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Ikea a Catania: mercoledì il via al megastore dei mobili low-cost
Data di pubblicazione: 06.03.2011

Autore:

Sbarca nel capoluogo etneo lo scatolone gialloblu della multinazionale svedese col suo spaccio di legno e salmone standard (entrambi). Adesso il problema sarà digerirlo (lo scatolone, non il salmone). La Repubblica ed. Palermo, 5 marzo 2011

CATANIA - Nella zona industriale nord di Catania (arrivando da Palermo, seconda uscita della tangenziale) è tutto pronto per l´apertura del primo megastore Ikea in Sicilia. Il "taglio del tronco", secondo il cerimoniale svedese, sarà mercoledì alle 7,30. Poi, alle 9, il centro commerciale aprirà i battenti al grande pubblico. Ma ieri le porte del punto vendita, dai famosi colori blu e giallo, si sono dischiuse per un´anteprima, prima dell´assalto di almeno 30 mila clienti, previsto della divisione Italia del colosso di arredi low cost.
Un investimento da 71 milioni di euro, 31 mila metri quadrati di superficie, un parcheggio gratuito per 2.500 auto, 32 casse, di cui 20 self-service: questi alcuni numeri della nuova struttura che apre dopo un lungo iter burocratico, durato cinque anni, e dopo la polemica con il governatore Raffaele Lombardo per il mancato assorbimento dei lavoratori ex Cesame. Polemica che però sembra già lontana.

«Lombardo sarà presente all´inaugurazione - annuncia Lars Petersson, amministratore delegato del gruppo svedese in Italia - dei 64 lavoratori del vecchio stabilimento ex Cesame che abbiamo rilevato, ne abbiamo inseriti 11. Non tutti avevano i requisiti che cercavamo. Anche gli altri assunti, per un totale di 308 nuovi posti di lavoro, li abbiamo scelti con una procedura trasparente, al termine di duemila colloqui, dalla selezione dei 47.312 curriculum ricevuti per e-mail».

A questi contratti, per oltre la metà a tempo determinato e part-time e che coinvolgono per il 31 per cento laureati, si aggiungono cento posti di lavoro nell´indotto, dalla pulizia alla sicurezza. «La maggior parte dei neo-assunti sono siciliani - spiega la direttrice del punto vendita, Franca Quaglia - ma c´è anche un 5 per cento di impiegati che vengono da altri Paesi, come il Senegal e la Finlandia».
Al piano terra del megastore catanese, il diciannovesimo in Italia, uno dei 328 nel mondo, c´è lo "Småland", uno spazio giochi per i più piccini, e il "Mercato" che ospita complementi di arredo, accessori, tessuti, lampade e altre idee per la casa. Il primo piano è dedicato all´esposizione dei mobili, con le soluzioni di arredo adatte ai vari ambienti. «Il prezzo medio di un soggiorno completo è di 400 euro», dice Franca Quaglia.

I poster con lo sfondo dell´Etna sono stati disegnati solo per i clienti siciliani, ma tra gli altri pezzi, circa diecimila articoli, ci sono gli evergreen del "design democratico" inventato nel 1943 dal fondatore Ingvar Kamprad, come la libreria Billy, i cuscini a forma di cuore con le mani e le new entry disegnate dallo staff di designer guidati da Anna Evferlund: la sedia con schienale flessibile, le lampade coloratissime per le camerette dei bambini e quelle a risparmio da scrivania, le cassettiere con rotelle e tanti piccoli utensili a meno di un euro.
Al primo piano c´è il ristorante, aperto dalle 11 alle 20,30: 465 posti in stile minimalista dove si potranno assaggiare anche specialità svedesi come le polpette e il salmone.









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Il sito di Edoardo Salzano
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Bottini, Fabrizio
( 08.10.2013 09:04 )
Per motivi tecnici mi sono provvisoriamente trasferito sul sito Millennio Urbano che (tra l'altro) contribuisco a rilanciare dopo un periodo di transizione -->
Bottini, Fabrizio
( 08.09.2013 10:07 )
Da un paio di secoli l'umanità cerca di misurarsi in con la gigantesca ameba metropolitana scatenata dai cicli di industrializzazione: urbanisti, sociologi, scrittori, ora un regista. Ma la cultura italiana mica ci arriva
-->
Barzi, Michela
( 26.08.2013 09:34 )
Le diffidenze leghiste per le diversità si manifestano naturalmente con maggiore evidenza là dove il partito governa e imperversa. Ma si tratta di una cultura pervasiva, per nulla limitata a quei territori e probabilmente neppure limitata a quell'area politica, pronta a ripresentarsi in diversi contesti -->
( 22.08.2013 19:29 )
Gli spazi simbolo del ceto medio e dei suoi consumi opulenti, diventano sacche di disagio, come dimostra il compendio di ricerche della Brookings Institution sintetizzate in un volume. Il problema è di superare la logica di questo tipo di espansione urbana, e tornare a un modello integrato di città. Dalla rivista universitaria Knowledge Wharton, agosto 2013 -->
Bottini, Fabrizio
( 20.08.2013 18:49 )
La globalizzazione significa soprattutto (che piaccia o meno) essere ineluttabilmente inseriti in un flusso di decisioni interrelate: la tutela delle coste nella nostra bagnarola mediterranea, per esempio -->
Eisenberg, Richard
( 10.08.2013 10:28 )
Recensionee intervista su uno dei tanti libri americani dedicati a una questione che dovrebbe però interessare molto di più anche il resto del mondo: l'immaginario collettivo sull'abitare e i suoi risvolti sociali e ovviamente ambientali. Di fatto ci sono intere generazioni cresciute nel mito antiurbano, che deve essere in qualche modo superato, insieme al tipo di consumi che si porta dietro. Forbes, 9 agosto 2013 -->
Bottini, Fabrizio
( 21.07.2013 09:45 )
C'è sempre qualcosa di affascinante, e al tempo stesso inquietante, nel modo in cui ci adattiamo, o proviamo a adattarci, ai mutamenti ambientali del mondo che ci circonda. Specie quando si tratta di trasformazioni consapevolmente indotte da altri, per motivi affatto umanitari -->
Bottini, Fabrizio
( 16.07.2013 08:35 )
Oltre a dire qualcosa di sinistra, come auspicano e chiedono in tanti da troppo tempo, c'è anche un'altra possibilità: quella di fare concretamente, qualcosa di sinistra, ovvero mettere in pratica e verificare gli alti principi. C'è qualche vago segnale in questo senso, basta guardarlo -->
Bottini, Fabrizio
( 11.07.2013 08:13 )
Che fare quando le migliori (e celebrate) idee si dimostrano carenti? Negare l'evidenza, oppure provare a rifletterci sopra davvero, cercando di capire se e dove esiste qualcosa di sbagliato nel modello, o nella nostra interpretazione? -->
Hetherington, Peter
( 03.07.2013 13:12 )
Un urbanista americano, curiosamente noto soprattutto per essere stato preso a pugni da una contestatrice durante un'assemblea pubblica, ha anche parecchio altro da dire sulla professione, e il ruolo nella città e la società. The Guardian, 2 luglio 2013 (f.b.) -->
Bottini, Fabrizio
( 29.06.2013 10:53 )
C'è qualcosa che non torna nell'entusiasmo da un lato per tutte le possibili tecnologie smaterializzanti dell'universo, dall'altro nel permanere di una cultura degli spazi a dir poco novecentesca, industriale, segregata. Quanto c'è di malafede, e quanto di ignoranza? -->
Bottini, Fabrizio
( 28.04.2013 09:12 )
Il successo dei progetti di trasformazione urbana, come suggerisce il buon senso, dipende dal loro essere urbani, inseriti in un contesto ampio con cui entrano in sinergia. Ma il peggior cieco è chi non vuol vedere ciò che gli sta attorno -->
Walker, Alissa
( 02.04.2013 19:44 )
Vivere e camminare a Los Angeles, senza un'automobile, è compatibile con un'esistenza umana. Figuriamoci qui da noi. Los Angeles Magazine, 29 marzo 2013 -->
Vitullo-Martin, Julia
( 30.03.2013 19:30 )
I problemi insediativi, ambientali, socioeconomici, di qualità della vita, e infine politici, posti dal nuovo ruolo del cibo nella metropoli del terzo millennio. Non è il caso, come intuito in fondo dall'Expo milanese, di porre al centro la questione? Spotlight on the Region, marzo 2013 -->
Bottini, Fabrizio
( 30.03.2013 08:50 )
È passato più di un secolo da quando i futuristi volevano spazzar via tutta l'anticaglia che faceva da zavorra al progresso umano, e nel frattempo si è capito che non tutto è anticaglia e non tutto è zavorra. Però adesso un po' si esagera, in tutto il mondo, con le ideologie antimoderniste su misura -->

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