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Mall International (in English)
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Le Tesco-town e la minaccia per le città
Data di pubblicazione: 22.11.2010

Autore:

Le scelte di politica urbanistica del New Labour al vaglio di una maggioranza che dovrebbe essere ancora più favorevole agli interessi privati, e i rischi concreti della segregazione sociale, funzionale, economica. The Guardian, 22 novembre 2010

Titolo originale: Move towards Tesco-towns 'puts communities at risk' – Scelto e tradotto da Fabrizio Bottni

I progetti delle grandi catene di distribuzione di mettere insieme negozi, case, servizi nelle cosiddette Tesco-town rischiano di dare un nuovo colpo a città già in bilico, avverte l’ente governativo di consulenza per gli spazi urbani.
I complessi integrati a funzioni miste con la costruzione di appartamenti, scuole, parchi, attorno a un supermercato in area urbana, rischiano di essere “ un peso anziché un valore per le comunità” commenta n rapporto che pubblica oggi la Commission for Architecture and the Built Environment.
In particolare si critica la Tesco per progetti che l’ente definisce “ deboli” e tali probabilmente da “ cambiare in peggio la qualità dei luoghi e metterne in dubbio la vitalità sui tempi lunghi”.

Il Cabe teme che oggi, con la crisi economica, l’unica forma di riqualificazione urbana disponibile nel futuro prossimo per le città britanniche possa essere questa attorno ai supermercati, i cui “ vantaggi economici sul breve periodo sono ampiamente superati dalla perdita di caratteri locali e di capacità di facile ed elastico adattamento ai cambiamenti”.
Un avvertimento che segue il cambio di strategie urbanistiche pubbliche, dai grandi complessi commerciali extraurbani diventati ormai comuni negli spazi aperti attorno alle città e cittadine britanniche. Oggi l’orientamento è piuttosto verso trasformazioni più centrali, a promuovere un tipo di sviluppo economico più sostenibile. Ma questi nuovi supermercati di città non paiono concepiti adeguatamente per i contesti locali, secondo il Cabe.
In molti casi si replicano semplicemente gli schemi extraurbani: un grande edificio anonimo dentro un grosso parcheggio, inadatto al centro città” commenta Richard Simmons, responsabile esecutivo del Cabe, alla fine dell’analisi dettagliata di 30 progetti, che in alcuni casi comprendono sino a 900 alloggi.

Questi appartamenti in molti casi “ saranno spazi non gradevoli da abitare”, invasi dagli scarichi dei camion delle forniture, dal rumore, da un paesaggio sgradevole e da fastidiose luci. Si paragonano questi interventi a delle navi da crociera: massicci e chiusi in sé stessi. “ Ma se la nave crociera poi sparisce dietro l’orizzonte, il futuro di un supermercato che attracca in un centro città si lega per sempre a vitalità ed economia di quei luoghi. Quindi dovrebbero cominciare un po’ a scendere dalla passerella e riflettere meglio sugli effetti nel contesto dove sbarcano”.
È già stato approvato in via definitiva un “monolitico” quartiere Tesco a Bromley-by Bow nell’est londinese con 293 alloggi, scuola, albergo, verde.
Qui c’è il negozio della Tesco affacciato sulle sponde, mentre la torre residenziale sta sullo svincolo nord della A12 verso la galleria di Blackwall. La scuola è attaccata all’area carico-scarico del grande magazzino, e ci si arriva attraverso un trafficato parcheggio per le auto”.

La Tesco contesta le analisi del progetto di Cabe, e spiega che è stata l’amministrazione locale a decidere la planimetria dell’intervento. Un portavoce aggiunge che altri progetti discussi dal Cabe, in Suffolk e Surrey, sono stati riturati e modificati.
“Discutiamo sia con gli abitanti che con le amministrazioni locali per verificare che i nostri programmi corrispondano alle loro aspettative. E usiamo sempre criteri progettuali tra i più avanzati, come dimostra il recente intervento zero-carbon per il negozio di Ramsey. Ciò che si afferma nel rapporto è impreciso e non aggiornato; riguarda progetti non più attuali, e presenta in modo carente quelli in corso”.
In un progetto proposto da Asda per un ex gasometro a est di Barnet, nord londinese, l’ingresso agli appartamenti era dal parcheggio sotterraneo e sul fronte del negozio. Poi Asda ha ritirato la domanda di trasformazione e la sta modificando notevolmente.

“Abbiamo esaminato a lungo il nostro modello di trasformazione per i centri di città, per assicurarci di realizzare qualcosa di adeguato al contesto” spiega un portavoce di Asda. “Il nostro approccio è molto cambiato e riteniamo di aver molto migliorato gli ultimi due progetti”.
Il rapporto giudica invece che “ nella maggior parte dei casi è evidente come il modello di supermercato di riqualificazione extraurbana sia stato solo trasportato nel centro”.
E il Cabe è convinto che non si tratti di limiti, ma del prodotto conseguente del porre l’efficienza commerciale sopra a tutto il resto, si dice “cambiare è nemico dell’economia” e la priorità è comunque del negozio.

Sainsbury's si guadagna delle lodi per il progetto di Vizion con negozio, appartamenti e spazi collettivi e di riunione a Milton Keynes, e anche Tesco è apprezzata per la proposta di Highams Park nel nord londinese, organizzata attorno a uno spazio verde.
Il rapporto arriva proprio mentre il governo sta predisponendo il nuovo progetto di legge su decentramento e deleghe alle amministrazioni locali, che dovrebbe comprendere più poteri ai cittadini.
“Con la capacità di decidere davero degli abitanti riguardo a cosa e come costruire, diventa ancora più nell’interesse delle caetne commerciali proporre buoni progetti che siano di vantaggio per i quartieri” conclude Simmons.

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Il sito di Edoardo Salzano
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Bottini, Fabrizio
( 08.10.2013 09:04 )
Per motivi tecnici mi sono provvisoriamente trasferito sul sito Millennio Urbano che (tra l'altro) contribuisco a rilanciare dopo un periodo di transizione -->
Bottini, Fabrizio
( 08.09.2013 10:07 )
Da un paio di secoli l'umanità cerca di misurarsi in con la gigantesca ameba metropolitana scatenata dai cicli di industrializzazione: urbanisti, sociologi, scrittori, ora un regista. Ma la cultura italiana mica ci arriva
-->
Barzi, Michela
( 26.08.2013 09:34 )
Le diffidenze leghiste per le diversità si manifestano naturalmente con maggiore evidenza là dove il partito governa e imperversa. Ma si tratta di una cultura pervasiva, per nulla limitata a quei territori e probabilmente neppure limitata a quell'area politica, pronta a ripresentarsi in diversi contesti -->
( 22.08.2013 19:29 )
Gli spazi simbolo del ceto medio e dei suoi consumi opulenti, diventano sacche di disagio, come dimostra il compendio di ricerche della Brookings Institution sintetizzate in un volume. Il problema è di superare la logica di questo tipo di espansione urbana, e tornare a un modello integrato di città. Dalla rivista universitaria Knowledge Wharton, agosto 2013 -->
Bottini, Fabrizio
( 20.08.2013 18:49 )
La globalizzazione significa soprattutto (che piaccia o meno) essere ineluttabilmente inseriti in un flusso di decisioni interrelate: la tutela delle coste nella nostra bagnarola mediterranea, per esempio -->
Eisenberg, Richard
( 10.08.2013 10:28 )
Recensionee intervista su uno dei tanti libri americani dedicati a una questione che dovrebbe però interessare molto di più anche il resto del mondo: l'immaginario collettivo sull'abitare e i suoi risvolti sociali e ovviamente ambientali. Di fatto ci sono intere generazioni cresciute nel mito antiurbano, che deve essere in qualche modo superato, insieme al tipo di consumi che si porta dietro. Forbes, 9 agosto 2013 -->
Bottini, Fabrizio
( 21.07.2013 09:45 )
C'è sempre qualcosa di affascinante, e al tempo stesso inquietante, nel modo in cui ci adattiamo, o proviamo a adattarci, ai mutamenti ambientali del mondo che ci circonda. Specie quando si tratta di trasformazioni consapevolmente indotte da altri, per motivi affatto umanitari -->
Bottini, Fabrizio
( 16.07.2013 08:35 )
Oltre a dire qualcosa di sinistra, come auspicano e chiedono in tanti da troppo tempo, c'è anche un'altra possibilità: quella di fare concretamente, qualcosa di sinistra, ovvero mettere in pratica e verificare gli alti principi. C'è qualche vago segnale in questo senso, basta guardarlo -->
Bottini, Fabrizio
( 11.07.2013 08:13 )
Che fare quando le migliori (e celebrate) idee si dimostrano carenti? Negare l'evidenza, oppure provare a rifletterci sopra davvero, cercando di capire se e dove esiste qualcosa di sbagliato nel modello, o nella nostra interpretazione? -->
Hetherington, Peter
( 03.07.2013 13:12 )
Un urbanista americano, curiosamente noto soprattutto per essere stato preso a pugni da una contestatrice durante un'assemblea pubblica, ha anche parecchio altro da dire sulla professione, e il ruolo nella città e la società. The Guardian, 2 luglio 2013 (f.b.) -->
Bottini, Fabrizio
( 29.06.2013 10:53 )
C'è qualcosa che non torna nell'entusiasmo da un lato per tutte le possibili tecnologie smaterializzanti dell'universo, dall'altro nel permanere di una cultura degli spazi a dir poco novecentesca, industriale, segregata. Quanto c'è di malafede, e quanto di ignoranza? -->
Bottini, Fabrizio
( 28.04.2013 09:12 )
Il successo dei progetti di trasformazione urbana, come suggerisce il buon senso, dipende dal loro essere urbani, inseriti in un contesto ampio con cui entrano in sinergia. Ma il peggior cieco è chi non vuol vedere ciò che gli sta attorno -->
Walker, Alissa
( 02.04.2013 19:44 )
Vivere e camminare a Los Angeles, senza un'automobile, è compatibile con un'esistenza umana. Figuriamoci qui da noi. Los Angeles Magazine, 29 marzo 2013 -->
Vitullo-Martin, Julia
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Bottini, Fabrizio
( 30.03.2013 08:50 )
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