0 0 0
0
0 0 0 0 0 0
0


Mall International (in English)
0
0 > Sito di Fabrizio Bottini > Ambiente

A Detroit si coltivano iniziative di agricoltura urbana
Data di pubblicazione: 03.01.2010

Autore:

Un altro panorama dei tentativi dell’ex capitale dell’auto di rifondarsi nel segno della sostenibilità sociale, economica, ambientale e dell’autosufficienza alimentare. Ma stavolta su “scala industriale”. Chicago Tribune, 3 gennaio 2010

Titolo originale: Detroit cultivates urban farm initiative – Scelto e tradotto da Fabrizio Bottini

DETROIT — - Nella zona orientale della città, dove un tempo gli operai montavano milioni di auto, la natura si sta riprendendo la terra.
Crescono pioppi attraverso i tetti crollati delle case saccheggiate per recuperare il metallo. Erbacce selvatiche fanno da tappeto ai gusci rugginosi delle fabbriche vuote, diventate una casa per fagiani e tacchini selvatici.
La copertura verde mostra quanto lontana sia scivolata questa città dal suo passato industriale, e per un piccolo gruppo di investitori rappresenta anche una segnale chiaro. Detroit, sostengono, deve tornare a quello che era prima che arrivasse Henry Ford: campagna.
“Ci sono tantissime superfici disponibili, che chiedono solo di essere sfruttate” spiega Michael Score, presidente di Hantz Farms, che sta acquistando aree abbandonate nei 350 kmq complessivi della città, per cercare di trasformarle in aziende agricole commerciali.

“Detroit è partita dall’agricoltura” racconta Score, “e può essere salvata ancora dall’agricoltura”.
Il movimento per le colture urbane è cresciuto a livello nazionale negli ultimi anni, con la recessione che alimentava timori e spingeva la gente a prodursi in casa frutta e verdura per le famiglie, e magari rivenderla ai farmers' market locali.
Grandi orti, o piccoli campi, in genere dai cinque ettari in giù, sono in crescita anche in città ricche come Berkeley, California, dove è difficile trovare dei terreni, o in centri in difficoltà della Rust Belt, posti come Flint, Michigan, dove si spera così di stimolare la realizzazione di spazi verdi e il consumo di cibi a produzione locale. A Detroit, negli ultimi anni sono sbocciati centinaia di orti privati o di quartiere, contribuendo a rifornire le mense in almeno 40 istituti scolastici, oltre a centinaia di famiglie.
Quello che rende eccezionali dimensioni e prospettive a Detroit, è il progetto di Hantz Farms. Nonostante i responsabili della compagnia non vogliano precisare esattamente quanta superficie sia interessata, pare abbiano sostenuto che il programma riguarda fino a 2.000 ettari della Motor City da coltivare entro i prossimi anni, con prodotti che vanno dalla lattuga biologica alle piante destinate al biocarburante.

Il progetto è stato iniziato de anni dal finanziere originario del Michigan John Hantz, investendo in un primo tempo 30 milioni di dollari di tasca propria per l’acquisto di terreni e macchinari.
Si comincia da poco. Dalla prossima primavera, crescerenno raccolti su 12 ettari, racconta Score.
Dato che Hantz e il suo gruppo hanno avuto difficoltà a trovare appezzamenti grandi e contigui, gran parte delle superfici sono piccole unità.
I responsabili immaginano una città con campi e frutteti che crescono fra case e fabbriche, boschi lungo le superstrade. Il gruppo sta ancora riflettendo su cosa esattamente coltivare in quegli spazi: si possono mettere alberi là dove il terreno risulta troppo contaminato per colture alimentari, ed è possibile convertire gli edifici industriali abbandonati all’idroponia, per far crescere particolari verdure, frutta, erbe.

“Si guarda alle case abbandonate e si pensa: Non ci può abitare nessuno, demoliamole” spiega Score, ex consulente di impresa per il comparto agricolo all’Università statale del Michigan. “Io le guardo e penso: potremmo farci crescere i funghi là dentro, magari”.
Gli amministratori locali commentano che appare positiva l’idea di far crescere l’occupazione in agricoltura a Detroit, a migliorare un po’ la grigia situazione economica della regione: nell’area Detroit-Livonia-Dearborn il tasso di disoccupazione era del 17,7% in ottobre, il più elevato in un’area di 1 milione di abitanti secondo l’Ufficio Statistiche per il Lavoro Usa.
E poi in una città dove non esistono grandi catene di distribuzione alimentare, e tre quarti degli abitanti si compra da mangiare in qualche locale di quartiere o alle stazioni di rifornimento, appare straordinaria l’idea di avere a disposizione prodotti freschi.

Gli amministratori sono piuttosto cauti sul progetto. Sottolineano come l’agricoltura commerciale debba superare diversi ostacoli, che le iniziative di tipo più spontaneo non hanno.
Timori che vanno dai dubbi su chi possa sostenere i costi delle bonifiche ambientali sui suoli o la rimozione delle infrastrutture a rete del sottosuolo (gas, fogne), a immaginare a riscrittura delle norme urbanistiche cittadine, o adeguare i sistemi di fiscalità immobiliare e valutazione, in modo tale da consentire l’attività agricola a queste dimensioni.
“L’agricoltura urbana si inserisce nel programma di riqualificazione di lungo termine per Detroit” dichiara ufficialmente il sindaco Dave Bing.
Ma precisa, “trattandosi di una città cresciuta principalmente per le attività di trasformazione industriale, predisporre le superfici destinate a un’attività agricola su larga scala non è cosa che si possa fare da un giorno all’altro”.

here English version








0

Il sito di Edoardo Salzano
0
Hill, Dave
( 29.07.2010 11:56 )
Graham-Rowe, Duncan; Simpson, Anna
( 29.07.2010 09:39 )
van der Zee, Bibi
( 28.07.2010 11:09 )
Farkas, Alessandra
( 28.07.2010 08:49 )
Bottini, Fabrizio
( 27.07.2010 21:23 )
Come ogni estate, proprietari criminali per andare in vacanza abbandonano i nanetti da giardino che hanno rallegrato coi loro colori il grigio dell’inverno. Salviamoli! Anzi no. -->
Runk, David
( 27.07.2010 10:51 )
Marrs, Colin
( 27.07.2010 10:11 )
Gooley, Tristan; MacDonald, Ross
( 24.07.2010 18:48 )
Una serie di curiose indicazioni per l’escursionista urbano che vuole cimentarsi con metodi non ortodossi, ma non per questo poco interessanti o meno validi. Con fumetto allegato da The New York Times, 24 luglio 2010 -->
Katz, Alyssa
( 24.07.2010 11:58 )
Serafini. Marta
( 22.07.2010 09:55 )
De Angelis, Serena
( 22.07.2010 09:39 )
La funzione di governo del territorio si muove nello spazio che la Costituzione assegna al potere di conformazione della proprietà privata agli obiettivi sociali -->
Kamin, Blair
( 21.07.2010 20:50 )
Declich, Andrea
( 21.07.2010 11:26 )
( 19.07.2010 13:38 )
McCarthy, Michael
( 19.07.2010 13:11 )

Chi fa Eddyburg | Copyright e responsabilità | Sostenere Eddyburg | Chi sostiene Eddyburg