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Mall International (in English)
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Più città fa bene all'ambiente
Data di pubblicazione: 05.03.2011

Autore:

Il ragionamento pare filare perfettamente: la città è efficientissima per usare al meglio tutte le risorse. Ma resta aperto il quesito: città dell’impresa o città dei cittadini? L’economista pare guardare soprattutto alla prima. Athens Banner-Herald, 5 marzo 2011

Titolo originale: Going urban can be good for the environment – Scelto e tradotto da Fabrizio Bottini

Se le emissioni pro capite di Cina e India crescessero al livello di quelle Usa, quelle globali avrebbero un incremento del 127%, secondo l’International Energy Agency. Se invece si fermassero a quelle della densa Hong Kong, la crescita mondiale sarebbe di meno del 24%. Prosperano le economie asiatiche, e ora gli Stati Uniti devono adottare il modello del grattacielo più che quello dell’auto, cambiando tutti i meccanismi che oggi sostengono invece lo sprawl.

La Cina, potenza industriale, già oggi è la fonte principale di emissioni, ma il cittadino medio è ancora assai parsimonioso in termini di energia. Insieme ai ricercatori Matthew Kahn, Rui Weng, e Siqi Zeng, in una ricerca pubblicata nel 2010, abbiamo stimato le emissioni delle famiglie urbane cinesi calcolando solo quelle domestiche e per i trasporti. Nel nostro campione, il nucleo familiare medio emette meno di 2,2 tonnellate di anidride carbonica l’anno, che è meno di 1/17 di quanto insieme a Kahn avevamo rilevato sulle città americane.
Le cui famiglie di norma consumano quasi 5.000 litri di benzina l’anno per la macchina; mentre i cinesi ne consumano un centesimo. In molte città americane, le emissioni delle famiglie per l’elettricità possono superare le 10 tonnellate l’anno, mentre in Cina la norma supera di poco una sola tonnellata.

Questi dati molto bassi delle famiglie cinesi significa che esiste uno spazio enorme di crescita nel consumo energetico. In Cina si sono acquistate oltre 18 milioni di auto solo l’anno scorso. Il clima caldo dell’India fa pensare che le emissioni delle famiglie possano crescere anche di più, quando ci saranno un miliardo di condizionatori all’opera.
Un consumo massiccio di energia in Asia genera timori rispetto al cambiamento climatico, e però anche gli eco-scettici più incalliti dovrebbero temere che una crescita del genere della domanda di energia possa far aumentare di molto i costi dei carburanti.

Nessuno spera che Cina, India e altri paesi asiatici restino poveri. E per fortuna le medesime città che stanno spingendo l’Asia dalla povertà alla ricchezza ci mettono a disposizione un ambiente urbano adatto a ridurre il consumo energetico.
Come sostenevano gli urbanisti Jane Jacobs e David Owen, gli ambienti urbani densi non solo sono altamente produttivi, ma anche assai ecologici.

Inseme a Kahn nella nostra ricerca già citata sugli Stati Uniti, abbiamo comparato le emissioni dentro e fuori le grandi città, rilevando livelli di parecchio inferiori nei nuclei centrali. Il che succede perché nelle aree urbane più dense le abitazioni sono più piccole, e si guida di meno. Le famiglie nelle aree con più di 25.000 abitanti al chilometro quadrato consumano in media 3.000 litri di benzina l’anno; quelle nelle zone con densità inferiori ne consumano 5.250. La media casa unifamiliare consuma l’88% in più di elettricità dell’appartamento medio in un grande condominio.

L’interesse dell’America nel promuovere un’Asia super-urbana, ci pone in una posizione piuttosto scomoda. Come può un paese di grandissime ville unifamiliari e enormi fuoristrada predicare le virtù dell’esistenza urbana a basse emissioni?
Dovremmo invece eliminare tutte le politiche sbagliate che sostengono l’insediamento disperso. Il governo federale spende molto di più in trasporti nelle aree a bassa densità che in quelle più dense, e questo attira la gente lontano dalle città.
L’economista Nathaniel Baum-Snow ha rilevato nel 2007 che per ciascuna autostrada realizzata nel dopoguerra si è ridotta la popolazione urbana del 18%.

La deducibilità degli interessi sul mutuo della casa induce le persone a lasciare gli appartamenti urbani, nella stragrande maggioranza in affitto, per spostarsi verso le case singole suburbane. Le deduzioni crescono all’aumentare del mutuo, e sostanzialmente si sostiene chi compra case più grandi, che consumeranno più energia.
Se tagliassimo questo tipo di scelte, che allontanano gli americani da una città ecologica, avremmo più diritto di sperare che anche in India e Cina si possano avere forti densità.

here English version









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Il sito di Edoardo Salzano
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Bottini, Fabrizio
( 08.10.2013 09:04 )
Per motivi tecnici mi sono provvisoriamente trasferito sul sito Millennio Urbano che (tra l'altro) contribuisco a rilanciare dopo un periodo di transizione -->
Bottini, Fabrizio
( 08.09.2013 10:07 )
Da un paio di secoli l'umanità cerca di misurarsi in con la gigantesca ameba metropolitana scatenata dai cicli di industrializzazione: urbanisti, sociologi, scrittori, ora un regista. Ma la cultura italiana mica ci arriva
-->
Barzi, Michela
( 26.08.2013 09:34 )
Le diffidenze leghiste per le diversità si manifestano naturalmente con maggiore evidenza là dove il partito governa e imperversa. Ma si tratta di una cultura pervasiva, per nulla limitata a quei territori e probabilmente neppure limitata a quell'area politica, pronta a ripresentarsi in diversi contesti -->
( 22.08.2013 19:29 )
Gli spazi simbolo del ceto medio e dei suoi consumi opulenti, diventano sacche di disagio, come dimostra il compendio di ricerche della Brookings Institution sintetizzate in un volume. Il problema è di superare la logica di questo tipo di espansione urbana, e tornare a un modello integrato di città. Dalla rivista universitaria Knowledge Wharton, agosto 2013 -->
Bottini, Fabrizio
( 20.08.2013 18:49 )
La globalizzazione significa soprattutto (che piaccia o meno) essere ineluttabilmente inseriti in un flusso di decisioni interrelate: la tutela delle coste nella nostra bagnarola mediterranea, per esempio -->
Eisenberg, Richard
( 10.08.2013 10:28 )
Recensionee intervista su uno dei tanti libri americani dedicati a una questione che dovrebbe però interessare molto di più anche il resto del mondo: l'immaginario collettivo sull'abitare e i suoi risvolti sociali e ovviamente ambientali. Di fatto ci sono intere generazioni cresciute nel mito antiurbano, che deve essere in qualche modo superato, insieme al tipo di consumi che si porta dietro. Forbes, 9 agosto 2013 -->
Bottini, Fabrizio
( 21.07.2013 09:45 )
C'è sempre qualcosa di affascinante, e al tempo stesso inquietante, nel modo in cui ci adattiamo, o proviamo a adattarci, ai mutamenti ambientali del mondo che ci circonda. Specie quando si tratta di trasformazioni consapevolmente indotte da altri, per motivi affatto umanitari -->
Bottini, Fabrizio
( 16.07.2013 08:35 )
Oltre a dire qualcosa di sinistra, come auspicano e chiedono in tanti da troppo tempo, c'è anche un'altra possibilità: quella di fare concretamente, qualcosa di sinistra, ovvero mettere in pratica e verificare gli alti principi. C'è qualche vago segnale in questo senso, basta guardarlo -->
Bottini, Fabrizio
( 11.07.2013 08:13 )
Che fare quando le migliori (e celebrate) idee si dimostrano carenti? Negare l'evidenza, oppure provare a rifletterci sopra davvero, cercando di capire se e dove esiste qualcosa di sbagliato nel modello, o nella nostra interpretazione? -->
Hetherington, Peter
( 03.07.2013 13:12 )
Un urbanista americano, curiosamente noto soprattutto per essere stato preso a pugni da una contestatrice durante un'assemblea pubblica, ha anche parecchio altro da dire sulla professione, e il ruolo nella città e la società. The Guardian, 2 luglio 2013 (f.b.) -->
Bottini, Fabrizio
( 29.06.2013 10:53 )
C'è qualcosa che non torna nell'entusiasmo da un lato per tutte le possibili tecnologie smaterializzanti dell'universo, dall'altro nel permanere di una cultura degli spazi a dir poco novecentesca, industriale, segregata. Quanto c'è di malafede, e quanto di ignoranza? -->
Bottini, Fabrizio
( 28.04.2013 09:12 )
Il successo dei progetti di trasformazione urbana, come suggerisce il buon senso, dipende dal loro essere urbani, inseriti in un contesto ampio con cui entrano in sinergia. Ma il peggior cieco è chi non vuol vedere ciò che gli sta attorno -->
Walker, Alissa
( 02.04.2013 19:44 )
Vivere e camminare a Los Angeles, senza un'automobile, è compatibile con un'esistenza umana. Figuriamoci qui da noi. Los Angeles Magazine, 29 marzo 2013 -->
Vitullo-Martin, Julia
( 30.03.2013 19:30 )
I problemi insediativi, ambientali, socioeconomici, di qualità della vita, e infine politici, posti dal nuovo ruolo del cibo nella metropoli del terzo millennio. Non è il caso, come intuito in fondo dall'Expo milanese, di porre al centro la questione? Spotlight on the Region, marzo 2013 -->
Bottini, Fabrizio
( 30.03.2013 08:50 )
È passato più di un secolo da quando i futuristi volevano spazzar via tutta l'anticaglia che faceva da zavorra al progresso umano, e nel frattempo si è capito che non tutto è anticaglia e non tutto è zavorra. Però adesso un po' si esagera, in tutto il mondo, con le ideologie antimoderniste su misura -->

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