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La tradizione dell’agricoltura urbana mette radici a New Orleans
Data di pubblicazione: 18.07.2010

Autore:

Come già successo in altre aree urbane, la produzione alimentare per le zone colpite da Katrina diventa al tempo stesso attività economica e riqualificazione ambientale.The Times Picayune, 18 luglio 2010

Titolo originale: Urban farming tradition taking root in N.O. area – Scelto e tradotto da Fabrizio Bottini

L’entusiasmo per l’agricoltura urbana continua a diffondersi ben oltre I classici capisaldi dell’Ovest, oggi sono centinaia i cittadini di New Orleans che si coltivano verdure, tengono polli in giardino, o sperimentano anche altre forme di allevamento, in una città dove una regolamentazione molto laissez faire e l’abbondante soleggiamento rappresentano condizioni ottimali per far crescere una nuova razza di pionieri.
"Oggi c’è un enorme entusiasmo per l’agricoltura urbana” commenta Alicia Vance, responsabile di progetto al New Orleans Food and Farm Network, associazione nata nel 2002 per migliorare l’accessibilità ad alimentai sani.
Il gruppo della Vance tiene corsi sugli orti urbani, collabora con aspiranti contadini per la posa di giardini pensili o predisposizione di spazi adeguati nei giardini, divulgazione di tecniche di riproduzione animale.

"L’ideale sarebbe se tutti nel quartiere tenessero qualche tipo di animale o di coltura. Saremmo quasi autosufficienti" spiega Frank Carter, tecnico specializzato che insieme alla moglie Laura Reiff si è formato ai corsi dell’associazione e alleva 12 galline in un recinto da 20x17 metri nel loro giardino di Algiers. Le razze sono Rhode Island Reds, Brown Leghorns e una Buff Orpington, ordinate per posta a un allevatore del Texas.

"L’ufficio postale ci ha chiamato alle otto della sera raccontandoci “ Ci sono qui le vostre galline” ricorda Carter. “ Stanno pigolando".
Carter e la Reiff tengono anche pesche, ananas, peperoni, angurie, mirtilli, pomodori, cachi, fichi e banane. Le api producono venticinque chili di miele l’anno.

C’è da mangiare e anche un po’ di spettacolo

La galline sono "molto divertenti da guardare" racconta la Reiff, anche gli amici della coppia sono ancora un po’ diffidenti ad accettare le uova. Qualcuno dice di preferire le uova dal guscio bianco a quelle bluastre delle Brown Leghorns. Altri temono di trovarci un pulcino dentro aprendo il guscio, cosa impossibile se non c’è un uovo fertilizzato e una chioccia che ci sta seduta sopra almeno per un mese.
"Mangiano erbacce, scarti di cucina, verdure passate: son un ideale impianto di smaltimento rifiuti da giardino” commenta Philip Soulet, gallerista d’arte che tiene qualche gallina in un terreno affacciato sulla Interstate 10, poco a nord della St. Charles Avenue.
Soulet collabora con la Parkway Partners, altra associazione per l’agricoltura urbana, che tiene corsi sull’allevamento e gli orti agli studenti del posto.

here English version









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Il sito di Edoardo Salzano
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Bottini, Fabrizio
( 08.10.2013 09:04 )
Per motivi tecnici mi sono provvisoriamente trasferito sul sito Millennio Urbano che (tra l'altro) contribuisco a rilanciare dopo un periodo di transizione -->
Bottini, Fabrizio
( 08.09.2013 10:07 )
Da un paio di secoli l'umanità cerca di misurarsi in con la gigantesca ameba metropolitana scatenata dai cicli di industrializzazione: urbanisti, sociologi, scrittori, ora un regista. Ma la cultura italiana mica ci arriva
-->
Barzi, Michela
( 26.08.2013 09:34 )
Le diffidenze leghiste per le diversità si manifestano naturalmente con maggiore evidenza là dove il partito governa e imperversa. Ma si tratta di una cultura pervasiva, per nulla limitata a quei territori e probabilmente neppure limitata a quell'area politica, pronta a ripresentarsi in diversi contesti -->
( 22.08.2013 19:29 )
Gli spazi simbolo del ceto medio e dei suoi consumi opulenti, diventano sacche di disagio, come dimostra il compendio di ricerche della Brookings Institution sintetizzate in un volume. Il problema è di superare la logica di questo tipo di espansione urbana, e tornare a un modello integrato di città. Dalla rivista universitaria Knowledge Wharton, agosto 2013 -->
Bottini, Fabrizio
( 20.08.2013 18:49 )
La globalizzazione significa soprattutto (che piaccia o meno) essere ineluttabilmente inseriti in un flusso di decisioni interrelate: la tutela delle coste nella nostra bagnarola mediterranea, per esempio -->
Eisenberg, Richard
( 10.08.2013 10:28 )
Recensionee intervista su uno dei tanti libri americani dedicati a una questione che dovrebbe però interessare molto di più anche il resto del mondo: l'immaginario collettivo sull'abitare e i suoi risvolti sociali e ovviamente ambientali. Di fatto ci sono intere generazioni cresciute nel mito antiurbano, che deve essere in qualche modo superato, insieme al tipo di consumi che si porta dietro. Forbes, 9 agosto 2013 -->
Bottini, Fabrizio
( 21.07.2013 09:45 )
C'è sempre qualcosa di affascinante, e al tempo stesso inquietante, nel modo in cui ci adattiamo, o proviamo a adattarci, ai mutamenti ambientali del mondo che ci circonda. Specie quando si tratta di trasformazioni consapevolmente indotte da altri, per motivi affatto umanitari -->
Bottini, Fabrizio
( 16.07.2013 08:35 )
Oltre a dire qualcosa di sinistra, come auspicano e chiedono in tanti da troppo tempo, c'è anche un'altra possibilità: quella di fare concretamente, qualcosa di sinistra, ovvero mettere in pratica e verificare gli alti principi. C'è qualche vago segnale in questo senso, basta guardarlo -->
Bottini, Fabrizio
( 11.07.2013 08:13 )
Che fare quando le migliori (e celebrate) idee si dimostrano carenti? Negare l'evidenza, oppure provare a rifletterci sopra davvero, cercando di capire se e dove esiste qualcosa di sbagliato nel modello, o nella nostra interpretazione? -->
Hetherington, Peter
( 03.07.2013 13:12 )
Un urbanista americano, curiosamente noto soprattutto per essere stato preso a pugni da una contestatrice durante un'assemblea pubblica, ha anche parecchio altro da dire sulla professione, e il ruolo nella città e la società. The Guardian, 2 luglio 2013 (f.b.) -->
Bottini, Fabrizio
( 29.06.2013 10:53 )
C'è qualcosa che non torna nell'entusiasmo da un lato per tutte le possibili tecnologie smaterializzanti dell'universo, dall'altro nel permanere di una cultura degli spazi a dir poco novecentesca, industriale, segregata. Quanto c'è di malafede, e quanto di ignoranza? -->
Bottini, Fabrizio
( 28.04.2013 09:12 )
Il successo dei progetti di trasformazione urbana, come suggerisce il buon senso, dipende dal loro essere urbani, inseriti in un contesto ampio con cui entrano in sinergia. Ma il peggior cieco è chi non vuol vedere ciò che gli sta attorno -->
Walker, Alissa
( 02.04.2013 19:44 )
Vivere e camminare a Los Angeles, senza un'automobile, è compatibile con un'esistenza umana. Figuriamoci qui da noi. Los Angeles Magazine, 29 marzo 2013 -->
Vitullo-Martin, Julia
( 30.03.2013 19:30 )
I problemi insediativi, ambientali, socioeconomici, di qualità della vita, e infine politici, posti dal nuovo ruolo del cibo nella metropoli del terzo millennio. Non è il caso, come intuito in fondo dall'Expo milanese, di porre al centro la questione? Spotlight on the Region, marzo 2013 -->
Bottini, Fabrizio
( 30.03.2013 08:50 )
È passato più di un secolo da quando i futuristi volevano spazzar via tutta l'anticaglia che faceva da zavorra al progresso umano, e nel frattempo si è capito che non tutto è anticaglia e non tutto è zavorra. Però adesso un po' si esagera, in tutto il mondo, con le ideologie antimoderniste su misura -->

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