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Le trasformazioni urbane mettono a rischio il mercato tradizionale di Portobello Raod
Data di pubblicazione: 23.01.2010

Autore:

L’apertura dei grandi centri commerciali come Westflield London minaccia a largo raggio ogni attività svuotando quartieri e omogeneizzando tutto. Le iniziative di tutela delle vie tradizionali da The Times, 22 gennaio 2010

Titolo originale: Development threatens Portobello Road antiques trade – Scelto e tradotto da Fabrizio Bottini

É dall’inizio degli anni ’60 che Portobello Road è una calamita per turisti da tutto il mondo, nonché per i veri collezionisti e acquirenti di antiquariato. Sugli opuscoli promozionali il suo mercatino della domenica è un simbolo di Londra, insieme a St Paul, al Big Ben a Buckingham Palace, e il fatto che esistesse ha contribuito agli sviluppi che poi hanno riqualificato tutta Notting Hill. Ora, pare, potrebbe anche diventare una vittima del proprio successo, perdere la particolarità che la rende sé stessa, e trasformarsi nell’ennesima via standardizzata dello shopping.
Nel 2007 la circoscrizione di Kensington & Chelsea ha pubblicato A Balance of Trade, rapporto della sua Commissione sulla Tutela del Commercio, presieduta dal consigliere Tim Ahern, all’epoca sindaco, e che aveva fra i propri membri Sir Terence Conran. In gran parte quell’atteso documento trattava di Portobello Road e del suo famoso mercato dell’antiquariato. Nelle conclusioni, in gran parte approvate dal consiglio, questo passaggio:

Certe funzioni in determinati contesti si possono tutelare. E riteniamo che oggi ciò sia necessario per le gallerie antiquarie di Portobello Road”. Quel mercato, affermava la commissione, non doveva “essere travolto dall’uniformità standardizzata”.

Portobello Market, con la sua mescolanza di antichità, frutta e verdura, rigattieri e botteghe di moda vintage, è al quinto posto fra le attrazioni turistiche di Londra, e ogni sabato è frequentato in media da 60.000 persone. Sin dall’inizio degli anni ’60 tutta la zona si caratterizza per l’insieme di botteghe, chioschi, bancarelle, gallerie che in qualche caso ospitano sino a duecento e più esercizi. L’attività antiquaria è ferma durante la settimana, ma gli esercizi alimentari no, e dopo la riqualificazione del quartiere sono cresciuti i valori immobiliari.

É da alcuni anni che i costruttori si danno molto da fare, con Guernseyregistered UK Investments, la Portobello Investments di Warren Todd, la Westbourne Arcades, che comprano edifici in tutta l’area. Parecchie fra le gallerie più piccole sono sparite, o hanno cambiato volto. Senza pensare minimamente a A Balance of Trade, sono stati sfrattati oltre 150 esercenti dalla Lipka’s Arcade, ottime posizione sull’angolo di Westbourne Grove, diventata sede della catena di abbigliamento AllSaints.
Appena usciti da quello spazio su due livelli la scorsa estate, i negozianti avevano avuto l’assicurazione di poter tornare in un ambiente rimodernato, con nuove superfici commerciali al pianterreno e appartamenti sopra. E invece smontate le impalcature gli spazi del seminterrato e piano terra erano occupati da AllSaints. C’erano anche gli appartamenti, ampliati a mansarda probabilmente in modo irregolare, come pure pare dubbia la sostituzione di alcuni affacci commerciali sulla Westbourne Grove e di quattro sulla Portobello con delle vetrate.

Come l’amministrazione ha risposto a Costas Kleanthous, presidente della Portobello Antique Dealers’ Association, quelle autorizzazioni non sono state né richieste né rilasciate, ma si sta semplicemente “esaminando” il problema, e il consigliere Ahern afferma che non si può far nulla se non c’è stato cambio di destinazione d’uso: commercio era e resta.
La Portobello Investments si occupa di immobili commerciali, e la UK Investments della zona alimentare di Elgin Crescent, dei venditori di cose per turisti prodotte nei paesi poveri, borsette e magliette cinesi o simili, che sono stati spinti a mettere le loro bancarelle davanti a botteghe e gallerie, dando così inevitabilmente ai passanti l’impressione che anche ne negozi alle loro spalle si offrano prodotti del genere. Cosa che ha provocato un esodo degli esercenti tradizionali. Nelle gallerie più piccole, come World Famous, gli antiquari sono stati completamente sostituiti da prodotti per turisti che vendono tutta la settimana. Gli animi sono surriscaldati, e ci sono già stati casi di scontri violenti fra esercenti e gestione degli spazi. Come dice Marion Delehar, la cui famiglia è nel settore da cent’anni con un negozio nella via da 50: “L’aggettivo incandescente è troppo poco per descrivere la nostra situazione”.

Un altro commerciante di tessuti spiega: “Lipka’s era il ventre del mercato. Adesso ci lasciano con la testa e i piedi. Red Lion, Harris’s, Admiral Vernon e Rogers ci sono ancora: ma per quanto? Senza di loro il mercato sarà finito”.
I precedenti non sono di buon auspicio. A Londra di solito le amministrazioni non sostengono i mercati. Negli anni ’70 Southwark ha cercato di eliminare il mercato di Caledonian a Bermondsey del giovedì mattina, molto apprezzato per le antichità, e dopo le recenti trasformazioni urbane i frequentatori lo descrivono come un’ombra di quello che era. Camden Passage ha in gran parte ceduto alle trasformazioni, nonostante a parole fosse sostenuto dalla circoscrizione di Islington. Nonostante richieste e risposte positive l’amministrazione di Kensington & Chelsea non ha messo a disposizione gli indispensabili servizi igienici e contenitori della spazzatura per Portobello, nonostante l’aumento delle tasse oltre che degli affitti.
Senza dubbio qualcuno ci può guadagnare trasformando in questi modi la natura di Portobello, ma visto quant’è vicino il centro commerciale Westfield da un lato, e quello Whiteley dall’altro, sia Costas Kleanthous, che i Friends of Portobello Road e tanti altri sostenitori del mercato non credono proprio che la zona possa avere un futuro come arteria commerciale piene di tanti negozi uguali agli altri.

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Hill, Dave
( 29.07.2010 11:56 )
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( 24.07.2010 18:48 )
Una serie di curiose indicazioni per l’escursionista urbano che vuole cimentarsi con metodi non ortodossi, ma non per questo poco interessanti o meno validi. Con fumetto allegato da The New York Times, 24 luglio 2010 -->
Katz, Alyssa
( 24.07.2010 11:58 )
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( 22.07.2010 09:39 )
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Kamin, Blair
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Declich, Andrea
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McCarthy, Michael
( 19.07.2010 13:11 )

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