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Perché non sostituire l’asfalto con pannelli solari? |
Il progetto Solar Roadways sembrerebbe proprio una stranezza: però funziona, al punto da aver ottenuto un bel finanziamento dal Dipartimento dei Trasporti Usa. Condivisibili osservazioni da Grist, 28 agosto 2009
Titolo originale: Could we replace the nation’s pavement with solar panels? Scelto e tradotto da Fabrizio Bottini
Ho già accennato a Solar Roadways, un’idea per le energie rinnovabili che sembrerebbe proprio piuttosto pazzerella, almeno in superficie. Il concetto è di sostituire le asfaltature con pannelli solari ruvidi di speciale fabbricazione.
Queste Strade a Pannelli Solari non sarebbero soltanto pannelli, ma anche schermi luminosi (a consentire comunicazioni in tempo reale con gli automobilisti), superfici riscaldanti (per impedire le gelate), linee di trasmissione ad alta tensione, e addirittura stazioni di ricarica per veicoli. Insomma trasporti, energia, rete di trasmissione, tutto in uno.
Al massimo, sostituendo tutte le superfici asfaltate degli Usa con pannelli solari ad efficienza 15%, la rete di distribuzione elettrica avrebbe a disposizione il triplo dell’energia che si consuma, con emissioni zero e nessuna altra infrastruttura (naturalmente mi rendo benissimo conto che produrre, installare, mantenere tutto questo genera emissioni, come succede per qualunque progetto infrastrutturale).
Così folle da poter funzionare? Evidentemente la pensa così il Dipartimento dei Trasporti: la Solar Roadways ha ottenuto un contratto da 100.000 dollari per realizzare un prototipo.
Dovrà raccogliere energia e alimentare case e attività economiche tramite pannelli solari incorporati dentro parcheggi e strade su cui passano le auto, al posto del solito asfalto ricavato dal petrolio.
Le Strade a Pannelli Solari hanno incorporato un sistema di illuminazione che “dipinge” la carreggiata per una maggiore sicurezza di guida notturna, oltre a fornire le segnalazioni correnti (es. attenzione deviazione). La superficie è in grado di avvertire la presenza di animali, e di avvertire gli automobilisti “ rallentare”. Ci sono anche parti riscaldanti per evitare accumuli di neve e ghiaccio, e quindi maggior sicurezza di guida durante l’inverno. Complessivamente si tratta di un pacchetto tale da costituire un sistema di strada intelligente in grado di fungere anche da rete elettrica decentrata autoalimentata, che può contribuire a svezzarci dalla dipendenza dai carburanti fossili.
I veicoli totalmente elettrici saranno in grado di ricaricarsi lungo la strada o nei parcheggi, diventando così adatti anche a lunghi spostamenti.
Si stima che ci vorrebbero circa cinque miliardi (da soli un pacchetto di stimolo) di Solar Road Panels 4mx4m per coprire tutta la superficie asfaltata Usa, e consentirci di produrre il triplo dell’energia che usiamo: quasi a sufficienza per tutto il mondo.
Sul sito www.solarroadways.com ci sono anche stime dei costi. Sostengono che questa trasformazione delle strade si potrebbe fare al medesimo costo che sosteniamo per centrali, rete di distribuzione e asfalto.
Come sempre succede con le grandi idee visionarie di grosse proporzioni, è difficile avere un’idea costi-benefici condivisa. I costi si possono anche calcolare — quello di un pannello, moltiplicato per cinque miliardi ecc. – ma i vantaggi no. Molti sono ipotetici, o imprevedibili, o si tratta di risparmi su altri costi. Quali sono i vantaggi di non dover costruire centrali a carbone e rete di distribuzione? Di non dover pagare per incidenti dovuti al ghiaccio o ad animali sulla carreggiata? Di non avere fragili strutture energetiche centralizzate?
Le nuove infrastrutture non si limiterebbero a sostituire le vecchie: sono la base per altre innovazioni. Cosa può crescere, da questa enorme distribuzione di energia, una rete intelligente, un parco veicoli interamente elettrificato? Cosa può significare la disponibilità sino in eccesso di energia pulita?
Le decisioni su un progetto di questa portata non si possono prendere usando una formula matematica. Esistono ineliminabili componenti di ispirazione, fede, valori, etica, timore e desiderio: nello stesso modo in cui qui in America si può ragionare sul dichiarare una guerra, sulla garanzia dell’assistenza sanitaria a poveri e anziani, per la spedizione sulla luna, o internet a banda larga per tutti. I conservatori e anche alcuni Democratici più retrivi ci dicono che non si può fare, credendo che tutti abbiano la medesima idea del nel vale la pena.
Pensate non solo alle strade a pannelli solari, ma anche più in generale agli obiettivi dell’energia pulita e abbondante, al rinnovamento dell’economia, all’affrontare i temi del clima. Ne vale la pena? E hanno il diritto di decidere sempre gli stessi?
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