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Perché questa ostinata inclinazione antiurbana?
Data di pubblicazione: 05.03.2010

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In un editoriale sul Boston Globe, 5 marzo 2010, il noto economista nota come la spesa a sostegno del rilancio economico nazionale sembri ignorare il rilancio delle città come tali, e favorire invece il solito sprawl

Titolo originale: Why the anti-urban bias?Scelto e tradotto da Fabrizio Bottini

I MILIARDI di dollari che si spendono nel paese per le infrastrutture offrono l’occasione di pensare a un’America migliore, ma continuare a fare come al solito finisce per avvantaggiare lo sprawl rispetto alla città. Una tendenza nazionale anti-urbana a cui occorre por fine.
Negli ultimi sessant’anni, le città hanno subito una triplice micidiale aggressione politica: spese per le autostrade, spese per le case in proprietà, un sistema scolastico che ha spinto tante famiglie a uscire dalle circoscrizioni cittadine. Nathaniel Baum-Snow, economista alla Brown University, ha calcolato come una nuova autostrada finanziata coi fondi federali “quando passa da una città ne riduce la popolazione del 18%’’.
Sostenere questo tipo di trasporti fa diminuire il vantaggio di abitare l’uno vicino all’altro nelle città, cosa che dovrebbe far preoccupare tutti i cittadini davanti alla prodigalità con cui il Senato sembra usare le spese autostradali per combattere la recessione. L’attuale progetto di legge per il rilancio dell’occupazione chiede un incremento di 30 miliari nei trasporti per i prossimi due anni.

Ed è sbagliato ritenere che spendere anche in treni possa riequilibrare il tutto. Le città si avvantaggeranno sempre meno dell’esurbio dai trasporti, perché nelle aree dense ci sono già ottimi modi per spostarsi, a piedi per esempio. Chi sostiene la città farebbe meglio a far ridurre i finanziamenti alle strade, o a riequilibrare quelle spese con più soldi per le scuole urbane.
I nostri politici sono da molto tempo favorevoli alla proprietà della casa, ma anche sostenere la proprietà risulta anti-urbano. A Boston il 62% delle case sono in affitto; a Wellesley il 78% è occupato dal proprietario. Nelle città sono caratteristici gli appartamenti, e oltre l’85% delle abitazioni plurifamiliari è in affitto. Nel suburbio è caratteristica la casa unifamiliare, di cui oltre l’85% è occupata dal proprietario. Sostenere la proprietà, attraverso Fannie Mae,Freddie Mac , la deduzione degli interessi sui mutui, è un modo per attirare gente fuori dalle città.

Per molti abitanti del suburbio, sono le scuole a contare, più del mutuo agevolato o degli spostamenti facili. Il sistema scolastico di tipo locale americano fa sì che molti genitori optino per circoscrizioni socialmente omogenee al di fuori dei limiti urbani. Le città si avvantaggerebbero se il sistema scolastico si spostasse più a sinistra, verso una struttura nazionale, sul modello francese, o a destra con buoni statali, in grado di spezzare il rapporto fra luogo di residenza e scuola che frequentano i figli. Riforme scolastiche che mettano in grado gli istituti urbani di funzionare di più mercati privati, potrebbero orientarli verso l’innovazione, che fa tanto bene ad altri settori, come quello dei ristoranti.
Le spinte della storia ci hanno portato a un momento nel quale con una adeguata leadership si potrebbe rendere l’America meno anti-urbana. La crisi della casa, il nuovo interesse per le infrastrutture, il timore del riscaldamento globale, il movimento per la riforma del sistema educativo, tutto potrebbe contribuire a una migliore politica per le città.

Il problema della casa ha fatto crollare il mito secondo cui Fannie Mae e Freddie Mac non costavano nulla, mettendo a nudo la follia di spingere la gente a scommettere tutto sul mercato delle abitazioni. É ora di abbassare il limite del milione di dollari sui mutui a interesse deducibile, e di ridurre gradualmente il sostegno federale ai prestiti.
In tutto il paese, è in corso una serie di sperimentazioni per migliorare le conoscenze necessarie a migliori scuole urbane. Il ministro per l’Istruzione Duncan sta cercando di governare una specie di “riforma da tempesta perfetta’ guidando una “corsa al vertice” dove l’istruzione non produce solo eguaglianza ma senso civico e nazionale. Le città dipendono dal successo della riforma.

Il movimento ambientalista riconosce che le città sono molto più efficienti dal punto di vista energetico di quanto non lo sia il suburbio, a causa degli alloggi di dimensioni minori e di meno spostamenti in macchina. I verdi devono combattere le autostrade suburbane e chiedere più sviluppo urbano.
Nel 2009, ai cinque stati con insediamento meno denso sono stati assegnati fondi di sostegno federali del valore di 1.100 dollari pro capite, e ai cinque più densi, fra cui il Massachusetts, solo 561. Il Presidente Obama può cambiare questo squilibro verso la bassa densità. In quanto presidente più urbano dai tempi di Teddy Roosevelt, Obama deve lottare per le città, non solo per una questione di giustizia, ma perché le città, la creatività che si produce dai rapporti umani, dall’apprendere l’uno dall’altro in aree dense, sono la più grande speranza del paese.

Edward L. Glaeser, professore di economia a Harvard, dirige il Rappaport Institute for Greater Boston.

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Hill, Dave
( 29.07.2010 11:56 )
Graham-Rowe, Duncan; Simpson, Anna
( 29.07.2010 09:39 )
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Una serie di curiose indicazioni per l’escursionista urbano che vuole cimentarsi con metodi non ortodossi, ma non per questo poco interessanti o meno validi. Con fumetto allegato da The New York Times, 24 luglio 2010 -->
Katz, Alyssa
( 24.07.2010 11:58 )
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( 19.07.2010 13:11 )

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