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Mall International (in English)
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Un pranzo tutto marchiato Ikea
Data di pubblicazione: 05.01.2010

Autore:

Dal numero gennaio 2010 di The Atlantic, una rassegna di acquisti alimentari e relative ricette dal negozio di arredamento più famoso del mondo. Magari per sperimentare qualcosa, o confrontare punti di vista, chissà

Titolo originale: An All-Ikea Meal – Scelto e tradotto da Fabrizio Bottini

Certo, l’Ikea è un negozio di arredamento svedese. E sappiamo tutti che dentro l’edificio c’è sempre una caffetteria svedese molto frequentata. Ma c’è anche un mercatino dedicato ai cibi svedesi, e nella settimana tra Natale e Capodanno mi sono data l’obiettivo di provare a preparare un pranzo per cinque persone interamente da ingredienti comprati al mercato alimentare Ikea. Sono di origine scandinava, quindi sono abbastanza preparata.
Tutto comincia in stile proprio vichingo, dato che per arrivare all’Ikea di Brooklyn da Manhattan ci si sposta in barca: l’Ikea mette a disposizione un servizio di traghetto gratuito nei fine settimana (gli altri giorni costa cinque dollari, che poi però possono valere come anticipo su eventuali acquisti). La bella attraversata della baia di New York consente di vedere la Statua della Libertà, Governor's Island, e tutti i ponti: Brooklyn, Manhattan, Williamsburg, e un po’ più distante anche il Verrazano.

I gastronomi che scrivono di piatti scandinavi tendono a enfatizzare (e banalizzare) naturalezza e freschezza della cucina, descrivendola come molto legata alla natura. Il che è vero – il pesce che viene dall’oceano ecc. – ma non descrive adeguatamente il quadro generale. I miei due ingredienti base sono polpette surgelate e fiocchi di patate, e si tratta di una cosa perfettamente scandinava. In realtà io non ho comprato assolutamente nulla di fresco. Era tutto cibo conservato. Probabilmente è questa la vera essenza dell’alimentazione scandinava: cose che possono durare più di noi. Si raccontano storie di contadini con dispense piene di cose risalenti a una generazione prima o più. E come altro si farebbe se no a superare gli inverni? O a sopravvivere a un lungo viaggio in mare?

Come antipasto propongo laks(noi li chiamiamo lox), di Bergen, Norvegia,senapssill(aringhe in salsa di senape), dalla Svezia; andsill i dillmajonnäs(aringhe in maionese all’aneto), da Kladesholmen, sulla costa occidentale svedese. L’aringa è fantastica: dolce e tenera, approvata da tutti i commensali. Insieme alle aringhe, propongo un formaggio Morfars Brannvinsost, che si traduce “Formaggio al vino che brucia di mio nonno materno”. É prodotto in Svezia usando l’acquavite. Un formaggio forte ottimo, anche se nessuno ha assaggiato l’acquavite.

Per accompagnare tutte queste cose ho comprato mjukt Svensk tunnbrod. Soffice pane a fette sottili, noto anche come Svedese Artico. Morbido, sottile, bianco, ma resta un mistero cosa abbai a che fare con l’Artico. Viene dal Forno Polare in Svezia, che si trova pure sotto, al Circolo Polare. Questo Tunnbrod è insaporito dai semi di finocchio, che gli danno un ottimo profumo. Servo anche pane croccante, knackebrod, con la prima portata (se volete cercare di pronunciare questo nome ricordatevi che non c’è nessuna vocale fra la "k" e la "n", e che la "k" va pronunciata). Per esempio le crocchette di segale sono knackebrod, così per i miei ospiti non si trattava di qualcosa di ignoto. Questo knackebrod rispetto alle crocchette di segale è molto più sostanzioso e profumato.

Quello che i miei ospiti non sanno, ma io mi affretto a spiegare, è che si tratta del pane che mangiavano i Vichinghi, e che dura molto a lungo. Una volta ho letto di una confezione di knackebrod trovata in un solaio sopra un ex forno, e che era stata prodotta per la spedizione polare del 1897 di S. A. Andree, il più folle e ottimista degli esploratori, che si spostava in mongolfiera e una volta finì per sbaglio in Finlandia. La sua spedizione polare fallì, lui e i suoi due compagni morirono, ma non quella scatola di knackebrod sopra la panetteria, ancora commestibile 50 anni dopo.

L’ingrediente finale dell’antipasto è il gurka inlagd: cetrioli affettati. Anche questi arrivano dalla Svezia, e sono molto importanti dato che non c’erano verdure disponibili al mercatino dell’Ikea. Bisognava arrangiarsi coi cetrioli dolci conservati. Speravo di trovare almeno una scatola di crauti rossi, macché, niente da fare. Avevo anche sperato nei piselli gialli secchi, che fatti rinvenire per una notte, cucinati e serviti col burro, sono deliziosi. Ma non ce n’erano.

Quindi la portata principale è solo polpette congelate, scaldate nel microonde, i fiocchi di patate surgelati, fatti a pure con l’aggiunta di burro e latte, che pure scaldo nel microonde, e l’intingolo, una sostanza in polvere che sull’etichetta riporta Graddsas, viene dall’Ungheria (sorpresa!), ha le informazioni scritte in Inglese e Spagnolo, e alla quale ho aggiunto acqua, panna, e poi fatto sobbollire piano rimestando. Latte, burro e panna vengono dal mio negozio di quartiere, per inciso, visto che all’Ikea non si vendono. L’ultima cosa nei nostri piatti è una mestolata di conserva di mirtilli rossi: molto tradizionale.

Beh, le polpette erano ottime, e il purè buono quanto è buono il purè. Agli ospiti è piaciuto anche l’intingolo. A me no. I sughi di panna non sono il mio genere. Mia madre, norvegese, cucinava spesso le polpette di carne quand’ero piccola, e ci aggiungeva un po’ di noce moscata, che le migliora tantissimo. Preparava anche un intingolo scuro con le cipolle, molto meglio di quello alla panna dall’Ungheria. In suo onore avevo anche pensato di aggiungere della noce moscata all’intingolo, ma non ne avevo in casa, e magari non avrebbe neppure funzionato. Probabilmente sono un po’ schizzinosa con la conserva di mirtilli rossi. Trovo migliori altri tipi di bacche. Più aspre e caratteristiche.

All’Ikea non si vendono liquori, così ci siamo accontentati del vino: bianco con le portate di pesce, e rosso con le polpette di carne. Se fossi stata davvero coerente col pranzo tipico avrei dovuto servire birra e acquavite. É stata una trascuratezza non farlo. Mea culpa, mea culpa. Ma nessuno ci ha badato a quanto pare, e di vino ne è andato via parecchio.
C’era un vasto assortimento di dolci al mercatino dell’Ikea: torte, biscotti, crostate. Ho scelto la torta svedese alle mandorle con cioccolato fondente “surgelata rapida”: tarta mork choklad. È una torta sottile, croccante, ricoperta di uno strato di cioccolato al 60% di cacao. Per servirla, secondo le istruzioni, l’ho scongelata lasciandola fredda. É stato un successone.

Ho anche comprato delle cose che si chiamano punsch roll, rotoli di marzapane intinti nel cioccolato alle due estremità. All’esterno è verde, all’interno bruno e insaporito al liquore punsch. Molto scandinavo. Ne ho mangiati due. Mea culpa, mea culpa. Per accompagnare il dolce all’Ikea si vende il caffè, normale o tipo espresso.
Al mercatino distribuiscono anche una ricetta, la Tentazione di Jansson, una cosa con le patate, le acciughe e la panna. Per questo piatto bisogno fare da soli. Non si vende già pronto. Bisogna sbucciare le patate, informare a 150 gradi per un’ora e mezza, e io ci ho rinunciato. Okay, okay, ancora mea culpa, mea culpa. Ma mi viene in mente questo Jansson. Chi era? Il cuoco che ha inventato la tentazione, o un poveraccio che cercava disperatamente di resistere al richiamo della teglia con le acciughe vagando per le strade di Stoccolma? E ha mai ceduto alla tentazione? Credo che sperimenterò nel prossimo fine settimana, per vedere come mai sia tanto cupamente irresistibile.

In definitiva, sono andata all’Ikea, ho fatto spesa, scongelato, riscaldato, servito in tavola, e allora? E allora, tanto per cominciare, ho scoperto che si può comporre un pasto del tutto soddisfacente comprando da mangiare all’Ikea, ma che si compone di una sola portata principale: le polpette di carne. C’è un’ampia scelta di antipasti e formaggi, tantissimi dolci. Certamente ci tornerò per comprarne qualcun altro. Ci sono anche parecchi tipi di pane, morbido e secco. Per inciso, i prezzi nella tradizione dell’Ikea sono piuttosto bassi.
Ho anche imparato che non bisogno usare contemporaneamente tostapane e microonde, perché fanno saltare l’impianto.
Altra cosa che ho imparato, è che per un pasto del genere ci vogliono un sacco di tipi di piatti, e varietà di forchette di varie dimensioni, quindi un ultimo consiglio: se volete tenere in ordine la cucina, andate a mangiare fuori!

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Il sito di Edoardo Salzano
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Hill, Dave
( 29.07.2010 11:56 )
Graham-Rowe, Duncan; Simpson, Anna
( 29.07.2010 09:39 )
van der Zee, Bibi
( 28.07.2010 11:09 )
Farkas, Alessandra
( 28.07.2010 08:49 )
Bottini, Fabrizio
( 27.07.2010 21:23 )
Come ogni estate, proprietari criminali per andare in vacanza abbandonano i nanetti da giardino che hanno rallegrato coi loro colori il grigio dell’inverno. Salviamoli! Anzi no. -->
Runk, David
( 27.07.2010 10:51 )
Marrs, Colin
( 27.07.2010 10:11 )
Gooley, Tristan; MacDonald, Ross
( 24.07.2010 18:48 )
Una serie di curiose indicazioni per l’escursionista urbano che vuole cimentarsi con metodi non ortodossi, ma non per questo poco interessanti o meno validi. Con fumetto allegato da The New York Times, 24 luglio 2010 -->
Katz, Alyssa
( 24.07.2010 11:58 )
Serafini. Marta
( 22.07.2010 09:55 )
De Angelis, Serena
( 22.07.2010 09:39 )
La funzione di governo del territorio si muove nello spazio che la Costituzione assegna al potere di conformazione della proprietà privata agli obiettivi sociali -->
Kamin, Blair
( 21.07.2010 20:50 )
Declich, Andrea
( 21.07.2010 11:26 )
( 19.07.2010 13:38 )
McCarthy, Michael
( 19.07.2010 13:11 )

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