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Mall International (in English)
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Lo sprawl urbano alimenta i conflitti con gli agricoltori nella fascia esterna
Data di pubblicazione: 25.11.2010

Autore:

Non sempre (per fortuna) il sogno di qualunque contadino è quello di seminare villette e capannoni nei suoi campi: moderni e metropolitani magari si, ma non necessariamente sterilizzati e asfaltati. The Age, 25 novembre 2010

Titolo originale: Urban sprawl fuels friction with farmers on the fringe – Scelto e tradotto da Fabrizio Bottini

Cinque maialini sono stati rubati dalla fattoria di Melton di Fraser e Carolyne Stewart il giorno della Melbourne Cup, uno di dodici settimane l’hanno trovato che barcollava con una ferita alla testa probabilmente causata da un colpo di martello fra gli occhi.
Solo l’ultimo di una serie di preoccupanti incidenti, da quando tanta gente ha iniziato a trasferirsi nel nuovo complesso residenziale di Arnold's Creek, costruito sul due lati dell’allevamento suino a campo libero di venti ettari degli Stewart.
Il conflitto fra insediamento residenziale metropolitano a zone a destinazione agricola si fa incandescente con l’espansione di Melbourne sempre più verso le fasce esterne della regione.

Come abbiamo già riferito in questi giorni, un’espansione di tipo suburbano si estende ben oltre il margine ufficiale di sviluppo, fino a Bacchus Marsh a ovest e Drouin a est. Sono 150 chilometri.
Una tendenza che ha spinto la Farmers' Federation del Victoria a fare del “diritto di coltivazione” un pilastro della campagna di lobby in occasione delle elezioni statali di questa settimana.
Questo “diritto di coltivare” nasce dal fatto che i nuovi abitanti delle fasce esterne lamentano odori e rumori dai campi. Mentre gli agricoltori lamentano tasse locali più alte, invasione di erbacce, e la necessità di scusarsi continuamente di quel che fanno.
Si tratta di uno degli aspetti principali di una indagine parlamentare di quest’anno nel settore, che ha rilevato quanto l’intensa urbanizzazione – si prevedono 284.000 nuove abitazioni sull’arco di 20 anni – stia invadendo una delle aree agricole più preziose del Victoria.

Le zone agricole che fungono da cunei verdi nelle regioni di Port Phillip e Western Port producono annualmente per un valore di 1,4 miliardi. Il fatto che la produzione sia vicina ai luoghi di consumo, rileva l’indagine, ha il vantaggio di ridurre le emissioni dai camion.
Ma l’avanzare strisciante dell’urbanizzazione verso le zone agricole porta al conflitto per l’uso dello spazio, così l’inchiesta raccomanda fasce di interposizione fra case e colture commerciali, oltre all’integrazione delle produzioni alimentari entro i nuovi quartieri.
Il capo dell’opposizione Ted Baillieu ha reso noto questa settimana il proprio piano territoriale regionale nel quale una fascia urbana a bassa densità funge da interposizione fra ambiti residenziali e zone agricole.

Il governo sta predisponendo due documenti, il Regional Blueprint e la Victorian Food Strategy, a comprendere questione alimentare e conflitti nell’uso del territorio.
Anche la Growth Area Authority ha inserito fasce di interposizione nei propri piani, e contemporaneamente “incrementato al massimo la possibilità di edificazione nelle aree entro i margini di sviluppo urbano”.
Ma in ogni caso nulla cambia per gli Stewart a Melton, che tentano da sei mesi di vendere i terreni e trasferirsi in un’area più ospitale nei Macedon Ranges.
“Il nostro problema principale sono gestione e sicurezza degli animali” spiega la signora Stewart. “Vorremmo ampliarci, ma c’è conflitto con quelle case. Meglio trasferirsi altrove”.
E intanto, i ragazzini dal quartiere continuano a saltare la recinzione elettrificata e a tormentare le bestie coi bastoni.

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Il sito di Edoardo Salzano
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Bottini, Fabrizio
( 08.10.2013 09:04 )
Per motivi tecnici mi sono provvisoriamente trasferito sul sito Millennio Urbano che (tra l'altro) contribuisco a rilanciare dopo un periodo di transizione -->
Bottini, Fabrizio
( 08.09.2013 10:07 )
Da un paio di secoli l'umanità cerca di misurarsi in con la gigantesca ameba metropolitana scatenata dai cicli di industrializzazione: urbanisti, sociologi, scrittori, ora un regista. Ma la cultura italiana mica ci arriva
-->
Barzi, Michela
( 26.08.2013 09:34 )
Le diffidenze leghiste per le diversità si manifestano naturalmente con maggiore evidenza là dove il partito governa e imperversa. Ma si tratta di una cultura pervasiva, per nulla limitata a quei territori e probabilmente neppure limitata a quell'area politica, pronta a ripresentarsi in diversi contesti -->
( 22.08.2013 19:29 )
Gli spazi simbolo del ceto medio e dei suoi consumi opulenti, diventano sacche di disagio, come dimostra il compendio di ricerche della Brookings Institution sintetizzate in un volume. Il problema è di superare la logica di questo tipo di espansione urbana, e tornare a un modello integrato di città. Dalla rivista universitaria Knowledge Wharton, agosto 2013 -->
Bottini, Fabrizio
( 20.08.2013 18:49 )
La globalizzazione significa soprattutto (che piaccia o meno) essere ineluttabilmente inseriti in un flusso di decisioni interrelate: la tutela delle coste nella nostra bagnarola mediterranea, per esempio -->
Eisenberg, Richard
( 10.08.2013 10:28 )
Recensionee intervista su uno dei tanti libri americani dedicati a una questione che dovrebbe però interessare molto di più anche il resto del mondo: l'immaginario collettivo sull'abitare e i suoi risvolti sociali e ovviamente ambientali. Di fatto ci sono intere generazioni cresciute nel mito antiurbano, che deve essere in qualche modo superato, insieme al tipo di consumi che si porta dietro. Forbes, 9 agosto 2013 -->
Bottini, Fabrizio
( 21.07.2013 09:45 )
C'è sempre qualcosa di affascinante, e al tempo stesso inquietante, nel modo in cui ci adattiamo, o proviamo a adattarci, ai mutamenti ambientali del mondo che ci circonda. Specie quando si tratta di trasformazioni consapevolmente indotte da altri, per motivi affatto umanitari -->
Bottini, Fabrizio
( 16.07.2013 08:35 )
Oltre a dire qualcosa di sinistra, come auspicano e chiedono in tanti da troppo tempo, c'è anche un'altra possibilità: quella di fare concretamente, qualcosa di sinistra, ovvero mettere in pratica e verificare gli alti principi. C'è qualche vago segnale in questo senso, basta guardarlo -->
Bottini, Fabrizio
( 11.07.2013 08:13 )
Che fare quando le migliori (e celebrate) idee si dimostrano carenti? Negare l'evidenza, oppure provare a rifletterci sopra davvero, cercando di capire se e dove esiste qualcosa di sbagliato nel modello, o nella nostra interpretazione? -->
Hetherington, Peter
( 03.07.2013 13:12 )
Un urbanista americano, curiosamente noto soprattutto per essere stato preso a pugni da una contestatrice durante un'assemblea pubblica, ha anche parecchio altro da dire sulla professione, e il ruolo nella città e la società. The Guardian, 2 luglio 2013 (f.b.) -->
Bottini, Fabrizio
( 29.06.2013 10:53 )
C'è qualcosa che non torna nell'entusiasmo da un lato per tutte le possibili tecnologie smaterializzanti dell'universo, dall'altro nel permanere di una cultura degli spazi a dir poco novecentesca, industriale, segregata. Quanto c'è di malafede, e quanto di ignoranza? -->
Bottini, Fabrizio
( 28.04.2013 09:12 )
Il successo dei progetti di trasformazione urbana, come suggerisce il buon senso, dipende dal loro essere urbani, inseriti in un contesto ampio con cui entrano in sinergia. Ma il peggior cieco è chi non vuol vedere ciò che gli sta attorno -->
Walker, Alissa
( 02.04.2013 19:44 )
Vivere e camminare a Los Angeles, senza un'automobile, è compatibile con un'esistenza umana. Figuriamoci qui da noi. Los Angeles Magazine, 29 marzo 2013 -->
Vitullo-Martin, Julia
( 30.03.2013 19:30 )
I problemi insediativi, ambientali, socioeconomici, di qualità della vita, e infine politici, posti dal nuovo ruolo del cibo nella metropoli del terzo millennio. Non è il caso, come intuito in fondo dall'Expo milanese, di porre al centro la questione? Spotlight on the Region, marzo 2013 -->
Bottini, Fabrizio
( 30.03.2013 08:50 )
È passato più di un secolo da quando i futuristi volevano spazzar via tutta l'anticaglia che faceva da zavorra al progresso umano, e nel frattempo si è capito che non tutto è anticaglia e non tutto è zavorra. Però adesso un po' si esagera, in tutto il mondo, con le ideologie antimoderniste su misura -->

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