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Garden City, Long Island (1870-1882)
Data di pubblicazione: 06.04.2008

In una breve antologia storica, tre articoli dal New York Times (1870-1882) raccontano l’origine, costruzione e inizi del primo “sobborgo giardino” a fregiarsi ufficialmente di questo nome: trent’anni prima di Letchworth

[ricerche, editing e traduzioni a cura di Fabrizio Bottini]


Hempstead Plains. Nuovi acquisti di A.T. Stewart. Terreni e interventi. Il progetto del collegamento fra New-York Long Island,The New York Times, 7 febbraio 1870

Dopo il primo acquisto di terreni nella Hempstead Plain per 2.800 ettari, A. T. Stewart ne ha aggiunti altri confinanti di proprietà privata per altri 400 ettari, pagandoli da 650 a 1.000 dollari l’ettaro, e ora possiede un appezzamento continuo e regolare di 3.200 ettari piani, gran parte del quale adatto e facile alla lavorazione, e distante poco più di tenta chilometri da questa Città. Suo principale obiettivo nelle ultime acquisizioni è quello di definire meglio i margini della proprietà. A tale scopo la ditta Oliver S. Denton & Figlio è impegnata a tempo pieno nei rilievi, individuazione dei percorsi dei viali, determinazione dei livelli, definizione della planimetria della città in embrione. Il centro delle loro attività si trova ora fra Hempstead e Mineola, circa sei chilometri a ovest di quest’ultima. Quest’area della pianura ora viene solcata da tracce di viali larghi venticinque metri, posti ad angolo retto l’uno con l’altro. Quelli da est a ovest sono separati da spazi larghi circa 170 metri. Quelli che corrono da nord a sud distano uno dall’altro 30 metri. Ciascuno dei lotti ha una superficie di seimila metri quadrati, e su di essi le case verranno costruite arretrate di 25 metri rispetto al viale. Sulle vie già portate a termine sono stati piantati degli alberi, e se ne stanno ora piantando sulle altre.

Dato che il suolo in molte parti è argilloso, il che rende in primavera e autunno difficile il transito, le strade oltre che livellate vengono ricoperte di ghiaia. Si prevede che entro il primo di aprile saranno stati individuati e predisposti circa 150 km complessivi di strade e viali da livellare. Verrà realizzato anche un raccordo a doppio binario di collegamento con la linea della Long Island Railroad a Farmingdale, attraverso la parte meridionale dei terreni in direzione di Jamaica. I cartografi hanno rilevato le quote dei terreni, ricostruendone il sistema di elevazioni e depressioni su sei chilometri, e nei casi in cui gli avvallamenti risultano troppo ripidi sono state realizzate pendenze più graduali. È già stata costruita una bella casa, a un costo di 11.000 dollari, e si ritiene probabile che Mr. Stewart, una volta che saranno avanzati i lavori della sua grande impresa per realizzare la futura “Città delle Pianure”, offrirà di queste case a chi desidera acquistarle, poi se il piano si rivelerà fattibile gli interventi proseguiranno verso est. Il ruscello di East Meadow, il cui corso sta appena a est di Westbury, è splendido con le sue acque pure, chiare, rapide, facilmente organizzabile in una serie di ottimi specchi per la pesca alla trota. Sulla riva occidentale il terreno è più elevato di circa sette metri rispetto al letto del ruscello, e offre numerose vedute suggestive della campagna circostante.
Il recente interessamento di Mr. Stewart alle propote modifiche del progetto di legge per il collegamento fra New-York e Long Island, ha portato molti a ipotizzare che il teminal ferroviario si verrà a trovare nei pressi del ponte dalla parte di Long Island. I cartografi Conklin e Shaw di Jamaica, hanno iniziato i rilievi sul primo dei tre percorsi proposti, e le carte di tutti saranno completate entro il primo di aprile.

I giardini del futuro. Si risvegliano iniziative e interventi a Long Island. Effetti di una nuova linea ferroviaria, e la partecipazione di A.T. Stewart, The New York Times, 20 marzo 1870

Immediatamente dopo che l’intraprendenza commerciale degli uomini di New York ne aveva determinato il futuro di centro nazionale degli scambi, Long Island, grazie alla propria posizione geografica, alle peculiarità geologiche e climatiche, ne era considerata il potenziale giardino, un punto di vista valido a tutt’oggi.
Ci sono centinaia di migliaia di ettari di terreno al centro dell’isola, intatti quanto le terre più selvagge dell’Ovest. Una condizione originaria che ora comunque sta cambiando. Nell’ultimo decennio il ceppo di sangue olandese che ancora domina fra gli abitanti di lunga data, ha subito notevoli perturbazioni.
Nella regione sono arrivate molte famiglie dalla Città, che sinora si sono stabilite lungo la linea della Central Railroad, in gran parte con ottimi risultati. Dopo anni, la consapevolezza di tutto questo ha raggiunto New-York, ed è rapidamente cresciuto il desiderio di piccoli insediamenti di campagna sulla più mite fascia meridionale. Unica condizione avversa era l’assenza di mezzi adeguati di trasporto. La richiesta di una linea ferroviaria anche sulla fascia sud alla fine è stata ascoltata, è gli abitanti si sono destati davanti alle possibilità della prima, considerate ancora improbabili per un secolo o due. Ancora turbati dalle prospettive di cambiamento in un periodo tanto breve, hanno assistito all’allarmante offerta del milionario A.T. Stewart, per un insediamento a Hempstead Plains. Una proposta che ha risvegliato – in realtà, in certi casi, sorpreso – l’attenzione locale. Si era tanto profondamente convinti nella regione, dell’impossibilità di intervenire sui Plains, da considerarli uno spazio privo di interesse, destinato al libero sostentamento di qualche mucca vagante. E poi arriva un uomo, famoso per i suoi successi, che li considera uno spazio degno di impegno futuro, per un vantaggio privato e pubblico.

Ora arriva il risveglio dell’iniziativa locale. Prima, comunque, al fine di fare tutto quanto possibile di fronte all’incremento dei costi dei propri terreni valorizzati, si è deciso per una tassa, su superfici che prima non erano affatto tassate. Ciò ha avuto un effetto sui proprietari che si è aggiunto alla spinta determinate dall’acquisto da parte di Mr. Stewart degli Hempstead Plains, dalla Long Island Railroad e alla realizzazione e operatività della South Side Railroad, e ha fornito una spina dorsale all’iniziativa di chi abita lungo entrambi i tracciati.
Di questo cambio di atmosfera, la prova più evidente al momento attuale si manifesta sulla fascia meridionale. La South Side Railroad fa passare numerosi treni quotidiani fra Brooklyn e Patchogue, e ogni 3-4 chilometri sul tracciato compaiono lindi edifici di stazioni, alle quali i convogli si fermano. Ciò ha come effetto il rapido disboscamento dei terreni lungo la linea e la costruzione di case rurali e granai. Nei nuclei più antichi, dove per molti anni la realizzazione di un edificio era cosa tanto rara da costituire un episodio storico per l’area circostante, ora ci sono nuove e comode residenze, completate o in costruzione, dai margini della città sino ad oltre Blue Point. Babylon, dove i Sigg. Belmont e Phelps hanno eretto splendide dimore di campagna su ampie tenute, ha quasi raddoppiato la popolazione negli ultimi cinque anni. La gente di Blue Point apprezza tanto i vantaggi offerti da uno strumento in più per raggiungere i propri vicini, e la Città, da aver costruito una stazione a proprie spese, dopo che la Compagnia aveva accettato di effettuare lì una fermata merci e passeggeri, nonostante il fatto che le stazioni di Bayport e Patchogue si trovino a meno di un chilometro di distanza dalla località scelta.

In realtà, il numero delle stazioni, e in molti casi la stessa vicinanza l’una all’altra, sono caratteristiche peculiari della linea South Side. Scorrendo, come fa, lungo la costa della Great South Bay, punteggiata quasi ad ogni chilometro da villaggi, ciascuno pieno di pescatori e coltivatori di verdure, e durante la “stagione calda” traboccanti di newyorkesi in cerca di ristoro e forza nell’aria balsamica della Baia, la quantità inconsueta di fermate è necessaria a servire i viaggiatori, nonché a impedire scoppi di indignazione, a volte reali e sempre minacciati al minimo cenno di favorire un villaggio senza estendere il favore a tutti gli altri. Proprio ora c’è una forte rimostranza nella grande zona delle ostriche di Blue Point, perché invece di collocare la stazione a Blue Point, la Compagna ha pensato di accontentare sia questa località che Bayport, mettendone una in mezzo. Questa scelta ha private Blue Point di uno scalo, mentre una grossa quota dei viaggiatori di Bayport trova più comoda la stazione di Sayville, di quella che porta il nome del loro villaggio. Ma nemmeno questo basta a completare l’umiliazione di Blue Point. Il responsabile dell’ufficio postale e gestore del principale negozio, diventato capostazione, ha trasportato con alcuni animali tutto quanto cantina esclusa sino alla stazione di Bayport, lasciando Blue Point senza il negozio, l’ufficio postale, il responsabile della distribuzione della posta e lo scalo ferroviario atteso.

Nonostante tutti questi motivi di disagio, si compiono dei progressi, e sono ora in corso di costruzione numerosi grandi alberghi nei punti migliori della costa, pensati per accogliere un numero di presenze estive che si prevede in aumento, ora che la ferrovia consente alla gran quantità di chi non può abbandonare del tutto i propri affari durante la stagione calda estiva, il modo di spostarsi tra l’attività e la Baia senza perdere troppo tempo. E in realtà, sotto l’impulso dato dalla realizzazione della seconda linea ferroviaria e dalla grande operazione di A. T. Stewart, c’è gia stato un incremento di valore delle proprietà del South Side di quasi un milione di dollari, e questo viene considerato dagli abitanti più ricchi di iniziativa come “solo l’inizio”.
La nuova tassazione dei terreni ha risvegliato dal letargo i loro proprietari, alla necessità di vendere o intervenire; l’esperienza dei pionieri, intelligenti e tenaci, dimostra come anche i terreni più difficili possano nel giro di tre anni al massimo essere resi redditizi nella produzione di frutta e verdura scelta per i mercati di New-York, tanto quanto qualunque altra terra degli Stati Uniti; e che, con un uso giudizioso dei fertilizzanti, è possibile che continuino ad esserlo tanto a lungo quanto lo desiderano i loro proprietari. I prezzi di questi terreni non lavorati ora variano da 12, a 60, sino a 75 dollari l’ettaro. Le vaste superfici ininterrotte vengono rapidamente suddivise in poderi da villaggio, disboscate e variamente trasformate, a volte dai proprietari originali, o dagli ultimi acquirenti, o da affittuari; aumenta giorno per giorno la sensazione che l’epoca che si è tanto attesa sia quasi arrivata, il momento in cui Long Island possa essere ricoperta da una vegetazione redditizia, e New-York e Brooklyn trovino qui il giardino che desideravano da tempo.

Garden City: il parco abitato nella grande pianura dellaQueensCounty, The New York Times, 2 aprile 1882

Un viaggiatore sulla linea di Long Island, dopo essere uscito da Queens, nel suo percorso verso est, si trova proiettato in una delle più notevoli zone di campagna che si possano trovare negli Stati Orientali. Da un paesaggio dolcemente ondulato, passa in una brughiera che ricorda alcune zone incolte scozzesi o le praterie dell’Illinois. Per chilometri verso est il terreno si estende piano come l’oceano. A circa trenta chilometri dalla Città di New York, solo una quindicina oltre la storica Jamaica, la sua attenzione, se ha intrapreso il viaggio in estate, viene catturata dalle messi lussureggianti su entrambi i lati dei binari, che si estendono fino dove l’occhio può vedere, interrotte solo dalla bassa linea delle colline lontano verso nord, o dalla fascia dei boschi a sud, senza alcuna recinzione o muro che interrompa questa magnifica veduta.
Mentre continua ad aumentare la sua meraviglia, di fronte all’apparentemente infinita distesa degli ondeggianti campi di grano, del verde vellutato della prateria, egli si ritrova, come per magia, al centro di un magnifico parco, mentre il treno espresso rallenta per consentire il cambio di carrozza ai passeggeri verso l’antico villaggio di Hempstead.

Spinto dalla curiosità e affascinato dall’amabile scena che gli si distende davanti, scende a quella stazione, e apprende che si tratta di Garden City: il sogno ad occhi aperti dello scomparso milionario Alexander T. Stewart. Attraversato il parco tra fontane che zampillano nel sole, raggiunge l’albergo. Non ci sono parole per esprimere il suo piacere davanti alla scena che gli si presenta. L’albergo si trova nel mezzo di un parco di dodici ettari, percorso da ampi viali e passeggiate, circondate da alberi ombrosi e cespugli fioriti. Direttamente dalle pianure che si estendono ininterrotte fino all’oceano, distante dieci chilometri, soffiano gradevoli brezze rinfrescanti, che aggiungono all’atmosfera nuova freschezza e vigore, mantenendo verdi e sani prati e fogliame, anche quando altrove essi sono disseccati e rattrappiti dal sole estivo. Oltre il parco ad una certa distanza punta verso l’alto la snella guglia della Memorial Cathedral, che con le sue linee delicate e gli ornamenti elaborati si staglia nettamente nell’aria limpida. Il visitatore curioso viene gentilmente accolto da un incaricato e accompagnato nella grande e magnifica struttura, voluta dalla signora Stewart in memoria del marito, e ora quasi completata. Gli viene raccontato che l’organo, realizzato dai Roosevelt, è il suo principale strumento: è anche il più grande del mondo, con più registri di quello che c’è alla Albert Hall di Londra. Qui, davanti a lui, sta lo strumento principale; dall’altra parte, oltre la larghezza del transetto, l’organo del coro; all’estremità della cattedrale, l’organo del campanile; sopra di lui, fra le arcate dove si incrociano navata e transetto, l’organo dell’eco, e da quella lontana cappella giungono le delicate note dello strumento, armoniosa parte di un tutto perfetto.
Il suono delle campane della torre – fuse da McShane per la Centennial Exhibition, e senza eguali in tutto il paese per la dolcezza del tono – è modulato dallo stesso organista in concerto con gli organi. Gli viene raccontato che la delicate lavorazione in pietra delle finestre sarà completata da ricchissime vetrate artistiche dai famosi studi di Clayton e Bell, e Heaton, Butler & Bayne, di Londra, maestri d’arte senza pari in tutta l’Europa. Gli occhi si soffermano sui portali di quercia massiccia, ricchi di elaborati intarsi, opera del Pottier, e viene informato che il seggio del Vescovo, i sedili del coro e il rivestimento dell’organo sono stati affidati ai Roosevelt, e sono una meraviglia di bellezza ed eleganza, la tonalità ricca e morbida del mogano in armonia coi costosi marmi e le pietre lavorate degli interni.

Oltre il parco della Cattedrale, al temine della “Passeggiata del Vescovo” la sua guida gli indica una massiccia struttura in mattoni e pietra in stile elisabettiano, quasi completa, e destinata alla Sea House, residenza del Vescovo della Diocesi.
Più lontano verso nord sorgono da un altro parco gli abbaini e le torri della grandiosa scuola della cattedrale, a cui abili artigiani stanno dando i ritocchi finali, grande a sufficienza per contenere 500 allievi, e che quando sarà completata sarà uno dei complessi più notevoli del suo tipo nel paese.
Lentamente il nostro viaggiatore riprende la strada verso l’albergo, scoprendo ad ogni passo quanta cura e abilità siano state profuse nel villaggio. Alloggi lindi e confortevoli, attrezzati di tutte le comodità, e (se desiderato) già arredati per l’uso, si raggruppano attorno a parchi, o si allineano su entrambi i lati degli ampi e ombrosi viali. Nella sua breve camminata riesce a distinguere ben 70 varietà di soli aceri.
Uccellini cantano per lui da ogni cespuglio, e da più in alto gli arrivano le tonalità argentine dell’allodola, sospese fra terra e cielo.
Di nuovo all’albergo, seduto nella piacevolissima sala da pranzo, il raffinato pasto reso più gradevole dalla fresca brezza che arriva dalle vaste piazze, il direttore gli racconta che la casa ospita in primavera e autunno le attività di varie associazioni di caccia, i cui molti cavalli sono accuditi nelle stalle dell’albergo, mentre d’estate vengono qui gli stanchi uomini d’affari, a cercare e trovare l’agognato riposo e ristoro di cui hanno bisogno. Qui il famoso soldato dell’ultima guerra, il “Generale combattente” Joe Hooker, ha finito in pace i suoi giorni, allietando chiunque gli si avvicinava col suo spirito gentile e fine simpatia. Qui il famoso ecclesiastico, il Vescovo della Diocesi, la cui eloquenza sino a poco tempo fa catturava l’attenzione del pubblico inglese, ama sedere a trarre ispirazione per la propria opera diocesana.

L’anfitrione orgogliosamente mostra gli appartamenti ariosi, magnificamente arredati, scrupolosamente lindi, e si sofferma sulla purezza e abbondanza delle acque, attinte da inesauribili sorgenti e immediatamente a disposizione per qualunque uso e necessità del villaggio. Indica le caldaie e vapore sopra l’edificio, e spiega che la fonte del calore, anche per la cattedrale, le scuole, le abitazioni private, è un impianto speciale realizzato dalla ditta Holly, posto a oltre un chilometro di distanza, che funziona tutto l’anno a scopo di riscaldamento e cucina.
Terminata la propria visita, prende congedo, pensando, mentre ritorna in treno espresso verso l’affollata e polverosa Città, che dista solo 40 minuti, di avere per una volta nella vita visto “il più delizioso villaggio della pianura”. A lungo quelle immagini di bellezza e quiete gli resteranno negli occhi. A lungo cercherà in lungo e in largo qualcosa che possa rivaleggiare con questo pacifico, salubre, affascinante angolo.

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Il sito di Edoardo Salzano
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Bottini, Fabrizio
( 08.10.2013 09:04 )
Per motivi tecnici mi sono provvisoriamente trasferito sul sito Millennio Urbano che (tra l'altro) contribuisco a rilanciare dopo un periodo di transizione -->
Bottini, Fabrizio
( 08.09.2013 10:07 )
Da un paio di secoli l'umanità cerca di misurarsi in con la gigantesca ameba metropolitana scatenata dai cicli di industrializzazione: urbanisti, sociologi, scrittori, ora un regista. Ma la cultura italiana mica ci arriva
-->
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( 26.08.2013 09:34 )
Le diffidenze leghiste per le diversità si manifestano naturalmente con maggiore evidenza là dove il partito governa e imperversa. Ma si tratta di una cultura pervasiva, per nulla limitata a quei territori e probabilmente neppure limitata a quell'area politica, pronta a ripresentarsi in diversi contesti -->
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Bottini, Fabrizio
( 20.08.2013 18:49 )
La globalizzazione significa soprattutto (che piaccia o meno) essere ineluttabilmente inseriti in un flusso di decisioni interrelate: la tutela delle coste nella nostra bagnarola mediterranea, per esempio -->
Eisenberg, Richard
( 10.08.2013 10:28 )
Recensionee intervista su uno dei tanti libri americani dedicati a una questione che dovrebbe però interessare molto di più anche il resto del mondo: l'immaginario collettivo sull'abitare e i suoi risvolti sociali e ovviamente ambientali. Di fatto ci sono intere generazioni cresciute nel mito antiurbano, che deve essere in qualche modo superato, insieme al tipo di consumi che si porta dietro. Forbes, 9 agosto 2013 -->
Bottini, Fabrizio
( 21.07.2013 09:45 )
C'è sempre qualcosa di affascinante, e al tempo stesso inquietante, nel modo in cui ci adattiamo, o proviamo a adattarci, ai mutamenti ambientali del mondo che ci circonda. Specie quando si tratta di trasformazioni consapevolmente indotte da altri, per motivi affatto umanitari -->
Bottini, Fabrizio
( 16.07.2013 08:35 )
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Bottini, Fabrizio
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