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Economia Municipale (1910)
Data di pubblicazione: 04.02.2011

Autore:

Alcuni estratti dal "Wacker's Manual" che accompagnava il Piano di Chicago 1909 di Daniel Burnham, per formare le giovani generazioni all'urbanistica, all'impegno civico, alla responsabilità individuale nella costruzione della città per tutti

Premessa

I brani che si riportano di seguito, oltre all'interesse indubbio dei contenuti (tra gli altri, un'idea di città complessa, una inconsueta anticipazione dei temi della sostenibilità) rappresentano un documento di straordinaria importanza soprattutto per il lettore europeo, probabilmente orientato a considerare le decisioni sul territorio materia squisitamente pubblico-istituzionale, a cui solo di recente si affianca via via con ruolo di maggior peso l'iniziativa privata.

La "economia municipale" così come intesa dall'estensore del Wacker's Manual è invece soprattutto somma di apporti individuali, nella forma estesa e collettiva che per molti versi anticipa anche alcune forme attuali di partecipazione.
Il libro, pensato come testo per le scuole medie e ristampato in moltissime edizioni nel periodo fra le due guerre mondiali, riporta anche alla fine di ciascun capitolo le domande che l'insegnante potrà rivolgere agli allievi sui vari passaggi e temi del volume.
In definitiva, pur con la necessaria attenzione a collocare tutto nel contesto adeguato, storico e culturale, un notevole contributo anche per il dibattito urbanistico e politico attuale, sul futuro della città e non solo. (f.b.)

Walter D. Moody, Wacker's Manual of the Plan of Chicago. Municipal Economy, Henneberry Co., Chicago 1911

Estratti e traduzione a cura di Fabrizio Bottini

[…] Capitolo I: ECONOMIAMUNICIPALE

In tutto il mondo, in questo periodo, si verifica uno straordinario movimento, senza alcun precedente, della popolazione verso le città. In ogni paese esse sono oggi più grandi che in qualunque altro momento della storia. Di più, il flusso delle persone verso le città aumenta, come confermano tutti censimenti. La tendenza a concentrarsi, a stare a stretto contatto, esiste da sempre, ma oggi appare più forte che mai nella storia dell’uomo.
Naturalmente, questo radunarsi nelle città in ogni parte del mondo crea nuovi problemi di governo. Sollecita nuovi obiettivi per le discipline sociali, per le scienze che si occupano di salute, o di ordinata convivenza, tra famiglie di diverse razze poste in stretto contatto. E dal contatto emergono nuovi bisogni.

É necessario promuovere soddisfazione e benessere per chi abita le città, coinvolgerli nella costruzione di un’esistenza adeguata sul versante morale e religioso della comunità. Nascono nuove questioni su come trasportare i cittadini da una zona all’altra della città, o su come rifornirli adeguatamente e regolarmente di cibo e vestiario, di trovar loro un lavoro dentro edifici salubri e sicuri, e abitazione in case comode e sane.
Insieme a questa crescita delle città in tutto il mondo, specie in America, si verifica una evoluzione politica per la quale alle persone viene conferito un potere crescente negli affari pubblici, ovvero nel governo della cosa pubblica nell’interesse dei cittadini.
Questo allargamento del potere aumenta le occasioni di felicità e benessere per tutti, ma al tempo stesso aumenta la responsabilità di ognuno di noi. Fa sì che diventi un dovere, per ogni giovane, ragazzo o ragazza, prepararsi a verificare che la cosa pubblica venga gestita nel migliore dei modi.

Se questo nuovo potere è conferito a tutti, nelle campagne e nelle città, la responsabilità e il dovere ricadono più sul cittadino che sul campagnolo. Ciò accade perché esistono più problemi e più rilevanti da risolvere e gestire, nella saggia amministrazione delle città, che nel governo di un territorio a popolazione sparsa. Più grande la città, poi, maggiore la responsabilità di ciascuno di noi che la abita, perché nelle città maggiori i problemi riguardano più persone e questioni più rilevanti, di conseguenza più intricate e di difficile soluzione.
Noi qui a Chicago, la quarta città del mondo per abitanti, abbiamo una responsabilità maggiore e un impegno più grave per la cittadinanza, di quanto non avvenga in quasi tutte le altre città. Altre alla semplice questione della grandezza, ne esistono altre legate alla crescita della città che pesano sulle responsabilità personali. Forse non è esagerato affermare che, tenendo conto delle leggi e delle condizioni della Chicago di oggi, ciascuno di noi ha maggiori motivi di devozione, a questa splendida città, di quanto non ne abbiano gli abitanti di qualunque altra città del mondo.

Henry Drummond, uomo molto saggio e grande studioso, ha detto qualcosa su cui qualunque giovane di Chicago dovrebbe riflettere molto seriamente, e ci indica come noi, abitanti della città, possiamo con la nostra influenza decidere i destini della nazione.
La città è strategica. Determina i centri minori, questi a loro volta i villaggi, e I villaggi le campagne. Chi costruisce la città costruisce il mondo. Dopo tutto, anche se sono gli uomini a fare le città, poi sono le città a fare gli uomini. Che la nostra vita nazionale sia grandiosa o mediocre, che le nostre virtù sociali siano mature o immature, che i nostri figli abbiano un comportamento morale o brutale, che la religione sia possibile o impossibile, tutto dipende dalla città”.

Un altro modo per affermare che le città stanno via via assumendo una ponderosa influenza sulle questioni nazionali. Molto a lungo il governo di Washington è stato controllato da uomini che provenivano soprattutto dalle campagne, da piccoli centri, villaggi, fattorie.
Negli ultimi anni le cose sono cambiate.
I Presidenti sono uomini delle città, il che significa maggior bisogno che tutti i cittadini siano ben informati, attenti e diligenti nel loro impegno per il bene pubblico.

L’eliminazione degli sprechi è il principale problema scientifico del mondo.

Ogni centesimo risparmiato è un centesimo guadagnato” è un modo di dire che tutti abbiamo sentito. E sappiamo che si tratta di una verità.
Ma pochi di noi sanno o immaginano quanto necessario sia, con la crescita delle città, evitare gli sprechi. Pochi fra noi hanno riflettuto su quanto sia importante adottare metodi di governo orientati al risparmio.
Non sono molto coloro che sanno quanto sia vero che più persone abitano in città rispetto a quelle che stanno in campagna, meno saranno coloro che possono produrre cereali, verdure e carni necessarie al nostro sostentamento.
Ma con le città sempre più grandi siamo stati obbligati a capire che si deve arrestare lo spreco dei prodotti alimentari.
Dobbiamo comprendere che non è più possibile avere l’abbondanza di alimenti a buon mercato che si verificava quando c’erano meno persone in città, e di più nelle fattorie. É un modo semplice per spiegare l’attuale bisogno di risparmio e fine degli sprechi.

Questa tendenza all’economia e al massimo sfruttamento delle cose è cosa mondiale. Vecchi stracci, pezzi di carta, rottami di ferro e tanto altro materiale un tempo scartato come inutile, ora viene utilizzato per tanti utili prodotti. Ogni anno si creano grandi ricchezze da queste nuove attività. Nelle nostre città si sono intraprese grandi opere per salvare delle vite. I responsabili della salute pubblica non vogliono che venga sprecata. Sono investiti milioni di dollari per grandi canali e nel taglio di nuove vie, e tutto questo per eliminare spese, risparmiare materiali, risparmiare il tempo prezioso di milioni di persone.
Prima che si sviluppassero così le città, i principali sforzi dell’umanità erano diretti verso i modi per aumentare la produzione di strumenti utili, al miglioramento dei macchinari o di altri mezzi di civiltà.

Oggi le menti migliori e gli sforzi principali si rivolgono verso l’obiettivo di evitare lo spreco. Sappiamo tutti come negli ultimi dieci anni sia cresciuta negli Stati Uniti la diffusa sensibilità per la conservazione delle risorse naturali. Ovvero di salvare, per tutti, i boschi sulle terre pubbliche, l’energia dell’acqua dai torrenti di montagna, la ricchezza in minerali che sta nel sottosuolo della nazione. Queste enormi risorse sono la nostra ricchezza, prima regalata e sprecata nelle epoche di abbondanza, nell’era di colonizzazione e primo sviluppo del paese. Anche le nostre città richiedono che si conservino ricorse che rappresentano ricchezza degli abitanti, le vie per spostarsi comodamente da un luogo all’altro, i parchi dove sostare e riposarsi, i grandi spazi pubblici nei quali costruire ampie strutture in grado di esprimere volontà e spirito del popolo.

Il nostro governo, costruendo il grande canale di Panama, è impegnato in un’opera di eliminazione degli sprechi. Il canale, destinato ad accorciare i tempi di percorrenza navale per le prossime generazioni, per chi si avvantaggia di un rapido passaggio di merci tra l’oceano Atlantico e il Pacifico. Chicago, con la costruzione de suo canale sanitario e navigabile dal Lago Michigan, è pure impegnata nel grande obiettivo di riduzione dello spreco. Il canale intende prevenire lo spreco di salute e vite degli abitanti di Chicago evitando malattia e morte da agenti che si possono eliminare mettendo a disposizione acqua pura e depurazione delle fogne portatrici di infezione.
Ogni giorno vediamo tutto attorno a noi, se osserviamo attentamente, nuovi e importanti progressi di questo movimento mondiale ad evitare lo spreco.
Nelle nostre case, nelle vie, nelle fabbriche e nei negozi, assistiamo a questo grandioso movimento per l’economia e il risparmio che cresce. Un nuovo sistema di pulizia può far risparmiare lavoro o denaro nelle nostre case? Se si, lo adottiamo. Un nuovo tipo di lastricatura o di pulizia delle strade è migliore o più economico di quello vecchio? Se si, lo applichiamo. É possibile che in qualche modo che i trucioli prima scartati dalle fabbriche vengano riutilizzati con profitto? Se si, si smette di sprecarli. L’eliminazione dello spreco sta diventando la più grandiose opera del mondo. L’umanità risparmia. La parola d’ordine è economizzare.

I problemi di risparmio della città.

Quasi tutti i ragazzi e le ragazze di oggi sanno qualcosa di come si curano le città, di come si mantengono pulite, le strade illuminate perché sia più facile e sicuro spostarsi, con polizia e pompieri che operano a mantenere l’ordine e difendere le nostre case dal fuoco; con un ampio settore sanitario impegnato a impedire il diffondersi delle malattie; con le scuole mantenute in funzione da insegnanti e altro personale, pagato dalla cittadinanza, così che i ragazzi possano essere istruiti e preparati per la vita. Ragazzi e ragazze sanno che queste cose sono pagate col denaro versato in forma di tasse.
È quindi chiaro a tutti i ragazzi e le ragazze, perché si chieda e pretenda che i soldi delle tasse vengano spesi in modo oculato. É chiaro a tutti che con più attenzione si spende in pulizia delle strade, più strade pulite avremo; che più si trovano sistemi di illuminazione economici, più strade ben illuminate ci saranno; che, in breve, se si evita lo spreco di denaro pubblico, è meglio per tutti, e le cose della città saranno gestite nel migliore dei modi. É chiaro insomma perché si applica anche alle città la tendenza all’economia e al risparmio.

Quando ragazzi e ragazze capiscono questo, poi non viene loro naturale capire come sia un dovere approfondire le cose, e interessarsi all’opera di risparmio? Più si evitano gli sprechi, meno soldi saranno necessari in tasse, il che vuol dire che ne resteranno di più nelle case, per comprarsi ogni giorno o ogni anno le cose che danno comodità e piacere a ogni famiglia. A questa riflessione ne segue automaticamente un’altra. E chi chiediamo, se c’è spreco oggi, come possiamo prevenire quello del futuro, degli anni a venire, quando chi oggi è giovane sarà cresciuto e dovrà guadagnare il denaro che si versa in tasse.
Una domanda che ci riporta in mente che tutti viviamo a Chicago, quarta città del mondo per popolazione, e quindi abbiamo una responsabilità maggiore di chi vive in città minori o cittadine. Che ci fa sentire importanti, cosa che siamo davvero. Che ci fa capire come si debba esaminare più attentamente il modo di evitare lo spreco per il futuro di questa città. Non ci basta sapere che risparmieremo quest’anno, qui a Chicago. Ci ricordiamo ancora di come i nostri padri pensavano ai loro problemi per quell’anno, ma a tempo stesso costruivano il grande canale di comunicazione a nostro vantaggio.

Un grande obiettivo per Chicago.

I giovani di Chicago, riflettendo su queste cose, considerando quanto più grande sia la città rispetto a quando erano giovani i loro padri e le loro madri, vogliono unirsi a un’opera di cui essere fieri, ripetere per i giorni a venire la fama guadagnata dai loro padri scavando il più grande canale sanitario e navigabile del mondo. Vogliono operare perché ciò sia a favore dei loro figli e di tutta la popolazione di Chicago negli anni a venire, tanto quanto è accaduto col canale, costruito dai padri e che è oggi prezioso per loro.
Iniziamo a definire questa idea di grande opera per Chicago a partire da due cose. Deve essere grandiosa a sufficienza da meritarsi l’attenzione del mondo intero, far sì che tutti ci ammirino per averla fatta; e poi deve essere un’opera di economia, di risparmio di tempo e denaro, ch fa aumentare salute e benessere, che porta prosperità alla Chicago del futuro.
La nostra città e come la nostra casa, un po’ più grande, e per decidere quali siano le cose grandiose da fare per Chicago possiamo ispirarci a qualcosa che ci risulta familiare nelle nostre case. Ciascuno di noi sa bene che in casa il primo passo nell’economia è un buon ordine. Sappiamo, dall’osservazione diretta, che la famiglia che spreca è quella in cui l’arredamento è in disordine e le stanze poco pulite.

Sappiamo che spreco e stravaganza in casa vanno mano nella mano col disordine. Immaginate quanto tempo e fatica costerebbe nelle nostre case, tenere tutte le cose che si usano di continuo sulla stufa in cucina riposte invece nella credenza in tinello, se si mettessero i pianoforti di traverso nei corridoi, se si tenessero le ghiacciaie in solaio e i tavoli da pranzo in camera da letto. Ma sappiamo tutti che invece qualcuna di queste assurdità accade, quando ci si trasferisce in fretta in una nuova casa, e ne seguono sprechi, disordine e fastidi, finché non si riesce a sistemare tutto.
E Chicago, la nostra grande casa, oggi si trova in questa situazione di disordine da trasloco.
É una delle città più giovani del mondo, e ci siamo trasferiti qui tanto in fretta che non abbiamo ancora avuto tempo di sistemarla. Vediamo se questa opera di sistemazione, di restituire buon ordine e comodità alla nostra casa di famiglia allargata, e così facendo rivaleggiare con tutte le città del mondo per quanto riguarda il risparmio di tempo, la comodità, la bellezza, può essere l’obiettivo a cui piegare le nostre energie.

Possiamo comprendere immediatamente come questa opera di realizzazione di un buon ordine, pulizia e bellezza tali da far risparmiare tempo, eliminando i mali dei fumi, eliminando tutti i rumori e lo sporco che non sono affatto necessari, promuovendo buona salute, benessere e prosperità ai milioni e milioni di persone che abiteranno e visiteranno Chicago, sia un’opera più grandiosa di qualsiasi altra mai intrapresa da una città americana.
Inoltre, trattandosi di un’opera destinata a durare molto a lungo nel tempo, è più importante di qualsiasi altra destinata solo a far risparmiare Chicago nell’immediato.
Oggi dobbiamo ammirare, per la loro audacia e tenacia, l’opera degli uomini e delle donne che vennero da pionieri a colonizzare il paese. Ammiriamo anche i grandi scienziati del mondo il cui impegno e riflessione hanno condotto a creare tutte le cose che compongono la civiltà moderna. Ma ecco che ci si presenta l’occasione di diventare anche noi pionieri, scienziati, guide operose della nuova e affascinante disciplina della costruzione delle città secondo un piano, che certamente si tradurrà in una enorme economia per milioni di persone, in una gigantesca fama per Chicago, per gli uomini e le donne che partecipano all’opera di trasformare Chicago in una città comoda, sana e bella, sostenendo e sviluppando il Piano per Chicago.

1. Cosa sta succedendo nel mondo in questo periodo?
2. Quali sono le forze che oggi operano in modo più forte che mai nella storia dell’uomo?
3. Citare almeno tre cose determinate dalla tendenza dell’umanità a raccogliersi nelle città.
4. Cosa ha preceduto la crescita delle città?
5. Cosa determina l’accresciuto potere delle persone nelle città?
6. Dove si colloca Chicago fra le più grandi città del mondo in termini di popolazione?
7. Citare due cose dette da Henry Drummond sulle città.
8. Cosa recita il vecchio detto sulla monetina da un centesimo?
9. Cosa siamo stati costretti a imparare dalla crescita delle città?
10. Perché dobbiamo risparmiare su ciò che si mangia, in città?
11. Quali azioni si sono intraprese nelle città per salvare delle vite?
12. A cosa erano rivolti i migliori sforzi dell’uomo prima che si sviluppassero le città?
13. A cosa sono rivolti i migliori sforzi e le menti più brillanti al giorno d’oggi?
14. Elencare le tre cose che vanno conservate per nostre città.
15. Qual’é la prima cosa a cui è destinato il canale di Panama?
16. Cosa farà risparmiare il canale di Panama?
17. Qual’era lo scopo della costruzione del canale sanitario di Chicago?
18. Cosa ha comportato la realizzazione del canale per la popolazione di Chicago?
19. Quali sono le due cose da cui parte la nuova grande opera per Chicago?
20. Qual’é la prima cosa per un buon ordine della casa?
21. Cosa va mano nella mano col disordine della casa?
22. Che cosa rappresenta la nostra casa allargata?
23. In che modo siamo arrivati a Chicago, la nostra grande famiglia?
24. Citare una disciplina nuova e affascinante.
25. Come possiamo trasformare Chicago in una città grandiosa, comoda, sana e bella?

[…] CAPITOLO X: POSSIBILITÀ ECONOMICHE DI UN PIANO PER CHICAGO

La sera dell’8 gennaio 1910 è stata un evento di importanza e interesse storico per la città di Chicago, di grande valore per promuovere l’opera dell’appena nominata Commissione per il Piano. In quell’occasione il Commercial Club di Chicago ha organizzato una cena ufficiale in onore della Commissione.
Argomento dell’incontro era la “Presentazione del Piano per Chicago". Affrontando questo argomento, il Presidente del Commercial Club, nella sua nota introduttiva, ha detto:

"Questo incontro vuole ricordare la presentazione da parte del Commercial Club a tutti i cittadini del Piano per Chicago. Il Piano rappresenta un messaggio per tutto il mondo; l’indomabile energia che ha costruito Chicago nell’arco di una generazione è ancora la nostra energia; il genio che ha creato la bellezza senza confronti della più grande esposizione del mondo è ancora il nostro genio; soprattutto, lo spirito che ha fatto del progresso il simbolo della nostra vita economica, ha impresso le parole “Lo voglio" sugli avanzamenti della nostra vita cittadina. L’urbanistica è sempre più riconosciuta come fattore importante di rilevanza nazionale per il miglioramento delle condizioni urbane e civili, e il Piano per Chicago ha già suscitato attenzione a livello mondiale. Il piano è una grande opera di costruzione. Pratico, sano, efficiente, scevro sia delle vertigini dell’irrazionale, sia delle bassezze dell’egoismo parsimonioso. É una rivelazione di buon senso comune, che vede nello sviluppo casuale uno spreco, e nella costruzione ordinata un’economia. Oggi il nostro obiettivo è di orientare adeguatamente la spesa delle grandi somme necessarie ora e in futuro per migliorare Chicago”.

Il primo oratore, replicando sul tema “Aspetti generali dell’urbanistica”, dichiarava:

“Chicago è molto più vicina in spirito ai grandi territori che domina, di quanto non lo siano Parigi o Londra o New York. Ogni conosciuta area geografica possiede una propria metropoli o capitale, e del territorio delimitato a est dagli Appalachi, a ovest dalle Montagne Rocciose, Chicago è più capitale che mai. Ciò che a Chicago viene concepito e realizzato determinerà quanto possa essere soddisfatto nel suo possente dominio territoriale in termini di comodità, benessere, orgoglio. Saranno cento milioni le persone che guarderanno presto a questa città come alla propria capitale, al centro con cui commerciare, dove ascoltare musica, vedere quadri, provare piacere. Ciò conferisce un’alta responsabilità agli uomini che controllano gli affari pubblici e privati di Chicago. Si sono istintivamente assunti tale responsabilità sin dal momento del primo insediamento qui. E questo incontro segna un grande avvenimento nella nostra storia civica, perché la responsabilità dell’attuazione del Piano per Chicago stasera passa letteralmente nelle mani della cittadinanza. La Commissione del Piano, rappresenta nel senso profondo e migliore il popolo della città. É necessario costruirsi un consenso circoscrizione per circoscrizione, strada per strada. Si deve mostrare alla gente cosa significa per loro il Piano per Chicago, così che alla base dell’iniziativa possa esserci una inarrestabile opinione pubblica. É dal riconoscere la portata dell’occasione che dipende in gran parte il rispetto e la considerazione non solo da parte dei cittadini di Chicago, ma dei milioni e milioni che abitano la valle del Mississippi, alla quale indirettamente ci rivolgiamo. La Commissione non deve sentirsi vincolata, nella propria visione, da quanto realizzato in qualunque epoca passata.
Il Piano per Chicago offre una soluzione ponderata, attentamente studiata, equilibrata, rivolta generosamente a tutta la comunità. Questo piano, così come qualunque altro piano ponderato e studiato, dobbiamo farlo nostro. Avere il pieno coinvolgimento della pubblica opinione significa aver compiuto che il primo, gigantesco passo verso il futuro della città".

Dopo questo discorso, il Presidente della Commissione, affrontando il tema "Caratteri Economici e Commerciali del Piano per Chicago”, dichiarava:

“A parte i suoi valori di carattere estetico e igienico, uno sviluppo ordinato, regolare e magnifico della nostra città può produrre basi economiche di valore incalcolabile. Pensiamo ad esempio che nei sessanta giorni fra il primo di giugno e il 31 luglio 1909, a Parigi sono stati 17.343 gli americani registrati nei 25 principali alberghi. Secondo un calcolo per difetto si può presumere che nelle altre centinaia di altre strutture ricettive della capitale francese abbiano trovato alloggio altri 10.000. Ancora secondo un calcolo prudente stimiamo in 300 franchi (60 dollari) a testa, per un totale di 8.202.800 franchi (1.640.560 dollari) quanto speso dagli americani solo per l’albergo su un arco di due mesi. Se ciascuno è andato poniamo due volte a teatro, secondo una stima prudente, si aggiungono 250.000 franchi (50.000 dollari). Altri cinquecentomila franchi (100.000 dollari) probabilmente spesi nei ristoranti di Parigi, e calcolando una tariffa di 10 franchi (2 dollari) a testa per gli spostamenti, abbiamo altri 273.430 franchi (54.686 dollari)per questa voce. Quindi un totale di quasi due milioni di dollari dagli americani per le sole spese correnti quotidiane e qualche distrazione. Senza contare acquisti di vestiario, gioielleria, oggetti d’arte e altre cose che - si sa -i nostri connazionali portano a casa in abbondanza ogni anno.


Non sarebbe un ottimo investimento per Chicago collocarsi nella posizione di poter attirare almeno parte di questo movimento da altre zone degli Stati Uniti, magari anche del mondo? Che si faccia un buon investimento rendendo la città sia comoda che attraente, è dimostrato dal fatto che la Camera dei Deputati di Parigi, il 28 dicembre 1909, abbia autorizzato il finanziamento di una emissione da 900.000.000 di franchi (180.000.000 di dollari) per un complesso piano di opere, fra cui la demolizione di quartieri insalubri, la costruzione di nuove vie, giardini, scuole, e altri interventi in opere pubbliche.
Statistiche affidabili per l’anno 1909 indicano come la quantità di denaro spesa a New York da visitatori esterni abbia ormai raggiunto una somma che supera i costi stimati del Canale di Panama. Nel mese di novembre di quell’anno, “Father Knickerbocker” [vecchio soprannome della Grande Mela n.d.t.] ha accolto circa 2.000.000 di visitatori da fuori. Per quanto può essere calcolato, la spesa di ciascuno è almeno di 50 dollari per alloggiare, mangiare, divertirsi e acquisti vari, che tenendo per base novembre significa 100.000.000 al mese. Si comprendono facilmente, cifre del genere, se pensiamo ai vantaggi di accogliere qui a Chicago i visitatori che ci considerano il proprio centro di riferimento.


Abbiamo la reputazione di essere gente molto pratica in tutte le cose che facciamo, e vogliamo mantenerla. Ma spesso le cose le facciamo senza rifletterci a sufficienza. Tutte le proposte di qualche importanza, che sia economica, finanziaria o di altro tipo, prima dovrebbero essere considerate attentamente, da uomini grande esperienza concreta, così come fatto col Piano per Chicago, e come avviene regolarmente n tutti i paesi più progressisti d’Europa. Dovremmo imparare dall’esperienza degli altri e trarne profitto. Dovremmo emulare l’esempio di Parigi, Dusseldorf, Vienna, Berlino, e non ripetere gli errori di Londra dopo il terribile incendio del 1666, quando i grandiosi e lungimiranti piani di Sir Christopher Wren furono adottati ma mai attuati. Un’occasione che non si è più ripresentata a Londra, e qualunque cosa si dovrà fare in futuro dovrà essere fatta con spese enormi. L’occasione d’oro di Chicago oggi è a portata di mano. Oggi tutti gli aspetti più importanti del piano possono essere attuati ad un costo relativamente contenuto.


Più si rinvia, più costoso diventa, e molte cose oggi semplici possono in seguito risultare impossibili. Oggi il futuro di Chicago poggia su basi tanto solide che è possibile pensarci con calma nel modo più adeguato e comprensivo. Centro demografico degli Stati Uniti a pochi chilometri dal confine dello stato dell’Indiana a sud, Chicago oggi è il principale nodo e punto di distribuzione del paese. Ciò, unito alla posizione, determinerà in futuro una crescita di Chicago tale da sorprendere anche i più ottimisti. Le nuove condizioni di vita, nel paese come altrove, richiedono ora più che mai un intervento intelligente per migliorare la situazione delle nostre città. Adottare un piano secondo le linee che indichiamo darà un importante sostegno all’introduzione di misure igieniche a favore di tutti i cittadini. Ma l’esame di questo specifico aspetto deve essere lasciato agli esperti, il cui compito è di stabilire le cause del male e del disagio, raccomandare misure preventive, divulgare i risultati ottenuti, una volta compresi a fondo, il che spingerà all’adozione delle leggi necessarie a risolvere i problemi individuati, e mettere a disposizione le risorse. Non dobbiamo però scordare il fatto che anche gli interventi previsti dal piano di realizzare nuove strade, parchi e un ambiente generalmente migliore possano rappresentare un insegnamento per i nostri cittadini, perché sappiano mantenere più pulita e bella la propria casa”.

L’oratore conclusivo, di questo fondamentale incontro del Commercial Club di Chicago con la Commissione per il Piano, dichiarava:

Chicago è in una posizione che non ha precedenti nella storia del mondo: seconda per popolazione nel paese, presto prima; quarta nel mondo, e sarà prima nella vita di persone che sono in questa sala stasera: prima per le attività industriali, centro finanziario e commerciale per un’area più vasta, produttiva di potenzialità demografiche, di tante nazioni che sono state grandi nella storia del mondo. Chicago ha raggiunto la propria posizione in poco più di dei settant’anni che di solito sono concessi a un uomo. Il grande crogiolo nel quale si sono riversate genti, costumi, tradizioni, da un bacino che copre tutta la terra, e dal quale sta emergendo il prodotto finale di dieci secoli di lotta politica: la democrazia americana. Erede di tutte queste epoche, Chicago elabora problemi di autogoverno e diritti umani che hanno origine all’alba della storia nelle foreste della Fresia o dello Jutland e sono giunti sino a noi passo a passo attraverso secoli di lotte, sempre avanzanti, mai risolti.


"Il deterioramento fisico e morale della razza umana nelle cattive condizioni della vita urbana è uno dei grandi problemi della nostra epoca. Il fatto che la vita cittadina generi un’esistenza carente dal punto di vista igienico e morale, appare evidente specie nelle città più vecchie, là dove il processo dura da più tempo. Il problema per Chicago è di tenere sotto controllo questa tendenza prima che possa fissarsi in qualche genere di inferiorità, fisica o morale. Se si osservano i dati sui reati o le minorazioni di Chicago, o quelli della mortalità premature, e li si riporta su una mappa della città, si notano delle chiazze più scure, a contrassegnare le zone dove sembrano concentrarsi miseria, vizio e morte precoce. Andateci, in quelle zone della città, e troverete l’evidente denuncia delle condizioni in cui permettiamo che vivano alcuni dei nostri concittadini. Abitazioni adeguate, acqua, aria, sole, sono diritti umani essenziali, e quando consentiamo che essi siano negati, dobbiamo anche prenderci la responsabilità di quanto ne deriva.


Chicago è diventata quello che è con l’individualismo. Gli uomini, in quanto singoli, sforzandosi per il proprio avanzamento personale hanno, sommati l’uno all’altro, prodotto quella che chiamiamo Chicago. Una crescita e sviluppo naturali, ma in assenza di un piano generale alla propria base, che potesse ricondurre a un tutto armonioso ed equilibrato, cosa essenziale perché qualunque crescita possa diventare uno sviluppo perfetto.
"Un Piano ben meditato e perfettamente equilibrato è essenziale per ogni aspetto delle cose. L’enorme successo con cui si valutano i risultati delle grandi imprese industriali e commerciali di Chicago non deriva dal caso, ma costituisce il risultato ovvio e inevitabile dell’attenta riflessione condotta prima di cominciare qualunque iniziativa, su cosa si voglia esattamente ottenere, e di come arrivarci.
Alla base di qualunque ben organizzata iniziativa della sta un piano essenziale, e il suo successo o fallimento è direttamente proporzionale alla cura e capacità con cui quel piano è stato concepito.


Ma nella costruzione di Chicago, mancano evidentemente le tracce di qualunque intelligente lungimiranza, valutazione degli evidenti destini della città, di ben ponderata fede nel futuro della comunità, se si analizzano le condizioni in cui siamo cresciuti sinora.
In futuro è possibile far sì che tutti i nuovi edifici pubblici, e per quanto possibile sia attraverso controlli che incentivi, gran parte di quelli privati, possano essere concepiti e realizzati secondo un ben congegnato programma da svilupparsi nel tempo, ma questo per quanto riguarda le grandi arterie che attraversano territori già edificati, le circonvallazioni a smaltire la congestione del traffico, l previsione di parchi, o campi da gioco, nei quartieri densamente popolati, significa esborso diretto di notevoli somme.
Una spesa del tutto giustificabile: che ritornerà moltiplicata sotto forma di guadagni per la città, intermini di migliori condizioni, occasioni di sviluppo edilizio, e per la crescita di una nuova e vigorosa umanità.

“Uno dei più chiari insegnamenti del magnifico Piano di Chicago è l’assoluta necessità di unificare tutte le forme di governo, non solo all’interno della città, ma anche nel territorio circostante che fa parte dell’ambito metropolitano di Chicago. Se vogliamo sviluppare un’area metropolitana attorno a noi, con uno sguardo agli anni che ci attendono, quando la nostra popolazione si sarà diffusa sulla prateria che ci circonda, dobbiamo cominciare con un piano di strade, viali, parchi, così come ha fatto Haussmann a Parigi, segnati su campi e giardini oggi vergini di popolazione, e in questo possiamo riuscire non attraverso la cooperazione tra i vari enti interessati, ma con la loro unificazione, ponendo le loro competenze sotto la direzione di un’unica volontà.
" Piano per Chicago significa Città Pratica. Sporco, fuliggine, condizioni di degrado, non hanno alcun rapporto col successo industriale e commerciale. Sono invece prove di incapacità a comprendere una verità fondamentale: persone serene, la cui vita si svolge in spazi gradevoli, pulite nel corpo e nell’anima, faranno le cose migliori.

“Gli aspetti industriali e commerciali di Chicago, su cui si basa il successo di questa epoca, hanno tutto il vantaggio a far sì che il lavoro possa svolgersi nel modo più efficiente, e che il mercato delle abitazioni garantisca un’offerta ampia a una domanda sana. Quanto migliora l’efficienza economica delle donne e degli uomini della nostra città che lavorano, contribuisce al tempo stesso alle potenzialità industriali e commerciali di Chicago. Una città costruita secondo linee razionali e moderne, significa più comodità, salute, occasioni di crescita fisica e spirituale per la sua gente. L’antica Roma poggiava sulla cittadinanza, e allo stesso modo la supremazia commerciale e industriale di Chicago si basa su carattere, capacità e salute dei suoi lavoratori. La ricchezza costruita dal lavoro degli uomini nel corso della loro vita significa, in un contesto ben governato, gioia, benessere e opportunità per tutti coloro che l’hanno prodotta”.

1. Quale evento di interesse storico e di grande importanza per la città di Chicago si verifica la sera dell’8 gennaio 1910?
2. Qual’é l’argomento generale dell’incontro?
3. Cosa si dice nel corso dell’incontro a proposito del Piano, per quanto riguarda I suoi rapporto con l’insopprimibile energia, genio, spirito teso a "Ci riuscirò"?
4 Cosa fa l’urbanistica per migliorare le condizioni urbane?
5. Descrivere il modo in cui è stato redatto il Piano.
6. Qual’é il messaggio del Piano per Chicago?
7. Qual’é l’obiettivo principale del Piano per Chicago?
8. Su quale tema si tiene il primo discorso?
9. Di quale territorio Chicago è la capitale?
10. Cosa può influenzare Chicago una volta attuato il Piano?


11. Quante persone guarderanno presto a questa città come alla propria capitale, e per quali scopi?
12. Perché questa serata segna un importante evento nella nostra storia cittadina?
13. Cosa rappresenta la Commissione per il Piano di Chicago, nel suo migliore e autentico senso?
14. Come è possibile arrivare ad un diffuse consenso, e perché?
15. Che cosa dipende dalla comprensione da parte della Commissione per il Piano della sua grande opportunità?
16. Da cosa la Commissione non deve essere vincolata nel formulare la visione di propri obiettivi?
17. Cosa offre il Piano per Chicago?
18. Cosa significa un pieno dispiegarsi dell’opinione pubblica?
19. Qual’era l’argomento del secondo discorso?
20. In che cosa può tradursi un ordinato, graduale e grandioso sviluppo della nostra città?


21. Quanto sono stati gli americani che si sono registrati nei principali 25 alberghi di Parigi nei due mesi di giugno e luglio 1909?
22. Quanti altri erano alloggiati nelle centinaia di altre pensioni francesi?
23. Quanto hanno speso quegli americani in due mesi solo per l’albergo, e come viene calcolata questa somma?
24. Quanto si è speso inoltre per i teatri?
25. Quanto in più si è speso nei ristoranti di Parigi?
26. Quanto in più hanno speso i visitatori americani per spostarsi a Parigi??
27. Qual’é l’ammontare totale della spesa quotidiana di quegli americani, compresi alloggio sostentamento e piccoli agi?
28. Di cosa non si è tenuto invece conto?
29. Cosa è stato autorizzato dalla Camera dei Deputati di Parigi il 28 dicembre 1909 alla municipalità, e per quali scopi?
30. Che cosa supera i costi stimati del canale di Panama?


31. Quanti visitatori da fuori città hanno approfittato di “Father Knickerbocker”nel novembre 1909?
32. Quanto spende il visitatore medio a New York per alloggio, vitto, divertimenti e acquisti vari, e a quanto ammonta questo in un mese?
33. Da chi devono essere studiate tutte le proposte di una certa importanza?
34 Quali esempi dobbiamo seguire, e quali invece evitare?
35. Perché è necessario un intervento immediate per attuare il Piano per Chicago?
36. Qual’é la situazione attuale di Chicago, secondo l’oratore finale?
37. Quale è uno dei problemi principali della nostra epoca, e quello di Chicago?
38. Con quali mezzi Chicago è diventata ciò che è? Descrivere la crescita di Chicago.
39. Con che criteri si valutano i risultati della grande crescita commerciale e industriale di Chicago, e da cosa derivano?


40 Che carenze troviamo analizzando le condizioni in cui siamo cresciuti?
41. Qual’é uno dei principali insegnamenti del Piano per Chicago?
42. Come si può riuscire ad attuare il Piano per Chicago riguardo all’area metropolitana con uno sguardo agli anni che verranno, così come concepì Haussmann la sua Parigi?
43. Cosa significa il Piano per Chicago?
44. Con cosa non hanno rapporto lo sporco, la fuliggine, le condizioni di degrado? Di cosa sono invece il segno?
45. Cosa vuol dire una città costruita secondo linee razionali e moderne?
46. Su cosa si deve basare la supremazia commerciale e industriale di Chicago?
47. A cosa dovrebbe orientarsi parte della ricchezza creata dal lavoro degli uomini nella loro vita, in un ordine delle cose ben governato?

[…] di seguito scaricabile il pdf di questi estratti, arricchito di alcune immagini originali (f.b.)


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Il sito di Edoardo Salzano
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Bottini, Fabrizio
( 08.10.2013 09:04 )
Per motivi tecnici mi sono provvisoriamente trasferito sul sito Millennio Urbano che (tra l'altro) contribuisco a rilanciare dopo un periodo di transizione -->
Bottini, Fabrizio
( 08.09.2013 10:07 )
Da un paio di secoli l'umanità cerca di misurarsi in con la gigantesca ameba metropolitana scatenata dai cicli di industrializzazione: urbanisti, sociologi, scrittori, ora un regista. Ma la cultura italiana mica ci arriva
-->
Barzi, Michela
( 26.08.2013 09:34 )
Le diffidenze leghiste per le diversità si manifestano naturalmente con maggiore evidenza là dove il partito governa e imperversa. Ma si tratta di una cultura pervasiva, per nulla limitata a quei territori e probabilmente neppure limitata a quell'area politica, pronta a ripresentarsi in diversi contesti -->
( 22.08.2013 19:29 )
Gli spazi simbolo del ceto medio e dei suoi consumi opulenti, diventano sacche di disagio, come dimostra il compendio di ricerche della Brookings Institution sintetizzate in un volume. Il problema è di superare la logica di questo tipo di espansione urbana, e tornare a un modello integrato di città. Dalla rivista universitaria Knowledge Wharton, agosto 2013 -->
Bottini, Fabrizio
( 20.08.2013 18:49 )
La globalizzazione significa soprattutto (che piaccia o meno) essere ineluttabilmente inseriti in un flusso di decisioni interrelate: la tutela delle coste nella nostra bagnarola mediterranea, per esempio -->
Eisenberg, Richard
( 10.08.2013 10:28 )
Recensionee intervista su uno dei tanti libri americani dedicati a una questione che dovrebbe però interessare molto di più anche il resto del mondo: l'immaginario collettivo sull'abitare e i suoi risvolti sociali e ovviamente ambientali. Di fatto ci sono intere generazioni cresciute nel mito antiurbano, che deve essere in qualche modo superato, insieme al tipo di consumi che si porta dietro. Forbes, 9 agosto 2013 -->
Bottini, Fabrizio
( 21.07.2013 09:45 )
C'è sempre qualcosa di affascinante, e al tempo stesso inquietante, nel modo in cui ci adattiamo, o proviamo a adattarci, ai mutamenti ambientali del mondo che ci circonda. Specie quando si tratta di trasformazioni consapevolmente indotte da altri, per motivi affatto umanitari -->
Bottini, Fabrizio
( 16.07.2013 08:35 )
Oltre a dire qualcosa di sinistra, come auspicano e chiedono in tanti da troppo tempo, c'è anche un'altra possibilità: quella di fare concretamente, qualcosa di sinistra, ovvero mettere in pratica e verificare gli alti principi. C'è qualche vago segnale in questo senso, basta guardarlo -->
Bottini, Fabrizio
( 11.07.2013 08:13 )
Che fare quando le migliori (e celebrate) idee si dimostrano carenti? Negare l'evidenza, oppure provare a rifletterci sopra davvero, cercando di capire se e dove esiste qualcosa di sbagliato nel modello, o nella nostra interpretazione? -->
Hetherington, Peter
( 03.07.2013 13:12 )
Un urbanista americano, curiosamente noto soprattutto per essere stato preso a pugni da una contestatrice durante un'assemblea pubblica, ha anche parecchio altro da dire sulla professione, e il ruolo nella città e la società. The Guardian, 2 luglio 2013 (f.b.) -->
Bottini, Fabrizio
( 29.06.2013 10:53 )
C'è qualcosa che non torna nell'entusiasmo da un lato per tutte le possibili tecnologie smaterializzanti dell'universo, dall'altro nel permanere di una cultura degli spazi a dir poco novecentesca, industriale, segregata. Quanto c'è di malafede, e quanto di ignoranza? -->
Bottini, Fabrizio
( 28.04.2013 09:12 )
Il successo dei progetti di trasformazione urbana, come suggerisce il buon senso, dipende dal loro essere urbani, inseriti in un contesto ampio con cui entrano in sinergia. Ma il peggior cieco è chi non vuol vedere ciò che gli sta attorno -->
Walker, Alissa
( 02.04.2013 19:44 )
Vivere e camminare a Los Angeles, senza un'automobile, è compatibile con un'esistenza umana. Figuriamoci qui da noi. Los Angeles Magazine, 29 marzo 2013 -->
Vitullo-Martin, Julia
( 30.03.2013 19:30 )
I problemi insediativi, ambientali, socioeconomici, di qualità della vita, e infine politici, posti dal nuovo ruolo del cibo nella metropoli del terzo millennio. Non è il caso, come intuito in fondo dall'Expo milanese, di porre al centro la questione? Spotlight on the Region, marzo 2013 -->
Bottini, Fabrizio
( 30.03.2013 08:50 )
È passato più di un secolo da quando i futuristi volevano spazzar via tutta l'anticaglia che faceva da zavorra al progresso umano, e nel frattempo si è capito che non tutto è anticaglia e non tutto è zavorra. Però adesso un po' si esagera, in tutto il mondo, con le ideologie antimoderniste su misura -->

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