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Un signore inglese, e il suo castello ricavato da un silo per il grano
Data di pubblicazione: 07.02.2010

Autore:

Un caso di abusivismo edilizio, nella patria dell’individualismo temperato (sinora) da storico senso civico di matrice europea, fa discutere anche The Guardian, 6 febbraio 2010. E da noi sarebbero già scesi in campo i sindaci?

Titolo originale: An Englishman's grain silo is his castle – Scelto e tradotto da Fabrizio Bottini

Dalla strada le torri gemelle della fattoria di Honeycrock, con le bastionature e le finestre a sesto acuto, si vedono a malapena. L’aspetto che questo angolo del Surrey presenta al mondo è assai più normale: dalla facciata sembra una casa imitazione Tudor su due piani con strutture in legno, tre abbaini, e un portone ad arco centrale piuttosto grandioso.
Il cortile è ingombro di vari camioncini, cani, fango, più il figlio di Fidlers di nove anni e uno spazio per un’associazione cristiana, ma basta superare un piccolo cannone da campo montato su ruote ed entrare dall’ingresso laterale, per arrivare a un perfetto rifacimento di una dimora medievale, pavimenti in pietra, muri in mattoni, travi di quercia e arredi massicci. In alto sopra tutto questo una cupola trasparente in stile vittoriano, recuperata dal fattore Robert Fidler in discarica, e restaurata dopo aver seguito un’apposita scuole serale sull’argomento.

Robert Fidler si è costruito la sua casa di sogno al buio. Dopo aver gettato le fondamenta di calcestruzzo sul retro dell’aia e tirato su un gigantesco mucchio di fieno per nascondere quel che stava combinando, ha fatto il resto del lavoro di notte, mentre il figlio più piccolo, Harry, dormiva nel retro dell’ufficio, nell’appartamento improvvisato di famiglia.
"Qui tenevo le luci accese" racconta nella torre ricavata da un silo del grano ora trasformato in cucina circolare "lampade fluorescenti, ma erano orientate verso il basso, e poi c’era il fieno a schermare, e nessuno poteva vedere nulla. Era un po’ come nel mondo di Narnia: oltre le balle di fieno si entrava in un altro universo".
Fidler ha aperta una controversia edilizia con l’amministrazione di Reigate e Banstead da diversi anni, sulla richiesta di convertire una stalla vittoriana, ma poi ha deciso di iniziare un edificio completamente nuovo. Voleva occuparlo in segreto per quattro anni, dopo i quali, era convinto, l’amministrazione sarebbe stata obbligata a rilasciare una regolare concessione. Questa settimana una sentenza del tribunale gli ha dato torto, imponendogli di demolire l’edificio, così come aveva deliberato l’amministrazione nel 2007.

Fidler ha costruito le due torri del suo castello sfruttando i silos del grano, e la racconta come una scelta eminentemente pratica. "All’inizio, il mio problema era di costruire il più in fretta possibile, e c’erano quei silos per il granturco lì a far nulla, perché non lo coltiviamo più, e che da vuoti pesano poco o nulla" spiega. "Così ho preso la ruspa grande e uno alla volta li ho spostati, uno qui, uno là. Immediatamente, solo realizzando un pavimento, avevo una stanza sotto e una sopra".
Le merlature, racconta, sono state pensate per nascondere quei brutti tetti di lamiera.
"Volevo restare in uno stile in qualche modo tradizionale, travi di quercia, ci sono parecchi boschi nei nostri terreni: ho fatto tutto con la motosega. Non so se avete fatto caso al portone di ingresso, ma ho fatto un sacco di fatica a costruirlo proprio come una vecchia solida antica porta da castello. Mentre lavoravo, poi ci sistemavo piccoli spazi e altre cose che la rendessero più interessante, dato che poi non si può più tornare indietro a modificare"

Il soggiorno è in un’altra torre, e lo spazio rettangolare che sta in mezzo funge da sala da pranzo e atrio, con un ampio scalone in quercia che porta su alla galleria dove c’è un piano. Linda lo suona qualche volta.
Robert Fidler è cresciuto in quella che descrive come una normalissima casa a schiera, ma poi ha sentito parlare di una controversia edilizia con la chiesa di Scientology, che aveva ottenuto l’autorizzazione per un finto castello normanno dalle parti di East Grinstead, dopo apposita delibera. "Beh, non so cosa mi ha preso, un istinto arcaico da inglese che ha diritto a farsi il suo castello, ma mi sono convinto che se riuscivo a non farmi scoprire per quattro anni, avevo una via d’uscita, era un castello, e un inglese ha diritto a un castello" racconta.

Gran parte dei lavori si è svolta fra il 2000 e il 2002, Linda a mescolare cemento e i figli più grandi da un matrimonio precedente a dare una mano. È uno dei figli che alla luce della luna piena manovrando la gru ha sollevato e installato la cupola, dopo che Fidler l’aveva completata a due strati con uno interno di Perspex.
Al piano superiore ci sono il bagno terminato da poco, con la vasca sollevata da un soppalco di legno, e un enorme letto a quattro colonne comprato per pochissimo da un signore che l’aveva depositato in uno spazio lì in fattoria ma non poteva più pagarsi l’affitto. Ci sono enormi pilastri intarsiati indiani, lanterne sulle pareti, e tappeti su misura nelle camere. Enormi candelieri, pesanti imbottiture. Colori decisi, sui toni del rosso e blu. L’edificio è riscaldato da una pompa di calore dal sottosuolo e da una caldaia. L’effetto complessivo è molto più accogliente di quanto ci si possa immaginare.

"Da fuori sembra molto grande, vero?" chiede Linda. "Invece dentro è solo una casa da quattro camere con un atrio. In qualche occasione ci sono anche stati degli eventi, ma poi è solo una casa di campagna, fango dappertutto". Per i casi speciali si stende un tappeto rosso.
Si sono mai chiesti se stavano davvero facendo la cosa giusta, negli anni dei lavori clandestini? "Certo che si" risponde Fidler, "ma che altro alternativa avevo? Sono un uomo, ho una fattoria, dei figli, dei nipoti, non voglio vivere in un traballante capanno il resto della mia esistenza … ho un po’ l’anima dell’artista, per me è stato come dipingere un quadro".
E cosa farà se lo obbligano a demolire? "Non lo faranno. Ne ho la certezza assoluta. Voglio dire, che non si tratta solo della mia ostinazione. Ho molta fede, sono un cristiano, e Dio qui è presente sin dall’inizio. Lo so. Non mi sorprende che si sia stati sconfitti in questa fase, ma sono certo che, in un modo o nell’altro, questo edificio resterà".

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( 02.09.2010 16:04 )
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