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I prezzi delle case nella eco-città potrebbero partire da meno di 60.000 euro
Data di pubblicazione: 25.11.2010

Si può dire ciò che si vuole sull’autenticità dell’approccio sostenibile al territorio, o sull’accettabilità sociale, ma dal punto di vista dei prezzi le case delle eco-città paiono davvero concorrenziali. This is Cornwall, 25 novembre 2010

Titolo originale: Eco-town home prices could start from only £50,000 – Scelto e tradotto da Fabrizio Bottini

Le case nelle proposte eco-città potrebbero essere proposte sul mercato a partire da meno di 60.000 euro, e dimostrarsi così a parere degli amministratori “ economiche”.
La Eco-Bos sta portando Avanti il progetto di cinque “eco-insediamenti nell’area delle cave di ceramica del colosso Imerysattorno a St Austell, con 5.000 abitazioni e altre strutture.
Settimana scorsa a una riunione della commissione consultiva sull’urbanistica del consiglio della Cornovaglia, il sostenitore delle eco-città John Wood le ha descritte entusiasticamente.
É stato ipotizzato che gli alloggi da una camera da letto potrebbero partire da circa 60.000 euro e con tre stanze a 140.000.

Parlando della mostra organizzata dalla Eco Bos settimana scorsa al centro civico di St Austell, ha spiegato come gli architetti che lavorano al piano studiano alloggi economici.
“Sono informati sul reddito medio di St Austell e hanno il compito di realizzare una casa che non superi quattro volte tanto. Così sarà possibile costruire per gli abitanti del posto.
“Non case economiche, ma case che la gente si può permettere”
Wood dice che così la gente del posto potrà comprare casa anziché entrare nelle graduatorie.
Il consigliere Dick Coleaggiunge che ci dovranno essere sicuramente dei vincoli sulla vendita di quelle case, perché non possano essere rivendute a prezzi maggiorati.
Si è anche espresso il timore che ci siano ampi settori della popolazione non favorevoli al progetto di eco-città.

Un sondaggio condotto dall’amministrazione ha ricevuto soltanto 95 risposte, e con un forte numero di opinioni negative.
Commenta il consigliere Les Donnithorne: “Mi sorprende la dimensione dell’opinione scettica. Pensavo si trattasse di un’idea in grado di far parlare e discutere.
“Sono anche sorpreso dalle pochissime risposte: nell’area abitano più o meno 40.000 persone, cos’è successo agli altri 39.900?
“Pare che tutti quelli che vogliono la eco-città siano seduti in questa stanza”
La consigliera di Bugle Jackie Bullha dichiarato alla commissione che gli intervistati della sua area sono in gran parte contrari, e che bisogna ascoltare gli abitanti nello sviluppo del progetto.
Il rappresentante di Poltair Steve Doubleaggiunge che si tratta di un’idea valida, ma solo se si realizzano anche i posti di lavoro e le infrastrutture necessarie.

here English version









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Il sito di Edoardo Salzano
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Bottini, Fabrizio
( 08.10.2013 09:04 )
Per motivi tecnici mi sono provvisoriamente trasferito sul sito Millennio Urbano che (tra l'altro) contribuisco a rilanciare dopo un periodo di transizione -->
Bottini, Fabrizio
( 08.09.2013 10:07 )
Da un paio di secoli l'umanità cerca di misurarsi in con la gigantesca ameba metropolitana scatenata dai cicli di industrializzazione: urbanisti, sociologi, scrittori, ora un regista. Ma la cultura italiana mica ci arriva
-->
Barzi, Michela
( 26.08.2013 09:34 )
Le diffidenze leghiste per le diversità si manifestano naturalmente con maggiore evidenza là dove il partito governa e imperversa. Ma si tratta di una cultura pervasiva, per nulla limitata a quei territori e probabilmente neppure limitata a quell'area politica, pronta a ripresentarsi in diversi contesti -->
( 22.08.2013 19:29 )
Gli spazi simbolo del ceto medio e dei suoi consumi opulenti, diventano sacche di disagio, come dimostra il compendio di ricerche della Brookings Institution sintetizzate in un volume. Il problema è di superare la logica di questo tipo di espansione urbana, e tornare a un modello integrato di città. Dalla rivista universitaria Knowledge Wharton, agosto 2013 -->
Bottini, Fabrizio
( 20.08.2013 18:49 )
La globalizzazione significa soprattutto (che piaccia o meno) essere ineluttabilmente inseriti in un flusso di decisioni interrelate: la tutela delle coste nella nostra bagnarola mediterranea, per esempio -->
Eisenberg, Richard
( 10.08.2013 10:28 )
Recensionee intervista su uno dei tanti libri americani dedicati a una questione che dovrebbe però interessare molto di più anche il resto del mondo: l'immaginario collettivo sull'abitare e i suoi risvolti sociali e ovviamente ambientali. Di fatto ci sono intere generazioni cresciute nel mito antiurbano, che deve essere in qualche modo superato, insieme al tipo di consumi che si porta dietro. Forbes, 9 agosto 2013 -->
Bottini, Fabrizio
( 21.07.2013 09:45 )
C'è sempre qualcosa di affascinante, e al tempo stesso inquietante, nel modo in cui ci adattiamo, o proviamo a adattarci, ai mutamenti ambientali del mondo che ci circonda. Specie quando si tratta di trasformazioni consapevolmente indotte da altri, per motivi affatto umanitari -->
Bottini, Fabrizio
( 16.07.2013 08:35 )
Oltre a dire qualcosa di sinistra, come auspicano e chiedono in tanti da troppo tempo, c'è anche un'altra possibilità: quella di fare concretamente, qualcosa di sinistra, ovvero mettere in pratica e verificare gli alti principi. C'è qualche vago segnale in questo senso, basta guardarlo -->
Bottini, Fabrizio
( 11.07.2013 08:13 )
Che fare quando le migliori (e celebrate) idee si dimostrano carenti? Negare l'evidenza, oppure provare a rifletterci sopra davvero, cercando di capire se e dove esiste qualcosa di sbagliato nel modello, o nella nostra interpretazione? -->
Hetherington, Peter
( 03.07.2013 13:12 )
Un urbanista americano, curiosamente noto soprattutto per essere stato preso a pugni da una contestatrice durante un'assemblea pubblica, ha anche parecchio altro da dire sulla professione, e il ruolo nella città e la società. The Guardian, 2 luglio 2013 (f.b.) -->
Bottini, Fabrizio
( 29.06.2013 10:53 )
C'è qualcosa che non torna nell'entusiasmo da un lato per tutte le possibili tecnologie smaterializzanti dell'universo, dall'altro nel permanere di una cultura degli spazi a dir poco novecentesca, industriale, segregata. Quanto c'è di malafede, e quanto di ignoranza? -->
Bottini, Fabrizio
( 28.04.2013 09:12 )
Il successo dei progetti di trasformazione urbana, come suggerisce il buon senso, dipende dal loro essere urbani, inseriti in un contesto ampio con cui entrano in sinergia. Ma il peggior cieco è chi non vuol vedere ciò che gli sta attorno -->
Walker, Alissa
( 02.04.2013 19:44 )
Vivere e camminare a Los Angeles, senza un'automobile, è compatibile con un'esistenza umana. Figuriamoci qui da noi. Los Angeles Magazine, 29 marzo 2013 -->
Vitullo-Martin, Julia
( 30.03.2013 19:30 )
I problemi insediativi, ambientali, socioeconomici, di qualità della vita, e infine politici, posti dal nuovo ruolo del cibo nella metropoli del terzo millennio. Non è il caso, come intuito in fondo dall'Expo milanese, di porre al centro la questione? Spotlight on the Region, marzo 2013 -->
Bottini, Fabrizio
( 30.03.2013 08:50 )
È passato più di un secolo da quando i futuristi volevano spazzar via tutta l'anticaglia che faceva da zavorra al progresso umano, e nel frattempo si è capito che non tutto è anticaglia e non tutto è zavorra. Però adesso un po' si esagera, in tutto il mondo, con le ideologie antimoderniste su misura -->

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