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Centri commerciali all'ultimo stadio
Data di pubblicazione: 23.10.2009

In due articoli da Terra, 23 ottobre 2009, i probabili effetti di un disegno di legge che al solito scavalca le normali procedure urbanistiche, stavolta per gli stadi di calcio, trasformati in ibridi commerciali

Legge Stadi: è pronto il nuovo sacco edilizio
di Rossana De Rossi

Una speculazione edilizia senza precedenti negli ultimi decenni, di fronte alla quale anche il ricordo delle “mani sulla città” rischia di impallidire. è una marea di cemento, quella che investirebbe le città italiane se dovesse passare alla Camera il disegno di legge per la “Costruzione e ristrutturazione di impianti sportivi e stadi”, creato per sostenere la candidatura dell’Italia all’organizzazione degli Europei di calcio del 2016. La denuncia è arrivata da Legambiente durante una conferenza stampa a Montecitorio, ed è tanto più allarmante perché il progetto è già passato col voto unanime della commissione Cultura del Senato in sede deliberante, quindi senza passare per l’aula. Col paravento degli stadi, dice il presidente di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza, si cerca di realizzare speculazioni basate su «provvedimenti speciali per saltare i controlli», in particolare con la trovata dei cosiddetti “complessi multifunzionali”, che oltre allo stadio includono tutto un quartiere che può essere costruito intorno, con attività commerciali, ricettive, culturali e viarie. La realizzazione può avvenire anche in «aree non contigue allo stadio», spiega Edoardo Zanchini, responsabile Urbanistica dell’associazione ambientalista, e le procedure sono davvero “speciali”: basta uno studio di fattibilità finanziario e ambientale per avviare l’approvazione del progetto, e grazie alla “pubblica utilità” il sindaco può chiudere tutto entro sei mesi.

Una legge ad personam per le società di calcio, senza precedenti nemmeno tra gli interventi di protezione civile: basti pensare, aggiunge Zanchini, che le ristrutturazioni degli stadi possono essere realizzate «con una semplice dichiarazione di inizio attività, in tutto simile a quelle che si usano per opere interne alle abitazioni ». Insomma, la costruzione di interi quartieri potrebbe essere semplice come abbattere un tramezzo dentro casa, in barba alla sicurezza e al dissesto idrogeologico. Il problema riguarda moltissime città italiane ma è partito da Roma, dove entrambe le società di serie A, Roma e Lazio, hanno presentato progetti che coinvolgono 750 ettari di area agricola, con un giro d’affari da 3 miliardi di euro e la costruzione di 4.500 appartamenti per un totale di 4.000 metri cubi. Oltretutto, a differenza di quanto è accaduto con altri stadi europei nati di recente (come a Monaco di Baviera), non sarebbe garantita l’accessibilità col trasporto pubblico, criterio fondamentale per ridurre l’impatto ambientale.

Nella speranza di bloccare o emendare profondamente il testo alla Camera, Legambiente ha invitato parlamentari di entrambi gli schieramenti: Ermete Realacci, del Partito democratico, dopo essersi rammaricato per il «grave errore» commesso a palazzo Madama, ha promesso che da loro questo testo «non passerà mai», oppure «dovrà subire delle profonde modifiche», ha aggiunto Fabio Granata del Pdl, altrimenti ci sarà un «fortissimo impatto paesaggistico, ambientale e archeologico» sulle nostre città.

Un calcio ai tifosi. Lo stadio si trasforma in un centro commerciale
di Giacomo Russo Spena

“Si vuole operare una vera e propria sostituzione dei tifosi di calcio, in favore delle categorie più agiate. Una sorta di pulizia etnica di classe». Lorenzo Contucci, avvocato di molti ultras ed esperto del pacchetto antiviolenza, non vuole sentir parlare della nascita di “stadi polifunzionali e produttivi” in Italia: «Non sono contrario agli impianti di proprietà - dice - ma con questa legge i criteri di costruzione non terranno presente le passionalità dei supporter. Campo Testaccio era la struttura della Roma ma era scoperto, di legno e con prezzi popolari”.

L’intento è quello di far ritornare le famiglie negli impianti e di emarginare il tifo violento? Detesto l’idea di poter comprare un telefonino in uno stadio, come se non ci fossero abbastanza centri commerciali per la città. La gente comune continuerà ad andare allo stadio solo occasionalmente. Del resto il solo costo dei biglietti per una famiglia di 4 persone si aggira sui 200 euro. Quanti potranno permetterselo? E nessun impatto ci sarà sulla violenza: da diverse decadi gli incidenti avvengono fuori gli stadi e non dentro.

Ma in Inghilterra funziona così da anni. Innanzitutto lì gli stadi sono sempre stati di proprietà e, a differenza di quanto propone questa legge, non sono stati costruiti in periferia e con i soldi pubblici. Molti club d’Oltremanica hanno adesso i conti in rosso. È il capitalismo esasperato che ha rovinato tutto. L’Emirates, il nuovo impianto dell’Arsenal, è popolata solo da chi può permetterselo. Chi ha un basso salario non può andarci.

La sorprende che la proposta venga da uno schieramento bipartisan? No. Vedo sempre meno differenze tra centrodestra e centrosinistra su provvedimenti del genere.

Intanto gli ultras vanno all’attacco. Quel che si teme, a ragione, è che i nuovi stadi tengano conto di tutto tranne che dei veri tifosi. Il rischio è la perdita pressoché totale della passionalità, che ha bisogno del concentrarsi sull’evento e non sulla nuova marca di jeans in vetrina.

Vede similitudini con la tessera del tifoso? Entrambe le norme hanno alla base il medesimo progetto economico: gli stadi del futuro sono concepiti in funzione del dio denaro. Chi dissente deve esser fatto fuori. Molti ultras sono ormai rassegnati a perdere definitivamente il loro giocattolo.









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Il sito di Edoardo Salzano
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Hill, Dave
( 29.07.2010 11:56 )
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( 27.07.2010 10:11 )
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( 24.07.2010 18:48 )
Una serie di curiose indicazioni per l’escursionista urbano che vuole cimentarsi con metodi non ortodossi, ma non per questo poco interessanti o meno validi. Con fumetto allegato da The New York Times, 24 luglio 2010 -->
Katz, Alyssa
( 24.07.2010 11:58 )
Serafini. Marta
( 22.07.2010 09:55 )
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( 22.07.2010 09:39 )
La funzione di governo del territorio si muove nello spazio che la Costituzione assegna al potere di conformazione della proprietà privata agli obiettivi sociali -->
Kamin, Blair
( 21.07.2010 20:50 )
Declich, Andrea
( 21.07.2010 11:26 )
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( 19.07.2010 13:11 )

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