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Lo shopping si fa in ospedale: Milano, rivoluzione in corsia
Data di pubblicazione: 24.11.2010

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Vista la solita trasparenza e i protagonisti di queste decisioni, resta il dubbio: è il supermercato che entra in ospedale, o è il mercatino della salute (altrui)? La Repubblica, 24 novembre 2010

MILANO - Shopping tour in ospedale, tra boutique griffate dell’intimo, dei gioielli, dell’abbigliamento baby, della cosmetica, con soste in caffetteria, dal parrucchiere per una messa in piega e in libreria per acquistare il romanzo in testa alla classifica delle vendite. A Milano, si può. Il Niguarda, uno dei colossi della sanità pubblica, ha aperto, unico esempio del genere in Italia, una "shopping gallery" di lusso, con boiserie e cristalli, che ospita 13 negozi. Il centro commerciale è di grande impatto, si estende per oltre mille metri quadrati, sotto una cupola spettacolare tutta vetri e travi metalliche. Qui si fa shopping ma, in contemporanea, ai 28 sportelli dell’ospedale, 1500 persone al giorno si mettono in coda per prenotare visite o programmare ricoveri.

«Così si migliora l’accoglienza al malato» spiega Pasquale Cannatelli, il direttore generale del Niguarda, esponente ciellino. "Cure d’eccellenza e grandi comfort" è la nuova filosofia dell’ospedale milanese: una cittadella, con 13 mila presenze al giorno, tra malati, medici, infermieri e visitatori. Il Niguarda vara la galleria commerciale ma non è il solo ospedale pubblico a puntare all’umanizzazione dei servizi. Al Careggi di Firenze sta per partire la gara per la realizzazione di un supermercato, aperto a tutti, ricoverati e dipendenti. A Prato, Pistoia, Lucca e Massa, dove sono in costruzione i nuovi ospedali, sono già previsti spazi per accogliere le gallerie commerciali. Al Versilia di Viareggio c’è già il coiffeur e un negozio di abbigliamento, specializzato in pigiami e vestaglie da camera. Dopo la Toscana, l’altra regione molto attiva su questo fronte è la l’Emilia-Romagna. Al Morgagni di Forlì, una struttura ultra moderna, a fine anno si inaugura una grande libreria e all’ospedale Santa Maria delle Croci di Ravenna è già funzionante un mini centro commerciale, con fiorista, parrucchiere, piccola merceria, banca e edicola.

Vale a dire tutto quello che serve per rendere più agevole un ricovero. Una situazione analoga si trova alle Molinette di Torino. Al Sud, fa notizia il caso dell’ospedale Papardo-Piemonte di Messina, che oltre al bar, mensa e ludoteca per bambini, si è attrezzato, di recente, anche con un parrucchiere per signora e un barbiere.
Sul fronte del benessere in ospedale, il San Raffaele, l’ospedale del prete-manager don Verzè, è quello che ha anticipato tutti. Nel 2003 ha aperto il primo nucleo commerciale, trasformato nel 2009 in una galleria di botteghe. Il San Raffaele ha lanciato una tendenza che ora i grandi ospedali pubblici cavalcano con grande convinzione. Ma con quali soldi? Al Niguarda, dove sono aperti i cantieri per la ricostruzione del nuovo ospedale si è fatto ricorso al "project financing".

L’operazione complessiva costa 260 milioni di euro: 140 sono frutto di finanziamento pubblico e 120 sono arrivati dalla Cmb di Carpi, che in cambio ha ottenuto la possibilità di creare il centro commerciale e gestire tutti i servizi del Niguarda extra-sanitari. A tempi record sono stati ultimati i lavori di uno dei due nuovi blocchi ospedalieri e proprio qui, la Progeni, che fa capo alla Cmb, ha inaugurato la "shopping gallery", dove spiccano, tra l’altro, nomi noti come Yamamay, Golden point, l’Erbolario, Tim, Gioielli di Valenza e il marchio francese di abbigliamento baby, Du Pareil au Meme. A questi si aggiungono un bar-pizzeria, una parafarmacia, una libreria, una profumeria (gruppo Limoni), un negozio di caramelle e un parrucchiere. Proprio come un centro commerciale, che raddoppierà, nel giro di due anni, quando sarà pronto anche il secondo blocco ospedaliero del Niguarda. E lì ci sarà anche un grosso supermarket. Sugli scaffali si troverà di tutto. Vietati solo liquori e tabacco.









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Il sito di Edoardo Salzano
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Bottini, Fabrizio
( 08.10.2013 09:04 )
Per motivi tecnici mi sono provvisoriamente trasferito sul sito Millennio Urbano che (tra l'altro) contribuisco a rilanciare dopo un periodo di transizione -->
Bottini, Fabrizio
( 08.09.2013 10:07 )
Da un paio di secoli l'umanità cerca di misurarsi in con la gigantesca ameba metropolitana scatenata dai cicli di industrializzazione: urbanisti, sociologi, scrittori, ora un regista. Ma la cultura italiana mica ci arriva
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( 26.08.2013 09:34 )
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Bottini, Fabrizio
( 20.08.2013 18:49 )
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( 10.08.2013 10:28 )
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Bottini, Fabrizio
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Bottini, Fabrizio
( 11.07.2013 08:13 )
Che fare quando le migliori (e celebrate) idee si dimostrano carenti? Negare l'evidenza, oppure provare a rifletterci sopra davvero, cercando di capire se e dove esiste qualcosa di sbagliato nel modello, o nella nostra interpretazione? -->
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Bottini, Fabrizio
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C'è qualcosa che non torna nell'entusiasmo da un lato per tutte le possibili tecnologie smaterializzanti dell'universo, dall'altro nel permanere di una cultura degli spazi a dir poco novecentesca, industriale, segregata. Quanto c'è di malafede, e quanto di ignoranza? -->
Bottini, Fabrizio
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Walker, Alissa
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Vitullo-Martin, Julia
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Bottini, Fabrizio
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