0 0 0
0
0 0 0 0 0 0
0


Mall International (in English)
0
0 > Sito di Fabrizio Bottini > Urbanistica > L'Urbanista

Colin Ward: pensatore sociale e studioso
Data di pubblicazione: 02.03.2010

Scomparso a 85 anni uno dei più originali rappresentanti della migliore tradizione del planning internazionale, attento a mettere sempre al centro l’uomo e la giustizia. Un ricordo dal londinese The Times, 2 marzo 2010

Titolo originale: Colin Ward: social philosopher and author – Scelto e tradotto da Fabrizio Bottini

Colin Ward è stato il più importante filosofo di matrice anarchica della Gran Bretagna, uno straordinariamente dotato esponente di questo approccio ai temi sociale e alla politica.
Era nato a Wanstead, nell’est londinese, nel 1924, e cresciuto a Ilford. Lascia la scuola a 15 anni per iniziare a lavorare, e a 18 è arruolato nelle Forze Armate. IL fatto di essere abbonato al settimanale anarchico War Commentary lo fa convocare come testimone quando la redazione è accusata e imprigionata per attività sediziose nel 1944. Questo brusco scontro coi limiti dell’insurrezionalismo lo condurrà poi per tutta la vita a un orientamento anarchico non violento con finalità sociali.

Dopo la Guerra, Ward diventa voce eloquente del movimento anarchico contro una politica della casa solo burocratica, che si oppone alle occupazioni di edifici sfitti da parte delle famiglie dei senzatetto. Collabora con molti studi di architetti, e la sua prospettiva critica sulle politiche per la casa si arricchisce di competenze. Negli anni ’50 scrive regolarmente su Freedom, e nel 1960 fonda e dirige per dieci anni il mensile Anarchy, che il romanziere e saggista Colin MacInnes definirà “il mensile più originale che abbia mai visto nella sua capacità di cogliere le tendenze di evoluzione della nostra società”. Aveva un talento particolare per capire e spiegare il modo in cui operano i principi anarchici di aiuto reciproco e cooperazione nell’agire quotidiano e nelle varie situazioni, dai campi da gioco, alle scuole, ospedali, luoghi di lavoro. Era determinato a esorcizzare l’immagine dell’anarchico ingenuo utopista o fosco lanciatore di bombe, affermando dell’anarchia il profondo radicamento concreto nella vita di tutti i giorni.

Fra gli anni ’60 e ’70 lavora come insegnante al Wandsworth Technical College e dirige il Bulletin for Environmental Education della Town and Country Planning Association. Nel 1966 sposa Harriet Unwin iniziando anche un’intensa e ricca vita familiare. Il trasferimento a Suffolk nel 1980 consente a Ward di concentrarsi di più sulla scrittura. Pubblicherà 33 libri, oltre a una miriade di contributi per New Society, New Statesman e altri periodici, sia nell’area della sinistra che no. Il suo primo libro, di grande successo internazionale, Anarchy in Action (1973), ne espone la forma anarchica evoluzionaria, nonviolenta, gradualista. Che ha in comune con la tradizione dei Fabiani. Da cui lo separa però la fede in un processo dal basso, anziché coordinato dall’alto, della formazione delle politiche. La sua analisi è documentata da esempi che vanno dal tema della casa, istruzione, salute, giustizia, lavoro e tempo libero.

Radicata nel pensiero anarchico del russo Peter Kropotkin, ispirato da culture politiche molto diversificate, da Gandhi al sociologo americano Paul Goodman, la filosofia di Ward è, per usare le parole del politologo di Oxford Stuart White, “al tempo stesso profondamente anarchica e intellettualmenteineccepibile”. Straordinariamente vasto il campo degli interessi, anche se quello delle politiche per la casa resta al centro. Tenants Take Over (1974), Housing: An Anarchist Approach (1976), When We Build Again: Let’s Have Housing That Works!(1985) sono tutti legati dall’idea dell’ascolto attento dei bisogni e dal sostegno ad autocostruzione e cooperative. Il classico Arcadia For All: The Legacy of a Makeshift Landscape (con Dennis Hardy, 1984) sui pionieri dimenticati dell’abitazione spontanea — squatters, cotters, plotlanders — si interisce nel filone della “storia dal basso” e dell’approccio alla memoria orale di Raphael Samuel.

Autentico libero pensatore, dotato di una mente straordinariamente originale, Ward scopriva un esempio dopo l’altro in grado di sostenere la convinzione che, solo coi propri mezzi, le persone possano escogitare soluzioni democratiche a problemi che di frequente mettono in difficoltà le istituzioni (e che le istituzioni frequentemente distruggono). The Allotment: Its Landscape and Culture (con David Crouch, 1988) è la storia ed epopea di una cosa un tempo molto diffusa, oggi in ripresa e sempre più importante per il cambiamento climatico. Goodnight Campers: The History of the British Holiday Camp (con Dennis Hardy, 1986) recupera i campi vacanze Butlins e iniziative simili, contro certe opinioni elitarie che li considerano forme di tempo libero militarizzate. Ward aveva occhi e orecchie molto sensibili per tutto ciò che riguardava la cultura popolare, di cui apprezzava gusti e irriverenze. Reflected in Water: A Crisis of Social Responsibility (1997) è una decisa condanna dell’espropriazione privata del bene comune più essenziale alla vita. Il suo capolavoro, The Child in the City (1978), è una illuminante ricerca sulla capacità dei più piccoli di adattarsi coi propri mezzi all’ambiente urbano.

Tutta la sua opera impone il massimo rispetto, e attenzione. Un lavoro che, insieme a quello di altri anarchici come Nicolas Walter, in Gran Bretagna ha evitato che questa forma di pensiero fosse indebitamente consegnata all’oscuro mondo del solo dibattito intellettuale.
Un’opera riconosciuta, anche se in modo diseguale. Con lauree ad honorem nelle università di Middlesex e Anglia Ruskin. Con l’incarico di Centennial Professor of Housing and Social Policy per l’anno 1995-96 alla London School of Economics. Il suo libro Welcome, Thinner City: Urban Survival in the 1990s (1989), a sostegno di città meno dense e più verdi, ha vinto il premio Charles Douglas-Home.

Ma nonostante il riconoscimento internazionale, il suo pensiero era troppo divergente da quello ufficiale di istituzioni, imprese, burocrazie, per avere davvero effetti sulle decisioni. Una marginalità che forse un giorno potrebbe trasformarsi in riconoscimento pieno dell’applicabilità, giustizia ed equità di quelle idee.
Ward fu sempre cordiale, generoso, non-possessivo, pronto a collaborare, accorto, allegro, una vera forza intellettuale. Lascia la moglie Harriet, un figlio e due figliastri.

here English version









0

Il sito di Edoardo Salzano
0
Hill, Dave
( 29.07.2010 11:56 )
Graham-Rowe, Duncan; Simpson, Anna
( 29.07.2010 09:39 )
van der Zee, Bibi
( 28.07.2010 11:09 )
Farkas, Alessandra
( 28.07.2010 08:49 )
Bottini, Fabrizio
( 27.07.2010 21:23 )
Come ogni estate, proprietari criminali per andare in vacanza abbandonano i nanetti da giardino che hanno rallegrato coi loro colori il grigio dell’inverno. Salviamoli! Anzi no. -->
Runk, David
( 27.07.2010 10:51 )
Marrs, Colin
( 27.07.2010 10:11 )
Gooley, Tristan; MacDonald, Ross
( 24.07.2010 18:48 )
Una serie di curiose indicazioni per l’escursionista urbano che vuole cimentarsi con metodi non ortodossi, ma non per questo poco interessanti o meno validi. Con fumetto allegato da The New York Times, 24 luglio 2010 -->
Katz, Alyssa
( 24.07.2010 11:58 )
Serafini. Marta
( 22.07.2010 09:55 )
De Angelis, Serena
( 22.07.2010 09:39 )
La funzione di governo del territorio si muove nello spazio che la Costituzione assegna al potere di conformazione della proprietà privata agli obiettivi sociali -->
Kamin, Blair
( 21.07.2010 20:50 )
Declich, Andrea
( 21.07.2010 11:26 )
( 19.07.2010 13:38 )
McCarthy, Michael
( 19.07.2010 13:11 )

Chi fa Eddyburg | Copyright e responsabilità | Sostenere Eddyburg | Chi sostiene Eddyburg