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La salvezza dell'ambiente è nelle nuove città
Data di pubblicazione: 02.02.2010

Autore:

Altro che scappare in campagna nella villetta unifamiliare, l’ambiente si salva con città migliori. In Europa nei fatti, da noi con una bella mostra, che non serve a niente ma fa la sua porca figura. La Repubblica ed. Milano 2 febbraio 2010

Contrordine, compagni. Dopo anni di allarmi, proposte di ritorno al passato, nostalgia della campagna, demonizzazione dei centri urbani, voglia di fuga di mamme disperate, bambini rovinati dalle bronchiti, il fronte più avanzato dell´ambientalismo ha cambiato idea e oggi proclama: il futuro è nelle città. Peggio ancora: il futuro è nei condomini.
Bisogna resettare l’idea che la qualità della vita stia nelle villette con i loro lindi giardini. Il nuovo ambiente ideale costruito dall’uomo per l’uomo saranno i nuovi appartamenti costruiti l’uno sull’altro, sovrastati da collettori solari per l’acqua calda, eretti sopra profondi scavi per le pompe geotermiche, edificati con un cemento in fibra ottica che permette il passaggio della luce.
E ancora, senza più caloriferi e riscaldati piuttosto con serpentine di tubi di plastica sul pavimento, protetti da vetri spessi selettivi (che faranno cioè passare i raggi solari d’inverno e li bloccheranno d’estate). Case dove non si apriranno più le finestre perché impianti di ventilazione controllata permetteranno il ricambio dell’aria con i serramenti chiusi.

Il dopo Copenhagen è già cominciato e pian piano, entro i prossimi dieci anni, anche l’Italia dovrà adeguarsi. E se Barak Obama ha promesso che entro il 2030 l’America avrà solo edifici eco-compatibili, l’Unione Europea ha deciso che entro il 2020 tutte le abitazioni dovranno essere a emissioni zero. La peste che oggi uccide i centri urbani sarà debellata nel nome di un’architettura sostenibile e insieme a quella saranno gli urbanisti a reinventare la mobilità: altro che le polemiche sulle tasse d’ingresso ai centri storici, in centro si andrà solo a piedi, su tram elettrici o in bicicletta. Una realtà che Amsterdam raggiungerà nel 2015 e Londra nel 2017. Ma una realtà che città come Stoccolma e Amburgo hanno già anticipato: in quindici anni la capitale svedese ha ridotto di un 1,3 tonnellate le emissioni di CO2 per persona e la città anseatica le ha tagliate del 15 per cento. Dice Maria Berrini, presidente dell’Istituto di ricerca Ambiente Italia: «Bisogna essere ottimisti e guardare avanti: la sfida ambientale impone delle risposte e gli strumenti ci sono. Ora basta la volontà». Anche le leggi, ci sono: il decreto 192 del 2005, che recepiva una direttiva europea, prevedeva ad esempio il rispetto di norme molto severe in tema di risparmio energetico.

È quel provvedimento ad aver introdotto in Italia la certificazione energetica: come per i frigoriferi, anche le abitazioni devono specificare a quale classe di consumo appartengono, al punto che un atto di vendita non è valido se non la riporta. Le classi vanno dalla «G» alla «A»: «In Italia - aggiunge Poggio - la maggioranza del patrimonio immobiliare è vecchia, dunque dal punto di vista energetico è un colabrodo: il calore esce dalle finestre, dai muri, dalle pareti, dai tetti. Bisogna cominciare a costruire in modo diverso». La prima voce del costo di gestione di un immobile (pari al 53 per cento) è infatti quella che riguarda il riscaldamento. Oggi, perfino la ricerca delle aziende che producono materiali da costruzione, ha scoperto nuovi materiali e altri, usati un tempo e poi dimenticati, si stanno facendo spazio di nuovo.

Da venerdì alla Triennale di Milano, la mostra «Greenlife, costruire città sostenibili», sarà la road map di un futuro auspicabile. «Il tempo della contrapposizione ambiente-progresso - Italia - dice Andrea Poggio, direttore di Legambiente - è finito. Il cambiamento non è più rinviabile e deve venire dalle città: dal 2007 la popolazione urbana ha superato quella rurale, nelle aree urbane si consuma oltre il 73 per cento dell’energia e si produce il 69 per cento di emissioni di CO2; e poi tutte le ricette di sostenibilità sono molto più adatte a gruppi che vivono insieme in un luogo».
Come avevano intuito quasi quindici anni fa Thomas Herzog, Norman Forster, Renzo Piano e Richard Rogers, che insieme avevano progettato l’eco-quartiere di Solar City a Linz, la strada è segnata. Stretti tra Copenhagen e il Messico (là dove si terrà il prossimo vertice sul clima) gli amministratori delle città, loro, che stanno in prima linea, non hanno scelta: salvare le città vuol dire salvare il mondo.









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Il sito di Edoardo Salzano
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Extance, Andy
( 02.09.2010 16:04 )
Zwahlen, Cyndia
( 30.08.2010 11:54 )
Belloni, Caterina
( 30.08.2010 10:48 )
La Lega Nord ogni tanto si accorge, a modo suo, di alcuni risvolti del mercato globalizzato, e da par suo esprime opinioni. Puntualmente sbagliate, che interpretano malamente il localismo. Corriere della Sera ed. Lombardia, 29 agosto 2010 -->
Hattam, Jennifer
( 30.08.2010 10:45 )
Usborne, David
( 30.08.2010 10:42 )
( 27.08.2010 21:28 )
Hatherley, Owen
( 26.08.2010 19:19 )
Tobol, Sarah
( 26.08.2010 11:18 )
( 26.08.2010 10:01 )
Falco, Giorgio
( 25.08.2010 10:26 )
La nostra immersione totale quotidiana nella metropoli fatta di merci e del respiro che tutti ci impregna costantemente. La poesia come sempre arriva oltre. Da il manifesto, 25 agosto 2010 -->
Wheeler, Timothy B.
( 24.08.2010 21:51 )
Bronner, Ethan
( 23.08.2010 16:59 )
Di Maggio, Anthony
( 23.08.2010 11:10 )
Roychowdhury, Anumita
( 21.08.2010 17:04 )
Channick, Robert
( 20.08.2010 19:36 )

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