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La vendita di terreni rischia di infrangere la serenità di un quartiere storico a Baltimora
Data di pubblicazione: 20.08.2008

Autore:

Progettato da Frederick Law Olmsted Jr., un esempio storico di quartiere a bassa densità di fronte a un dilemma: tutela spaziale, o sociale? The New York Times, 19 agosto 2008

Titolo originale: Club’s Plan to Sell Land Shatters a Baltimore Neighborhood’s Serenity – Scelto e tradotto da Fabrizio Bottini

BALTIMORA — Roland Park è uno dei più antichi esempi del paese in fatto di quartiere coordinato, ambiente vagamente bucolico di verde ondulato, querce torreggianti, e case con finiture in cedro ben adattate nella fascia nord della città.
Ma le cose non sono andate al meglio qui, negli ultimi tempi, e alle solite bandierine bianche rosse e blu sui portici si sono sostituiti i lenzuoli stesi sulle recinzioni, con scarabocchiati slogan di protesta. E i ragazzini del posto invece delle solite polo color pastello ora indossano magliette bianche con scritto “ Salviamo il Parco a Roland Park”.
Una inquietudine che nasce dal progetto di realizzare un grande complesso residenziale per anziani nel mezzo dello spazio da dodici ettari del country club della zona.
Progettato da Frederick Law Olmsted Jr., figlio dell’ideatore del Central Park di New York, questo quartiere è stato concepito e poi mantenuto allo scopo di interrompere l’espansione urbana della città, con un’oasi di cielo aperto e verdeggianti spazi.
Gli abitanti sostengono che il nuovo progetto tradisce quella visione, e si è innescata una specie di faida familiare, che ha messo quelli che abitano nel quartiere contro i gestori del country club che non ci abitano più e si sono trasferiti in zone più lussuose.

In luglio, il club ha annunciato la possible vendita di circa 7 ettari a 12,5 milioni di dollari al Keswick Multi-Care Center, per realizzare 225 alloggi indipendenti, 58 assistiti e una struttura da 40 posti letto con servizi medici, più un garage sotterraneo da 403 posti macchina.
“Non è quello che Olmsted, e neppure gli abitanti, hanno mai pensato per questi spazi” spiega Kathy Hudson, che abita qui da sempre, mentre ci guida in un giro dei cartelli di protesta. “ Natura e Non Mattoni = Roland Park” dice uno. “ No alla Keswick!” un altro.
Ma Libby Bowerman, responsabile esecutiva del Keswick Multi-Care Center, ribatte che il progetto rispetta l’impostazione di Olmsted.
“Olmsted aveva una visione olistica delle città e del ciclo della vita” spiega la signora Bowerman. “L’intreccio di quartieri che ha composto non è pensato solo per gli spazi Verdi, ma a comprendere anche bambini, giovani, adulti, e non dimentichiamo gli anziani”.
Continua osservando che man mano si ingrigiscono i capelli della generazione della seconda metà del ‘900, e gli avanzamenti della medicina allungano la vita, anche Baltimore come tante altre città affronta il problema della grave carenza di abitazioni per anziani.
I rappresentanti del country club, che non hanno voluto rispondere alle domande, spiegano in un messaggio e-mail di avere ogni diritto di vedere i terreni, e che il ricavato sarà usato per restaurare gli edifici esistenti.

Se la cessione sarà portata a termine, dovrà poi essere ancora approvato dal consiglio municipale e dall’ufficio del sindaco il progetto del valore di 195 milioni di dollari, su cui nessuno si è ancora espresso.
Comunque sia, le cose erano da tempo nell’aria.
Negli ultimi decenni, ci sono stati piccoli progetti di trasformazione ai margini di Roland Park.
Con ben cinque delle più elitarie scuole superiori della città, fra cui la Roland Park Country School, la Gilman e la Bryn Mawr, la zona brulica di ragazzini.
“Da qui nascono parecchi ricordi giovanili” racconta la signora Hudson, indicando Suicide Hill, famosa discesa delle slitte destinata a scomparire se si andrà avanti col progetto.
Il country club è stato fondato nel 1898 come parte integrante della comunità di Roland Park, ma ora molti dei suoi membri se ne sono andati dal quartiere. Il campo da golf è stato chiuso nel 1962, e nell’arco degli anni il club ha spostato il complesso per il tennis. Ora gli spazi vengono utilizzati solo per banchetti e altri eventi.
Invece delle folle vestite di bianco per il tennis, sono spuntati i cartelli con “ Vietato l’ingresso”. Poi sono arrivati i nastri gialli e blu. Avvolti sui tronchi delle querce del perimetro, indicavano quali sarebbero state abbattute.

Cosa ancor più dolorosa, il fatto che l’associazione dei cittadini Roland Park Civic League abbia ripetutamente cercato di comprare quei terreni. Ritenendo che il country club non avrebbe accettato di vendere a chi pensava a progetti di trasformazione edilizia che avrebbero cancellato il verde, l’associazione aveva offerto oltre 4 milioni di dollari per quei sette ettari: un terzo della cifra proposta da Keswick. L’associazione sostiene di essere disponibile ad offrire di più, anche se non si sa quanto di più, secondo il suo presidente Philip J. Spevak.
“Mia suocera è morta in una casa di riposo qui nella zona” dice Spevak. “So per esperienza quanto sia importante avere vicine queste strutture”.
E spiega come ce ne siano già tre, con una capacità di 700 posti per gli anziani di Roland Park. “Non siamo certo contrari alle case per anziani, ma ce ne sono già tante”.
Jack Bremermann, ex dirigente assicurativo di 85 anni, dice però che tutti posti per anziani sono pieni, e specialmente a Roland Park.
Bremermann racconta come insieme alla moglie abbia abitato per gran parte della vita nel quartiere. Quando è arrivato il momento di spostarsi in una residenza più adatta, hanno dovuto aspettare tre che ne aprisse una nuova, e andarsene dalla zona.
“É difficile dire cosa avrebbe voluto Olmsted” commenta Bremermann, “ma credo proprio che probabilmente avrebbe desiderato che in qualche modo gli anziani continuassero a far parte della comunità”.

Anche se la popolazione nell’area regionale di Baltimora ha avuto un modesto incremento , circa il 4% dal 2000 al 2007, la quantità di abitanti fra i 55 e i 64 anni, nonché di quelli oltre gli 85 è cresciuta di più di un terzo, secondo un’analisi dei dati censuari pubblicata il mese scorso.
La signora Bowerman aggiunge che gran parte della superficie del country club resterà destinata a spazio aperto. Nessun edificio supererà i tre piani, la sistemazione delle macchine in garage sotterraneo ridurrà al minimo l’occupazione di suolo, e saranno contenute le ripercussioni di traffico.
Di fianco a una serie di cartelli di protesta, Jeff Pratt non pare molto convinto.
“La gente qui si è mossa” spiega Pratt, proprietario di quarta generazione del negozio Schneider’s Hardware, diventato il centro dell’organizzazione della protesta.
Traboccante di scatole in legno con chiodi sfusi e valvole di spurgo per radiatore, Schneider’s, uno degli esercizi più antichi di Roland Park, sembra cristallizzato nel tempo.
“Il problema è che, una volta fatte le cose, non si possono disfare” spiega Pratt. “Quante volte l’ha visto, di questi tempi, il cemento diventare spazio verde?”

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Il sito di Edoardo Salzano
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Purvis, Andrew
( 06.09.2010 16:01 )
Berman, Laura
( 06.09.2010 11:54 )
Forbes, Rob
( 05.09.2010 14:12 )
La qualità domestica ancora una volta si tira appresso tutto il resto, nella nostra casa allargata metropolitana, e ancora centrale il ruolo delle … ehm neocasalinghe. The Daily Beast, 5 settembre 2010 -->
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La Lega Nord ogni tanto si accorge, a modo suo, di alcuni risvolti del mercato globalizzato, e da par suo esprime opinioni. Puntualmente sbagliate, che interpretano malamente il localismo. Corriere della Sera ed. Lombardia, 29 agosto 2010 -->
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( 30.08.2010 10:45 )
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