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Eco-Città vuol dire anche Eco-imprese
Data di pubblicazione: 03.03.2011

Arriva la prova dei fatti per le linee guida sugli insediamenti modello sostenibili: esiste un mercato di eco-imprese abbastanza coerenti con gli obiettivi ambientali delle nuove città? I risultati del primo dibattito concreto locale dal Petersfield Post, 2 marzo 2011

Titolo originale: Eco-businesses ought to be targeted – report – Scelto e tradotto da Fabrizio Bottini

BORDON: arriva in primo piano da settimana scorsa l’obiettivo di attirare nuovi investimenti verso la eco-città di Whitehill e Bordon, con un incontro speciale al Phoenix Theatre.
Oggetto l’ultimo studio pubblicato dall’amministrazione dell’East Hampshire: la Draft Economic Development & Employment Strategy.
Si tratta di un documento di 80 pagine che fissa 12 punti precisi per lo sviluppo dell’eco-città, a seguito delle “espressioni di interesse” da parte di imprese nel settore delle costruzioni con materiali eco-friendly.

L’interesse è la partecipazione a costruirla, la nuova eco-città.
Il documento afferma: “ Il concetto alla base del programma quadro, della città che si costruisce da sola , può attirare attività.
Le quali potrebbero scegliere di localizzarsi a Whitehill e Bordon per due principali motivi: si tratta del cuore del più grande processo di trasformazione edilizia del sud-est dei prossimi vent’anni, e l’area è estremamente interessante, con bacini di popolazione che complessivamente nelle quattro direzioni i un raggio di un’ora comprendono 2,7 milioni di persone”.
L’incontro è stato introdotto da Malcolm Perrins, responsabile dello sviluppo economico per la eco-città, che ha dichiarato: “Quello di attirare imprese è un obiettivo vitale per la ricchezza della città.
“Più imprese significa più posti di lavoro, per quando le attività attuali militari non ci saranno più”

Prima delle sessioni dei gruppi di lavoro in brainstorming tematici, con consiglieri, cittadini, imprenditori, Perrins ha proposto un elenco di sette domande, a cui le risposte sono fornite dal documento.
Ovvero:
Quale circoscrizione di Whitehill e Bordon ha il più elevato tasso di disoccupazione? (risposta: Deadwater); Quali sono I due aeroporti internazionali più vicini a Whitehill e Bordon (Southampton e Farnborough); A quale area amministrativa economica corrisponde Whitehill e Bordon (alla M3 Enterprise); Quale è oggi la circoscrizione economicamente più ricca? (Blackwater Valley); Cosa significa la sigla NEET (sta per Not in Employment, Education or Training ovvero giovani di 17 e 18 anni che non lavorano né studiano); Quali sono gli obiettivi delle eco-città riguardo alle emissioni entro il 2020? (85 grammi); Quante persone abitano entro un raggio di un’ora dalla città? (2,7 milioni).

E nessuno, consiglieri inclusi, conosceva la risposta esatta a tutte e sette, la media si è assestata sulle quattro giuste.
I 12 punti precisi comprendono anche una riflessione sulle competenze che lascia in eredità il settore militare.
Il documento afferma: “ Il trasferimento della caserma significa a anche una importante occasione di mantenimento almeno di alcune competenze da adattare alle necessità civili.
Fra cui molti formatori, principalmente a contratto da Babcock (principale operatore del paese nel settore), in gran parte residenti a Whitehill e Bordon o a breve distanza, e che con poca probabilità si trasferiranno in massa insieme alle attività militari.
“Con adeguati investimenti pubblico-privati, si può cogliere l’occasione di conservare e mantenere alcune di queste risorse, materiali e intellettuali, su un progetto di lungo termine per obiettivi civili”.

Ci sono alcune reti di imprese, come Business East Hampshire e Sustainable Business Partnership, molto “ ben posizionate” per contribuire alla promozione della eco-città a potenziali nuovi soggetti e investitori con campagne mirate, convegni e seminari, afferma il documento.
La città potrebbe anche ospitare una grande fiera dell’edilizia, in grado anche di trasformarsi poi in un appuntamento annuale fisso, e ospitata in uno dei principali spazi sottoutilizzati oggi di proprietà del Ministero della Difesa.
Concentrata su aspetti locali, ma anche in grado di attirare visitatori, scambi e famiglie da un bacino più vasto, rivolta a chi vuole vedere le più recenti innovazioni sui materiali attenti all’ambiente, metodi e prodotti”.

here English version









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Il sito di Edoardo Salzano
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Bottini, Fabrizio
( 08.10.2013 09:04 )
Per motivi tecnici mi sono provvisoriamente trasferito sul sito Millennio Urbano che (tra l'altro) contribuisco a rilanciare dopo un periodo di transizione -->
Bottini, Fabrizio
( 08.09.2013 10:07 )
Da un paio di secoli l'umanità cerca di misurarsi in con la gigantesca ameba metropolitana scatenata dai cicli di industrializzazione: urbanisti, sociologi, scrittori, ora un regista. Ma la cultura italiana mica ci arriva
-->
Barzi, Michela
( 26.08.2013 09:34 )
Le diffidenze leghiste per le diversità si manifestano naturalmente con maggiore evidenza là dove il partito governa e imperversa. Ma si tratta di una cultura pervasiva, per nulla limitata a quei territori e probabilmente neppure limitata a quell'area politica, pronta a ripresentarsi in diversi contesti -->
( 22.08.2013 19:29 )
Gli spazi simbolo del ceto medio e dei suoi consumi opulenti, diventano sacche di disagio, come dimostra il compendio di ricerche della Brookings Institution sintetizzate in un volume. Il problema è di superare la logica di questo tipo di espansione urbana, e tornare a un modello integrato di città. Dalla rivista universitaria Knowledge Wharton, agosto 2013 -->
Bottini, Fabrizio
( 20.08.2013 18:49 )
La globalizzazione significa soprattutto (che piaccia o meno) essere ineluttabilmente inseriti in un flusso di decisioni interrelate: la tutela delle coste nella nostra bagnarola mediterranea, per esempio -->
Eisenberg, Richard
( 10.08.2013 10:28 )
Recensionee intervista su uno dei tanti libri americani dedicati a una questione che dovrebbe però interessare molto di più anche il resto del mondo: l'immaginario collettivo sull'abitare e i suoi risvolti sociali e ovviamente ambientali. Di fatto ci sono intere generazioni cresciute nel mito antiurbano, che deve essere in qualche modo superato, insieme al tipo di consumi che si porta dietro. Forbes, 9 agosto 2013 -->
Bottini, Fabrizio
( 21.07.2013 09:45 )
C'è sempre qualcosa di affascinante, e al tempo stesso inquietante, nel modo in cui ci adattiamo, o proviamo a adattarci, ai mutamenti ambientali del mondo che ci circonda. Specie quando si tratta di trasformazioni consapevolmente indotte da altri, per motivi affatto umanitari -->
Bottini, Fabrizio
( 16.07.2013 08:35 )
Oltre a dire qualcosa di sinistra, come auspicano e chiedono in tanti da troppo tempo, c'è anche un'altra possibilità: quella di fare concretamente, qualcosa di sinistra, ovvero mettere in pratica e verificare gli alti principi. C'è qualche vago segnale in questo senso, basta guardarlo -->
Bottini, Fabrizio
( 11.07.2013 08:13 )
Che fare quando le migliori (e celebrate) idee si dimostrano carenti? Negare l'evidenza, oppure provare a rifletterci sopra davvero, cercando di capire se e dove esiste qualcosa di sbagliato nel modello, o nella nostra interpretazione? -->
Hetherington, Peter
( 03.07.2013 13:12 )
Un urbanista americano, curiosamente noto soprattutto per essere stato preso a pugni da una contestatrice durante un'assemblea pubblica, ha anche parecchio altro da dire sulla professione, e il ruolo nella città e la società. The Guardian, 2 luglio 2013 (f.b.) -->
Bottini, Fabrizio
( 29.06.2013 10:53 )
C'è qualcosa che non torna nell'entusiasmo da un lato per tutte le possibili tecnologie smaterializzanti dell'universo, dall'altro nel permanere di una cultura degli spazi a dir poco novecentesca, industriale, segregata. Quanto c'è di malafede, e quanto di ignoranza? -->
Bottini, Fabrizio
( 28.04.2013 09:12 )
Il successo dei progetti di trasformazione urbana, come suggerisce il buon senso, dipende dal loro essere urbani, inseriti in un contesto ampio con cui entrano in sinergia. Ma il peggior cieco è chi non vuol vedere ciò che gli sta attorno -->
Walker, Alissa
( 02.04.2013 19:44 )
Vivere e camminare a Los Angeles, senza un'automobile, è compatibile con un'esistenza umana. Figuriamoci qui da noi. Los Angeles Magazine, 29 marzo 2013 -->
Vitullo-Martin, Julia
( 30.03.2013 19:30 )
I problemi insediativi, ambientali, socioeconomici, di qualità della vita, e infine politici, posti dal nuovo ruolo del cibo nella metropoli del terzo millennio. Non è il caso, come intuito in fondo dall'Expo milanese, di porre al centro la questione? Spotlight on the Region, marzo 2013 -->
Bottini, Fabrizio
( 30.03.2013 08:50 )
È passato più di un secolo da quando i futuristi volevano spazzar via tutta l'anticaglia che faceva da zavorra al progresso umano, e nel frattempo si è capito che non tutto è anticaglia e non tutto è zavorra. Però adesso un po' si esagera, in tutto il mondo, con le ideologie antimoderniste su misura -->

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