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Mall International (in English)
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Una sperimentazione urbana a Memphis: Broad Avenue cambia
Data di pubblicazione: 20.11.2010

Autore:

La città ha caratteri unici, stupido non sfruttarli. Riqualificazione urbana senza grandi interventi sullo spazio fisico, ma con enormi effetti sul modo di usare le strade e i contesti pedonali. The Commercial Appeal, 20 novembre 2010

Titolo originale: Broad Avenue transforms for Memphis urban experiment – Scelto e tradotto da Fabrizio Bottini

Gli automobilisti che passano sulla trafficatissima Broad Avenue il venerdì sera, rallentano automaticamente anche a meno di trenta all’ora, per via degli aceri da tre metri e delle auto parcheggiate su entrambi i lati che restringono la carreggiata.
Quando sorge la luna, inizia il flusso dei pedoni sul marciapiede, stretti fra il margine della strada e le facciate dei negozi.
Vetrine, chioschi, gallerie d’arte, ristoranti, riempiono tutto lo spazio.
Il chiosco Muddy's Bake Shop's propone 27 diversi tipi di pandorini e 15 di biscotti.
Cafe Eclectic sul marciapiede ci aggiunge caffè e panini.
La strada vibra.

La Broad, con le sue gallerie e gli studi, potrebbe anche essere considerata il quartiere artistico di Memphis, ma questa vita del venerdì sera è un capolavoro di urbanistica progressista.
Josh Whitehead sull’angolo fra la Broad e la Merton, osserva il traffico che si muove lento in armonia con chi cammina, e commenta “Mi pare incredibile”.
“Le auto parcheggiate fanno diminuire la velocità”. Whitehead è il responsabile per l’urbanistica dell’Office of Planning and Development per la circoscrizione di contea Memphis & Shelby.
Quello che stiamo vedendo è un progetto dimostrativo che si chiama “ A New Face for an Old Broad”.

Sperimentazione di due giorni di un’idea cullata tra gli altri da Historic Broad Business District, Livable Memphis e Memphis Regional Design Center.
Un tentativo di dimostrare come le attività di quartiere possano essere davvero realizzate a scala umana e in pratica.
Un modo per mettere a disposizione spazi in cui si possa incontrare per caso un vecchio amico, o conoscerne dei nuovi.
“Le città non possono certo scimmiottare il suburbio” sorride Whitehead. “Devono fare al meglio quello che le rende tanto speciali”

Questo fine settimana sulla Broad succede qualcosa di davvero intrigante.
Dovrebbe essere un’illusione che dura due giorni, con una bella composizione di attività “ pop-up” a riempire lo spazio disponibile e poi sparire fino alla prossima occasione.
Poi arriva la faccia sorridente e sporca di pittura di Ryan Lubin.
Nella scia di tutto questo impegno, ha appena comprato l’edificio vecchio di ottantacinque anni al civico 2595 della Broad e ci sta trasferendo gli uffici della sua Lubin Property Management.
“Siamo tutti molto eccitati per quello che succede qui. É il posto dove stare adesso”.

Poco più in là al numero 2625, l’agente immobiliare Robert Taylor controlla i lavori di rinnovo di un altro negozio.
Di fronte, la Loeb Properties ha appena cancellato i graffiti sulla torre dell’acquedotto che è un po’ il monumento della Broad.
“Negli ultimi due giorni ho sentito di gente che si sta trasferendo qui, o che tratta per comprare degli edifici” racconta David Wayne Brown, presidente dell’associazione locale.
Un isolato più in là la titolare di Hollywood Feed Sam Irwin vende articoli per animali in un parcheggio.
“É straordinario un quartiere che cerca di ricostruirsi. Molto di tendenza”.

here English version









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Il sito di Edoardo Salzano
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Bottini, Fabrizio
( 08.10.2013 09:04 )
Per motivi tecnici mi sono provvisoriamente trasferito sul sito Millennio Urbano che (tra l'altro) contribuisco a rilanciare dopo un periodo di transizione -->
Bottini, Fabrizio
( 08.09.2013 10:07 )
Da un paio di secoli l'umanità cerca di misurarsi in con la gigantesca ameba metropolitana scatenata dai cicli di industrializzazione: urbanisti, sociologi, scrittori, ora un regista. Ma la cultura italiana mica ci arriva
-->
Barzi, Michela
( 26.08.2013 09:34 )
Le diffidenze leghiste per le diversità si manifestano naturalmente con maggiore evidenza là dove il partito governa e imperversa. Ma si tratta di una cultura pervasiva, per nulla limitata a quei territori e probabilmente neppure limitata a quell'area politica, pronta a ripresentarsi in diversi contesti -->
( 22.08.2013 19:29 )
Gli spazi simbolo del ceto medio e dei suoi consumi opulenti, diventano sacche di disagio, come dimostra il compendio di ricerche della Brookings Institution sintetizzate in un volume. Il problema è di superare la logica di questo tipo di espansione urbana, e tornare a un modello integrato di città. Dalla rivista universitaria Knowledge Wharton, agosto 2013 -->
Bottini, Fabrizio
( 20.08.2013 18:49 )
La globalizzazione significa soprattutto (che piaccia o meno) essere ineluttabilmente inseriti in un flusso di decisioni interrelate: la tutela delle coste nella nostra bagnarola mediterranea, per esempio -->
Eisenberg, Richard
( 10.08.2013 10:28 )
Recensionee intervista su uno dei tanti libri americani dedicati a una questione che dovrebbe però interessare molto di più anche il resto del mondo: l'immaginario collettivo sull'abitare e i suoi risvolti sociali e ovviamente ambientali. Di fatto ci sono intere generazioni cresciute nel mito antiurbano, che deve essere in qualche modo superato, insieme al tipo di consumi che si porta dietro. Forbes, 9 agosto 2013 -->
Bottini, Fabrizio
( 21.07.2013 09:45 )
C'è sempre qualcosa di affascinante, e al tempo stesso inquietante, nel modo in cui ci adattiamo, o proviamo a adattarci, ai mutamenti ambientali del mondo che ci circonda. Specie quando si tratta di trasformazioni consapevolmente indotte da altri, per motivi affatto umanitari -->
Bottini, Fabrizio
( 16.07.2013 08:35 )
Oltre a dire qualcosa di sinistra, come auspicano e chiedono in tanti da troppo tempo, c'è anche un'altra possibilità: quella di fare concretamente, qualcosa di sinistra, ovvero mettere in pratica e verificare gli alti principi. C'è qualche vago segnale in questo senso, basta guardarlo -->
Bottini, Fabrizio
( 11.07.2013 08:13 )
Che fare quando le migliori (e celebrate) idee si dimostrano carenti? Negare l'evidenza, oppure provare a rifletterci sopra davvero, cercando di capire se e dove esiste qualcosa di sbagliato nel modello, o nella nostra interpretazione? -->
Hetherington, Peter
( 03.07.2013 13:12 )
Un urbanista americano, curiosamente noto soprattutto per essere stato preso a pugni da una contestatrice durante un'assemblea pubblica, ha anche parecchio altro da dire sulla professione, e il ruolo nella città e la società. The Guardian, 2 luglio 2013 (f.b.) -->
Bottini, Fabrizio
( 29.06.2013 10:53 )
C'è qualcosa che non torna nell'entusiasmo da un lato per tutte le possibili tecnologie smaterializzanti dell'universo, dall'altro nel permanere di una cultura degli spazi a dir poco novecentesca, industriale, segregata. Quanto c'è di malafede, e quanto di ignoranza? -->
Bottini, Fabrizio
( 28.04.2013 09:12 )
Il successo dei progetti di trasformazione urbana, come suggerisce il buon senso, dipende dal loro essere urbani, inseriti in un contesto ampio con cui entrano in sinergia. Ma il peggior cieco è chi non vuol vedere ciò che gli sta attorno -->
Walker, Alissa
( 02.04.2013 19:44 )
Vivere e camminare a Los Angeles, senza un'automobile, è compatibile con un'esistenza umana. Figuriamoci qui da noi. Los Angeles Magazine, 29 marzo 2013 -->
Vitullo-Martin, Julia
( 30.03.2013 19:30 )
I problemi insediativi, ambientali, socioeconomici, di qualità della vita, e infine politici, posti dal nuovo ruolo del cibo nella metropoli del terzo millennio. Non è il caso, come intuito in fondo dall'Expo milanese, di porre al centro la questione? Spotlight on the Region, marzo 2013 -->
Bottini, Fabrizio
( 30.03.2013 08:50 )
È passato più di un secolo da quando i futuristi volevano spazzar via tutta l'anticaglia che faceva da zavorra al progresso umano, e nel frattempo si è capito che non tutto è anticaglia e non tutto è zavorra. Però adesso un po' si esagera, in tutto il mondo, con le ideologie antimoderniste su misura -->

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