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Gli esperimenti sulla pedonalità e le nuove idee di spazio urbano pubblico
Data di pubblicazione: 19.11.2010

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Dal canadeseGlobe and Mail, 18 novembre 2010, una rassegna internazionale di casi in cui la pedonalizzazione prova a andare oltre il semplice intervento di organizzazione o arredo, mica tutto rose e fiori tra l’altro

Titolo originale: Sidewalk experiments drive new ideas about urban public space – Scelto e tradotto da Fabrizio Bottini

É stato segnato un confine nella battaglia per le strade della città. In una frenetica mattina di Manhattan la scorsa primavera, un gruppo teatrale ha disegnato col gesso una linea sul margine della Quinta Strada, creando una corsia per “turisti” e un’altra per “newyorkesi”. Uno scherzo, m ala notizia si è sparsa rapidamente in tutto il mondo ispirando iniziative analoghe.
Dal Libano a Calgary, l’umile marciapiede sempre più si afferma come nuovo fronte della guerra per la città. Un modo per dimostrare la personalità dei luoghi e la fede ambientale, per prendere posizione nel conflitto tra pedoni e automobilisti. Sicuramente non, e l’ha dimostrato con forza San Francisco con un referendum appena approvato, un posto per sedersi.
“Siamo davvero davanti al varo di una nuova disciplina per la realizzazione di percorsi pedonali” spiega Dan Burden, urbanista e animatore dell’associazione senza scopo di lucro Walkable Communities. “Che significano molto più che non muovere persone da un luogo all’altro. Stiamo iniziando a considerare il marciapiede un sistema in grado di determinare la riuscita delle relazioni sociali di una via”.

La fama diffusa dell’esperimento di New York segnala che i cittadini sono pronti a idee audaci quando si tratta di organizzazione degli spazi, continua, che non si accontentano più di delegare quella striscia all’amministrazione municipale. A Londra e Toronto, gli esercenti si sono accollati le spese per rendere il marciapiede più attraente e fruibile, finanziando un rifacimento e attuazione di “corsie commerciali”. Su sollecitazione di cittadini scontenti a Montreal si sta iniziando a verificare che i marciapiedi siano rapidamente sgombrati dalla neve, e in Libano in modo permanente dalle auto. Il cemento non è più tanto apprezzato, lo sostituiscono pneumatici riciclati, terra compattata, materiali a grana fine in molti colori e tonalità. In futuro, prevede Burden, il “terreno calpestabile” della città diventerà più morbido, grazie a materiali come il cosiddetto grasscrete, blocchi porosi che consentono alla vegetazione naturale di scavarsi una strada. Magari è la fine del marciapiede, ma è anche l’inizio dell’innovazione.


MANHATTAN
Cosa:A maggio il gruppo teatrale Improv Everywhere marca una linea nel mezzo della Quinta Strada, a contrassegnare corsie dedicate per “newyorkesi” e “turisti”. Finti “funzionari” del settore trasporti cittadino guidano i turisti a sinistra, spiegando “Potete scattare foto e procedere quanto lentamente preferite”.
Pro:Ai pedoni viene chiesto anche un parere sull’iniziativa, che si rivela straordinariamente positivo. Anche il sindaco Mayor Michael Bloomberg giudica l’idea “intelligente”
Contro:Per gli indaffaratissimi newyorkesi, forse non si è fatto a sufficienza. Come spiega il sito web Gothamist, “Adesso si avverte la necessità di un’altra corsia per chi ha il passeggino, o per chi scrive messaggi sul telefono mentre cammina, così siamo tutti sistemati”.
Insegnamenti per altre città:Forse è meglio non scherzare troppo col fastidio che possono ispirare i lumaconi da marciapiede.


LONDRA
Cosa:Ispirato dall’esperimento di New York, un gruppo di esercenti della zona di Oxford Street ha introdotto quest’autunno una “corsia commerciale” per le vetrine, con gli addetti che spiegano ai turisti di non intralciare il passaggio. Il progetto è di vedersi riconoscere ufficialmente questa corsia segnata entro l’anno prossimo nelle carte turistiche cittadine.
Pro:Con oltre 200 milioni di visitatori l’anno, i residenti della zona “apprezzano assolutamente l’idea” di una corsia preferenziale del genere, secondo Jace Tyrell, portavoce di New West End Company, che rappresenta 600 esercizi.
Contro:La corsia non è segnata fisicamente sul marciapiede, non ha riconoscimento ufficiale e non la si può far applicare così obbligatoriamente. New West End si limita a a segnarla sulle carte turistiche e ad applicarla coi Red Caps, addetti che forniscono informazioni e indicazioni sulla via.
Insegnamenti per altre città:Non è obbligatorio approvare ufficialmente delle norme, per cambiare l’uso della città. Tyrell giudica che anche così sembra che la gente accetti la cosa. “Funziona come una scala mobile, quando ci si mette su un lato per lasciar passare chi vuole comunque salire i gradini. Col tempo speriamo diventi un’abitudine, una cosa che si fa spontaneamente”.


PORTLAND, OREGON
Cosa:Con la direzione del Settore Trasporti, la Tredicesima Strada è stata riprogettata senza salto di livello del marciapiede, e ora la carreggiata è distinta solo dal diverso colore del materiale.
Pro:Molto diffuse in Scandinavia, le strade senza salto di livello si sono dimostrare in grado di cambiare il comportamento degli automobilisti attraverso un “rallentamento psicologico del traffico” rendendo i quartieri più adatti ai pedoni.
Contro:Corti elementi verticali che contrassegnano come paracarri la separazione fra carreggiata e marciapiede sono stati accusati di danneggiare le auto.
Insegnamenti per altre città:Le ricerche dimostrano che eliminare il dislivello rallenta i media il traffico di nove chilometri l’ora. Uno studio si cinque anni di statistiche del traffico in una città della California rileva come gli incidenti che hanno coinvolto pedoni si siano verificati esclusivamente su strade dotate di dislivello.


CALGARY
Cosa:A ottobre, la città ha iniziato a sostituire l’asfalto dei marciapiedi con una superficie ricavata da copertoni riciclati nel quadro di un programma annuale pilota.
Pro: Si tratta di un materiale che non fa crepe, reduce il deflusso dell’acqua piovana, assorbe i suoni ed è adatto a chi corre. La responsabile cittadina dei trasporti Blanka Bracic afferma che le reazioni del pubblico sia sul blog messo a disposizione che sulla linea dedicata sono in stragrande maggioranza positive.
Contro:Alcuni abitanti temono che la superficie irregolare del materiale possa rendere difficile la rimozione della neve.
Insegnamenti per altre città:A differenza dell’asfalto tradizionale, il marciapiede di gomma non richiede di rimuovere radici di alberi vicini. La signora Bracic spiega che il taglio di alberi per posa marciapiedi è una delle cause principali di proteste dei cittadini. Il materiale ha il medesimo costo di quello tradizionale, ma è più economico nella manutenzione.


TORONTO
Cosa:É stato appena completato il progetto di trasformazione di Bloor Street.
Pro:Si sono allargati e migliorati i marciapiedi usando granito del Quebec, alberi adulti, nuovi arredi, aiuole ben curate.
Contro:Ci sono volute oltre tre anni per completare le opere, con deviazione del traffico da questa importante arteria cittadina.
Insegnamenti per altre città:Ispirato al Magnificent Mile di Chicago, il progetto era sostenuto dall’associazione consortile esercenti di Bloor Street, che ha contribuito per 20 milioni di dollari.


LIBANO
Cosa:Il mese scorso vari e municipalità hanno iniziato a penalizzare il parcheggio delle auto si marciapiedi.
Pro:Si tratta di una risposta alle crescenti lamentele, specie da parte di disabili e madri con bambini piccoli, visto che i pedoni a causa dell’abitudine dei veicoli a sostare sul marciapiede sono obbligati a camminare direttamente per strada.
Contro:Gli esercenti dei chioschi alimentari e non che sostano direttamente sul marciapiede si sentono rovinati.
Insegnamenti per altre città:In precedenza gli sforzi delle autorità libanesi per liberare i marciapiedi dalle auto sono stati vani per l’opposizione dei commercianti, senza alternative di posizione per proporre le loro merci.


SAN FRANCISCO
Cosa: La Proposition L, ordinanza cittadina approvata il 2 novembre, proibisce di sedersi o sdraiarsi sul marciapiede dalle sette del mattino alle undici di sera. Chi viene colto in flagrante violazione rischia multe, affidamento ai servizi sociali o anche la prigione.
Pro: Soprannominata delibera Siediti/Sdraiati, l’idea nasce dalla recente impennata dell’accattonaggio aggressivo nell’area simbolo di Haight-Ashbury. Ora la polizia può agire anche senza aspettare una denuncia, secondo Ted Loewenberg, presidente della Haight Ashbury Improvement Association. “Così è possibile per le forze dell’ordine badare ai comportamenti che ci preoccupano”.
Contro:Gli oppositori della Prop L la giudicano un modo ingiusto di colpire gli homeless.
Insegnamenti per altre città:L’ordinanza è stata confermata in un referendum contemporaneo alle elezioni di novembre, ottenendo il sostegno del 55% dei votanti. Loewenberg racconta che originariamente il consiglio comunale si opponeva all’idea, avanzata dal capo della polizia.


MONTREAL
Cosa:L’amministrazione ha annunciato all’inizio di novembre l’istituzione di squadre di pronto intervento per la rimozione della neve in alcune specifiche zone di marciapiede molto trafficate per consentire una migliore vitalità del centro.
Pro:I principali tratti di marciapiede centrali a Ville Marie e quartiere Plateau saranno sgombri entro 12 ore da qualunque nevicata, ci sono 262.000 dollari disponibili per camion e 150.000 per pagare il personale delle squadre. Michael Applebaum, responsabile per il comitato esecutivo cittadino antineve, spiega che costerebbe di più non ripulirli i marciapiedi, perché ingombri congelano l’attività turistica, commerciale, dei ristoranti. “Siamo una città invernale. É una priorità consentire che la gente circoli. Non possiamo bloccare l’economia”.
Contro:La città intende adottare un rigido margine massimo di 24 ore per la rimozione della neve entro il 2014, ma applicare queste scadenze risulta impossibile finché non si rinnovano i contratti con le ditte private responsabili.
Insegnamenti per altre città:Applebaum, tra l’altro sindaco di circoscrizione a Côte des Neiges-Notre-Dame-de-Grâce, spiega che con le innovazioni tecnologiche disponibili anche la pazienza dei cittadini nei confronti dei servizi dell’amministrazione si sta esaurendo. Vista la possibilità di riferire dei problemi attraverso telefonini e e-mail, ci si aspetta un intervento immediato, anche se ciò significa mettersi contro Madre Natura.

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Il sito di Edoardo Salzano
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Bottini, Fabrizio
( 08.10.2013 09:04 )
Per motivi tecnici mi sono provvisoriamente trasferito sul sito Millennio Urbano che (tra l'altro) contribuisco a rilanciare dopo un periodo di transizione -->
Bottini, Fabrizio
( 08.09.2013 10:07 )
Da un paio di secoli l'umanità cerca di misurarsi in con la gigantesca ameba metropolitana scatenata dai cicli di industrializzazione: urbanisti, sociologi, scrittori, ora un regista. Ma la cultura italiana mica ci arriva
-->
Barzi, Michela
( 26.08.2013 09:34 )
Le diffidenze leghiste per le diversità si manifestano naturalmente con maggiore evidenza là dove il partito governa e imperversa. Ma si tratta di una cultura pervasiva, per nulla limitata a quei territori e probabilmente neppure limitata a quell'area politica, pronta a ripresentarsi in diversi contesti -->
( 22.08.2013 19:29 )
Gli spazi simbolo del ceto medio e dei suoi consumi opulenti, diventano sacche di disagio, come dimostra il compendio di ricerche della Brookings Institution sintetizzate in un volume. Il problema è di superare la logica di questo tipo di espansione urbana, e tornare a un modello integrato di città. Dalla rivista universitaria Knowledge Wharton, agosto 2013 -->
Bottini, Fabrizio
( 20.08.2013 18:49 )
La globalizzazione significa soprattutto (che piaccia o meno) essere ineluttabilmente inseriti in un flusso di decisioni interrelate: la tutela delle coste nella nostra bagnarola mediterranea, per esempio -->
Eisenberg, Richard
( 10.08.2013 10:28 )
Recensionee intervista su uno dei tanti libri americani dedicati a una questione che dovrebbe però interessare molto di più anche il resto del mondo: l'immaginario collettivo sull'abitare e i suoi risvolti sociali e ovviamente ambientali. Di fatto ci sono intere generazioni cresciute nel mito antiurbano, che deve essere in qualche modo superato, insieme al tipo di consumi che si porta dietro. Forbes, 9 agosto 2013 -->
Bottini, Fabrizio
( 21.07.2013 09:45 )
C'è sempre qualcosa di affascinante, e al tempo stesso inquietante, nel modo in cui ci adattiamo, o proviamo a adattarci, ai mutamenti ambientali del mondo che ci circonda. Specie quando si tratta di trasformazioni consapevolmente indotte da altri, per motivi affatto umanitari -->
Bottini, Fabrizio
( 16.07.2013 08:35 )
Oltre a dire qualcosa di sinistra, come auspicano e chiedono in tanti da troppo tempo, c'è anche un'altra possibilità: quella di fare concretamente, qualcosa di sinistra, ovvero mettere in pratica e verificare gli alti principi. C'è qualche vago segnale in questo senso, basta guardarlo -->
Bottini, Fabrizio
( 11.07.2013 08:13 )
Che fare quando le migliori (e celebrate) idee si dimostrano carenti? Negare l'evidenza, oppure provare a rifletterci sopra davvero, cercando di capire se e dove esiste qualcosa di sbagliato nel modello, o nella nostra interpretazione? -->
Hetherington, Peter
( 03.07.2013 13:12 )
Un urbanista americano, curiosamente noto soprattutto per essere stato preso a pugni da una contestatrice durante un'assemblea pubblica, ha anche parecchio altro da dire sulla professione, e il ruolo nella città e la società. The Guardian, 2 luglio 2013 (f.b.) -->
Bottini, Fabrizio
( 29.06.2013 10:53 )
C'è qualcosa che non torna nell'entusiasmo da un lato per tutte le possibili tecnologie smaterializzanti dell'universo, dall'altro nel permanere di una cultura degli spazi a dir poco novecentesca, industriale, segregata. Quanto c'è di malafede, e quanto di ignoranza? -->
Bottini, Fabrizio
( 28.04.2013 09:12 )
Il successo dei progetti di trasformazione urbana, come suggerisce il buon senso, dipende dal loro essere urbani, inseriti in un contesto ampio con cui entrano in sinergia. Ma il peggior cieco è chi non vuol vedere ciò che gli sta attorno -->
Walker, Alissa
( 02.04.2013 19:44 )
Vivere e camminare a Los Angeles, senza un'automobile, è compatibile con un'esistenza umana. Figuriamoci qui da noi. Los Angeles Magazine, 29 marzo 2013 -->
Vitullo-Martin, Julia
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Bottini, Fabrizio
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