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Col calore del corpo si ricarica il telefonino
Data di pubblicazione: 06.03.2011

Autore:

Da Green Futures, marzo 2011, l’annuncio di una trovata potenzialmente straordinaria per la nostra vita quotidiana: la possibilità di evitare i tanti guai del carica batterie, togliendolo di torno: sarà vero?

Titolo originale: Body warmth to charge your phone – Scelto e tradotto da Fabrizio Bottini

É uno dei più insopportabili fastidi della nostra epoca. Si è appena usciti e si scopre che il telefonino ha quasi esaurito la carica. Non ci possono chiamare; stiamo perdendo il treno e non c’è nessun altro modo di avvisare in ufficio il ritardo.
Ma cosa succederebbe se bastasse far scivolare un attimo in tasca il telefonino per sistemare tutto? Col calore del corpo si può ricaricare …
Un progettista britannico, Patrick Hyland, lavora con la Nokia allo sviluppo di un modello detto E-CU: dove E sta per eco e CU per rame. Sta racchiuso in una “pelle” di rame a forte conduttività, tutta incisa di segni che ricordano screpolature del terreno, e servono ad aumentare la superficie.

Questa buccia trasmette il calore a un termo-generatore interno, che lo converte in elettricità. Si può ricaricare il telefonino mettendolo vicino a qualunque fonte di calore: dal calorifero, al gatto che fa le fusa, al fondo delle tasche. L’ennesimo esempio della tendenza in crescita a sfruttare l’energia del corpo umano, da calore o movimento.

Sono in Gran Bretagna esistono 62,5 milioni di telefonini, e man mano aumentano le loro funzioni, aumenta anche il loro appetito di energia. Il bisogno di ricaricarli senza fonti abituali di elettricità sta spingendo a una serie di soluzioni, dalle manovelle, a piccoli pannelli solari, a mini-celle all’idrogeno. Secondo Hyland, il suo progetto e quelli simili hanno enormi potenziali anche per la riduzione degli sprechi. “Ogni anno si buttano cinquantamila tonnellate di ricaricatori. E si può evitare con le apparecchiature auto-ricaricanti”.
Anche Hyland però riconosce che almeno per ora l’energia termica deve ancora trovare sviluppi. “Ma esiste comunque una domanda, e certamente non mi aspettavo una reazione così positiva quando ho esposto sul web la mia idea”.

Nota: Hyland non sa o non può ricordare, però, che quello degli apparecchi di ricarica per telefonini e simili è un fiorente mercato, e che ad esempio il più trendy fra i produttori contemporanei, la Apple del guru innovativo Steve Jobs, da anni si rifiuta anche di partecipare ad un unico standard internazionale delle prese. Magari alla fine dovremo affidarci al miracoloso mercato delle odiate contraffazioni? Speriamo di no (f.b.)

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Il sito di Edoardo Salzano
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Bottini, Fabrizio
( 08.10.2013 09:04 )
Per motivi tecnici mi sono provvisoriamente trasferito sul sito Millennio Urbano che (tra l'altro) contribuisco a rilanciare dopo un periodo di transizione -->
Bottini, Fabrizio
( 08.09.2013 10:07 )
Da un paio di secoli l'umanità cerca di misurarsi in con la gigantesca ameba metropolitana scatenata dai cicli di industrializzazione: urbanisti, sociologi, scrittori, ora un regista. Ma la cultura italiana mica ci arriva
-->
Barzi, Michela
( 26.08.2013 09:34 )
Le diffidenze leghiste per le diversità si manifestano naturalmente con maggiore evidenza là dove il partito governa e imperversa. Ma si tratta di una cultura pervasiva, per nulla limitata a quei territori e probabilmente neppure limitata a quell'area politica, pronta a ripresentarsi in diversi contesti -->
( 22.08.2013 19:29 )
Gli spazi simbolo del ceto medio e dei suoi consumi opulenti, diventano sacche di disagio, come dimostra il compendio di ricerche della Brookings Institution sintetizzate in un volume. Il problema è di superare la logica di questo tipo di espansione urbana, e tornare a un modello integrato di città. Dalla rivista universitaria Knowledge Wharton, agosto 2013 -->
Bottini, Fabrizio
( 20.08.2013 18:49 )
La globalizzazione significa soprattutto (che piaccia o meno) essere ineluttabilmente inseriti in un flusso di decisioni interrelate: la tutela delle coste nella nostra bagnarola mediterranea, per esempio -->
Eisenberg, Richard
( 10.08.2013 10:28 )
Recensionee intervista su uno dei tanti libri americani dedicati a una questione che dovrebbe però interessare molto di più anche il resto del mondo: l'immaginario collettivo sull'abitare e i suoi risvolti sociali e ovviamente ambientali. Di fatto ci sono intere generazioni cresciute nel mito antiurbano, che deve essere in qualche modo superato, insieme al tipo di consumi che si porta dietro. Forbes, 9 agosto 2013 -->
Bottini, Fabrizio
( 21.07.2013 09:45 )
C'è sempre qualcosa di affascinante, e al tempo stesso inquietante, nel modo in cui ci adattiamo, o proviamo a adattarci, ai mutamenti ambientali del mondo che ci circonda. Specie quando si tratta di trasformazioni consapevolmente indotte da altri, per motivi affatto umanitari -->
Bottini, Fabrizio
( 16.07.2013 08:35 )
Oltre a dire qualcosa di sinistra, come auspicano e chiedono in tanti da troppo tempo, c'è anche un'altra possibilità: quella di fare concretamente, qualcosa di sinistra, ovvero mettere in pratica e verificare gli alti principi. C'è qualche vago segnale in questo senso, basta guardarlo -->
Bottini, Fabrizio
( 11.07.2013 08:13 )
Che fare quando le migliori (e celebrate) idee si dimostrano carenti? Negare l'evidenza, oppure provare a rifletterci sopra davvero, cercando di capire se e dove esiste qualcosa di sbagliato nel modello, o nella nostra interpretazione? -->
Hetherington, Peter
( 03.07.2013 13:12 )
Un urbanista americano, curiosamente noto soprattutto per essere stato preso a pugni da una contestatrice durante un'assemblea pubblica, ha anche parecchio altro da dire sulla professione, e il ruolo nella città e la società. The Guardian, 2 luglio 2013 (f.b.) -->
Bottini, Fabrizio
( 29.06.2013 10:53 )
C'è qualcosa che non torna nell'entusiasmo da un lato per tutte le possibili tecnologie smaterializzanti dell'universo, dall'altro nel permanere di una cultura degli spazi a dir poco novecentesca, industriale, segregata. Quanto c'è di malafede, e quanto di ignoranza? -->
Bottini, Fabrizio
( 28.04.2013 09:12 )
Il successo dei progetti di trasformazione urbana, come suggerisce il buon senso, dipende dal loro essere urbani, inseriti in un contesto ampio con cui entrano in sinergia. Ma il peggior cieco è chi non vuol vedere ciò che gli sta attorno -->
Walker, Alissa
( 02.04.2013 19:44 )
Vivere e camminare a Los Angeles, senza un'automobile, è compatibile con un'esistenza umana. Figuriamoci qui da noi. Los Angeles Magazine, 29 marzo 2013 -->
Vitullo-Martin, Julia
( 30.03.2013 19:30 )
I problemi insediativi, ambientali, socioeconomici, di qualità della vita, e infine politici, posti dal nuovo ruolo del cibo nella metropoli del terzo millennio. Non è il caso, come intuito in fondo dall'Expo milanese, di porre al centro la questione? Spotlight on the Region, marzo 2013 -->
Bottini, Fabrizio
( 30.03.2013 08:50 )
È passato più di un secolo da quando i futuristi volevano spazzar via tutta l'anticaglia che faceva da zavorra al progresso umano, e nel frattempo si è capito che non tutto è anticaglia e non tutto è zavorra. Però adesso un po' si esagera, in tutto il mondo, con le ideologie antimoderniste su misura -->

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