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Mall International (in English)
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PAUSA DI RIFLESSIONE
Data di pubblicazione: 14.03.2011

Autore:

Da un paio di giorni il sito non si aggiorna. Perché? La spiegazione parte da una email che mi è arrivata da Brooklyn sabato pomeriggio

mi fa piacere che le piacciano i miei articoli, al punto da metterli sul suo sito. Ma riprodurli per intero, e senza link alla fonte originale, si chiama furto.
Del tutto legittimo riportare un paio di paragrafi, e poi per il resto far riferimento con un link alla rivista, dove il lettore può trovare ciò che gli interessa in versione integrale. É quello che fanno tutti i blog.
E anche per tradurli, gli articoli, c’è bisogno di un permesso.
Ho comunicato la cosa alla redazione, così che possano intraprendere qualunque azione ritenuta necessaria.

Confesso la mia colpevole ignoranza in materia di copyright, e non ho motivo di ritenere che non sia corretto, quanto sostenuto dalla pubblicista americana e itinerant-urbanist Karrie Jacobs, che si ritiene “derubata” della sua proprietà intellettuale e di quella della Rivista su cui ha scritto gli articoli da me riprodotti e tradotti.

Ne ho dedotto che, facendo un rapido calcolo di probabilità, potrebbero verificarsi altre migliaia e migliaia di casi simili: gli articoli riportati integralmente in originale e in traduzione italiana da Mall sono circa 8-9.000. Aggiungiamoci che, pezzi di “antologia storica” a parte, una delle caratteristiche peculiari del sito è l’aderenza alla cronaca, ovvero grosso modo riproporre il giorno stesso (o comunque a brevissima scadenza) ciò che riportano altre fonti. E se ne può dedurre una sola cosa: sarebbe impossibile fare quanto chiede l’Autrice, ovvero via via chiedere e ottenere i permessi di pubblicazione.

C’è una via di uscita? Forse cambiare il modello del sito, trasformandolo nel blog di commenti personali che sinora per consapevole scelta “antologica” non ha mai voluto essere. Oppure farlo diventare una rivista online vera e propria. Entrambe le possibilità richiedono tempo e risorse.
Uno scambio di opinioni con la itinerant-urbanist, oltre a risolvere amichevolmente l'equivoco, mi ha suggerito qualche possibilità: ad esempio rinunciare alla riproposizione letterale degli articoli in originale, e sostituire la traduzione italiana con qualcosa d'altro, redatto e firmato da me. Anche facendo così però le varianti possibili sono parecchie, e tanto per cominciare cambierebbe il tipo di proposta, da una antologia ragionata di pezzi altrui aggiornata quotidianamente, a temi sostanzialmente trattati da me, e aggiornati in blocco.

Per adesso, pausa di riflessione. Avete dei consigli utili e concreti? Finora l’unico davvero esplicito arrivato è quello di lasciar perdere. Come dire: pausa di riflessione eterna. Spero invece che non duri troppo, e spero che il sito interessi a qualcuno.

Grazie per l’attenzione.

Fabrizio Bottini
fabrizio.bottini.mall.@gmail.com









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Il sito di Edoardo Salzano
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Bottini, Fabrizio
( 08.10.2013 09:04 )
Per motivi tecnici mi sono provvisoriamente trasferito sul sito Millennio Urbano che (tra l'altro) contribuisco a rilanciare dopo un periodo di transizione -->
Bottini, Fabrizio
( 08.09.2013 10:07 )
Da un paio di secoli l'umanità cerca di misurarsi in con la gigantesca ameba metropolitana scatenata dai cicli di industrializzazione: urbanisti, sociologi, scrittori, ora un regista. Ma la cultura italiana mica ci arriva
-->
Barzi, Michela
( 26.08.2013 09:34 )
Le diffidenze leghiste per le diversità si manifestano naturalmente con maggiore evidenza là dove il partito governa e imperversa. Ma si tratta di una cultura pervasiva, per nulla limitata a quei territori e probabilmente neppure limitata a quell'area politica, pronta a ripresentarsi in diversi contesti -->
( 22.08.2013 19:29 )
Gli spazi simbolo del ceto medio e dei suoi consumi opulenti, diventano sacche di disagio, come dimostra il compendio di ricerche della Brookings Institution sintetizzate in un volume. Il problema è di superare la logica di questo tipo di espansione urbana, e tornare a un modello integrato di città. Dalla rivista universitaria Knowledge Wharton, agosto 2013 -->
Bottini, Fabrizio
( 20.08.2013 18:49 )
La globalizzazione significa soprattutto (che piaccia o meno) essere ineluttabilmente inseriti in un flusso di decisioni interrelate: la tutela delle coste nella nostra bagnarola mediterranea, per esempio -->
Eisenberg, Richard
( 10.08.2013 10:28 )
Recensionee intervista su uno dei tanti libri americani dedicati a una questione che dovrebbe però interessare molto di più anche il resto del mondo: l'immaginario collettivo sull'abitare e i suoi risvolti sociali e ovviamente ambientali. Di fatto ci sono intere generazioni cresciute nel mito antiurbano, che deve essere in qualche modo superato, insieme al tipo di consumi che si porta dietro. Forbes, 9 agosto 2013 -->
Bottini, Fabrizio
( 21.07.2013 09:45 )
C'è sempre qualcosa di affascinante, e al tempo stesso inquietante, nel modo in cui ci adattiamo, o proviamo a adattarci, ai mutamenti ambientali del mondo che ci circonda. Specie quando si tratta di trasformazioni consapevolmente indotte da altri, per motivi affatto umanitari -->
Bottini, Fabrizio
( 16.07.2013 08:35 )
Oltre a dire qualcosa di sinistra, come auspicano e chiedono in tanti da troppo tempo, c'è anche un'altra possibilità: quella di fare concretamente, qualcosa di sinistra, ovvero mettere in pratica e verificare gli alti principi. C'è qualche vago segnale in questo senso, basta guardarlo -->
Bottini, Fabrizio
( 11.07.2013 08:13 )
Che fare quando le migliori (e celebrate) idee si dimostrano carenti? Negare l'evidenza, oppure provare a rifletterci sopra davvero, cercando di capire se e dove esiste qualcosa di sbagliato nel modello, o nella nostra interpretazione? -->
Hetherington, Peter
( 03.07.2013 13:12 )
Un urbanista americano, curiosamente noto soprattutto per essere stato preso a pugni da una contestatrice durante un'assemblea pubblica, ha anche parecchio altro da dire sulla professione, e il ruolo nella città e la società. The Guardian, 2 luglio 2013 (f.b.) -->
Bottini, Fabrizio
( 29.06.2013 10:53 )
C'è qualcosa che non torna nell'entusiasmo da un lato per tutte le possibili tecnologie smaterializzanti dell'universo, dall'altro nel permanere di una cultura degli spazi a dir poco novecentesca, industriale, segregata. Quanto c'è di malafede, e quanto di ignoranza? -->
Bottini, Fabrizio
( 28.04.2013 09:12 )
Il successo dei progetti di trasformazione urbana, come suggerisce il buon senso, dipende dal loro essere urbani, inseriti in un contesto ampio con cui entrano in sinergia. Ma il peggior cieco è chi non vuol vedere ciò che gli sta attorno -->
Walker, Alissa
( 02.04.2013 19:44 )
Vivere e camminare a Los Angeles, senza un'automobile, è compatibile con un'esistenza umana. Figuriamoci qui da noi. Los Angeles Magazine, 29 marzo 2013 -->
Vitullo-Martin, Julia
( 30.03.2013 19:30 )
I problemi insediativi, ambientali, socioeconomici, di qualità della vita, e infine politici, posti dal nuovo ruolo del cibo nella metropoli del terzo millennio. Non è il caso, come intuito in fondo dall'Expo milanese, di porre al centro la questione? Spotlight on the Region, marzo 2013 -->
Bottini, Fabrizio
( 30.03.2013 08:50 )
È passato più di un secolo da quando i futuristi volevano spazzar via tutta l'anticaglia che faceva da zavorra al progresso umano, e nel frattempo si è capito che non tutto è anticaglia e non tutto è zavorra. Però adesso un po' si esagera, in tutto il mondo, con le ideologie antimoderniste su misura -->

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