme al tipo di consumi che si porta dietro. Forbes, 9 agosto 2013
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Bottini, Fabrizio (16.07.2013)
Oltre a dire qualcosa di sinistra, come auspicano e chiedono in tanti da troppo tempo, c'è anche un'altra possibilità: quella di fare concretamente, qualcosa di sinistra, ovvero mettere in pratica e verificare gli alti principi. C'è qualche vago segnale in questo senso, basta guardarlo
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Jenkins, Simon (27.03.2013)
In materia di territorio un colpo al cerchio e uno alla botte, improvvisando nel conciliare le spinte distorte del mercato e un consenso a breve termine, combina guai. Purtroppo eterni e irreversibili. The Guardian, 27 marzo 2013
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Bottini, Fabrizio (07.03.2013)
Nel mondo ci si interroga sull'urbanizzazione crescente, per il consumo di suolo, ma poi la stampa (disinformata?) decanta "innovazioni" piccole ma micidiali, come gli alberghi Ikea
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Bottini, Fabrizio (01.03.2013)
Torna in prima linea l'opposizione strenua dei consumisti a oltranza suburbani a qualunque forma di vincolo ambientale, urbanistico, modifica di uno stile di vita che considerano una specie di diritto divino. Il vero problema è che anche moltissimi nostri sedicenti ambientalisti hanno le medesime idee
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Bottini, Fabrizio (21.02.2013)
Scuotete il Nando Mericoni che c'è in voi: non solo lasciando a casa la macchina, ma sentendovi un sacco eleganti negli stili di vita urbani, anche a prezzo di qualche metro quadro in meno fra camere e soggiorno. Ma non è una moda, è una svolta epocale, solo i cavernicoli non se ne accorgono
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Bottini, Fabrizio (17.02.2013)
Le discussioni elettorali sulla cosiddetta macroregione padana, almeno in superficie, sembrano basate su un equivoco, ovvero che considerare la megalopoli per quello che è (da alcuni secoli) sia un'idea balzana della destra, e che invece sia progressista piantare dei cartellini sui confini amministrativi
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Righini, Serena (10.02.2013)
Uno studio sull'area di Fasano, condotto da Giambattista Giannoccaro, affronta con piglio analitico e progettuale un caso particolare di dispersione insediativa in una zona dell'Italia meridionale oggi sottoposta a notevoli pressioni
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Squires, Nick (23.01.2013)
Dobbiamo sempre farci riconoscere all’estero, noi italiani, stavolta anche in materia di sprawl suburbano, disteso come una soffocante coltre sopra una delle risorse più note del paese, come l’agricoltura qualificata dei vigneti Doc. The Daily Telegraph, 23 gennaio 2013
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Bottini, Fabrizio (20.01.2013)
Quando si spostano le popolazioni verso i nuclei urbani densi solo con la leva dei prezzi delle case, ferma restando l'aspirazione alla casetta suburbana con giardino e tutto il resto, c'è qualcosa che non va nelle politiche insediative e dei servizi: è il mercato complessivo dell'offerta che deve cambiare
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Bottini, Fabrizio (14.01.2013)
Fra i vari ritardi rispetto ai processi reali che la riflessione progressista e ambientalista sta accumulando, spicca anche la schizofrenia fra diritti e impatti sul territorio, come nel caso del rapporto fra immigrazione e insediamenti, che sta cambiando “invisibilmente” sotto i nostri occhi
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Bottini, Fabrizio (26.12.2012)
Avete presente quel cretino sul fuoristrada che dopo avervela tagliata, la strada, vi manda quel paese mentre si allontana sputazzando emissioni? Beh, la sua aggressiva mobilità glie la state finanziando voi, con la fiscalità generale. Uno studio calcola quanto ci costa
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McCoy, Erin (17.12.2012)
Tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare, ma gli uomini (e le donne) sono santi poeti, navigatori, insomma dal dire al fare si può provare, e riuscirci. Anche in una cosa difficile come privarsi dell’ex compagna meccanica di una vita. Yes, dicembre 2012
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Bottini, Fabrizio (14.12.2012)
Sbagliato pensare a un ridimensionamento dei veicoli privati senza mettere in conto più domanda di mobilità indipendente individuale che, come ovvio e prevedibile, emerge dalla società. Se vogliamo evitare arretramenti, occorre un’azione concertata e coordinata
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Bottini, Fabrizio (03.12.2012)
L’impronta ecologica, come tante altre cose, non è una categoria dello spirito, ma dipende da comportamenti concreti, più o meno imposti o consapevoli, fra cui il modo di abitare. E anche il diritto alla casa dovrebbe essere declinato tenendoli in mente questi aspetti, invece la politica pare ignorarli
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Romero, Simon (27.11.2012)
Se noialtri con crescita demografica vicina allo zero riusciamo a consumare tutti quegli ettari di suolo agricolo, perché mai non dovrebbe succedere anche di molto peggio nei paesi in cui la popolazione aumenta in modo tumultuoso? Un preoccupante reportage dal New York Times, 25 novembre 2012
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Bottini, Fabrizio (23.11.2012)
Il vicepresidente del consiglio britannico Nick Clegg vuole lasciare come traccia imperitura del proprio passaggio nella politica un bel grappolo di città nuove. Ci aveva provato prima di lui anche Gordon Brown, e tanti altri ... adesso si cimenta il nostro Mario Ciaccia, evocando l'INA-Casa. Fa sul serio? Forse no
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Bottini, Fabrizio (09.11.2012)
Mentre ci si riempie la bocca di strafalcioni sullo sviluppo sostenibile, da ogni parte si prosegue nel modello territoriale devastante della megalopoli anni ’60, senza in realtà capire dove si sta andando
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Bottini, Fabrizio (08.10.2012)
Forse ci vorranno anni, prima che i nostri sviluppisti a oltranza arrivino a capire un concetto apparentemente facile: non si dà nessuno sviluppo, se siamo tutti morti. Morti arrostiti, perché l’urbanizzazione a vanvera scalda parecchio il pianeta, come scientificamente provato
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