0 0 0
0
0 0 0 0 0 0
0


Mall International (in English)
0
0 > Sito di Fabrizio Bottini > Ambiente

Passerotto (urbano) non andare via!
Data di pubblicazione: 12.07.2012

Autore:

I simpatici uccellini che hanno da sempre accompagnato in modo assai discreto gli insediamenti umani rischiano di farlo molto meno per via della crescente urbanizzazione, e soprattutto del tipo di urbanizzazione distorta da traffico e mala gestione del verde e rifiuti. Una ricerca

Da diversi decenni si moltiplicano e articolano gli studi sull’evoluzione della fauna urbana, sui modi in cui si costruiscono veri e propri nuovi habitat del tutto accoglienti per specie selvatiche, sia nel caso in cui i loro territori siano stati invasi da case e strade, sia in quello in cui le bestiole sono volontariamente migrate, in cerca di qualcosa che dobbiamo ancora davvero capire a fondo.
Ci sono le volpi, i coyote, i procioni che festeggiano nella spazzatura o a volte addirittura si infilano in cucina ad arraffare qualche prelibato bocconcino, terrorizzando la casalinga disperata di turno. O le nutrie che col loro aspetto assai simile a ratti extralarge si aggirano anche in frotte sulle sponde erbose dei canali urbani, fisicamente innocue ma di notte una specie di incubo per l’immaginario di qualcuno. Insomma c’è tutto un mondo nuovo di prede, predatori, spazzini, cose che corrono, strisciano, volano, e con cui conviviamo ogni minuto anche senza rendercene ben conto.

Fra gli animali che sicuramente notiamo di meno, ci sono i passeri domestici. Da sempre, probabilmente dalle origini della storia urbana, si accompagnano a case, chiese, cortili, giardinetti, tetti e balconi. Una presenza avvertibile a tratti se cinguettano, o magari come succede in certi locali pubblici italiani aperti sulla piazza, specie all’ora della colazione con cornetto, si infilano petulanti tra le gambe dei clienti a raccogliere briciole. Ma come ci avvertono da tempo gli studiosi il mondo si sta urbanizzando sempre più, e non si tratta certo del tipo di urbanizzazione relativamente equilibrata a cui associamo istintivamente i passeri che volano sullo sfondo di campanili e comignoli: quello sfondo, e la realtà che rappresenta, non esistono quasi più, o rischiano comunque di essere avvolti in cose molto diverse. Niente di emotivo, visivo, vaga sensazione, ci sono sistematiche ricerche scientifiche a dimostrarlo.

“Urbanizzazione e declino del passero domestico” è in sintesi il titolo di uno studio di un gruppo di ricercatori dell’Europa centrale, sull’ultimo numero del Journal of Avian Biology, che attraverso osservazioni, rilievi, comparazioni, hanno notato un calo dei ritmi di riproduzione di questi uccellini in aree urbane, e verificato con pochissimi dubbi il legame diretto con le trasformazioni ambientali indotte da un certo tipo di organizzazione della città. Segnatamente, l’inquinamento da traffico e la qualità e organizzazione degli spazi aperti, verde, strade ecc. Il che evoca immediatamente almeno due dei principali temi di dibattito sulla città contemporanea: quello sulla mobilità e quello – forse correlato molto strettamente - sulle cosiddette infrastrutture verdi. Proviamo a fare un breve schematico ragionamento. Se diminuisse la quantità di veicoli inquinanti che circola, se diminuisse in genere la mobilità veicolare a motore, aumentando gli spostamenti cosiddetti dolci e gli scambi immateriali? Se il sistema del verde e spazi aperti diventasse appunto sistema, rete continua con un certo grado di auto-rinnovamento e auto-pulizia, con un collegamento naturale diretto fra la zona rurale e quella urbana, fra gli spazi più grandi e quelli minimi?

Se tanto mi dà tanto, nei nidi dei passeri tornerebbe ad esserci la medesima quantità di uccellini (vivi) di prima. Perché, gradevole cinguettio a parte, come tutti gli aspetti delle trasformazioni ambientali di solito in peggio la scomparsa dei passeri non è un male assoluto in sé e per sé, ma un segnale che qualcosa potrebbe non andare affatto per il verso giusto. I passeri se ne accorgono morendo, ma naturalmente non hanno un sistema di riviste scientifiche passeracee per raccontarci che questo è colpa di trasformazioni che colpiscono anche altro, ad esempio la pellaccia nostra. In modo strisciante, ora rilevabile solo dalle delicate piume dei passeri, domani chissà. Forse è meglio pensarci un attimo: non sarebbe carino, tra l’altro, svegliarsi la mattina e invece del cinguettio dei passeri poter ascoltare, che so, solo lo squittire di una pantegana nel vicolo.

Qui di seguito scaricabile la ricerca dal Journal of Avian Biology


File allegati

Urbanization_&_Sparrows ( Urbanization_&_Sparrows.pdf 1.05 MB )







0

Il sito di Edoardo Salzano
0
Bottini, Fabrizio
( 28.04.2013 09:12 )
Il successo dei progetti di trasformazione urbana, come suggerisce il buon senso, dipende dal loro essere urbani, inseriti in un contesto ampio con cui entrano in sinergia. Ma il peggior cieco è chi non vuol vedere ciò che gli sta attorno -->
Walker, Alissa
( 02.04.2013 19:44 )
Vivere e camminare a Los Angeles, senza un'automobile, è compatibile con un'esistenza umana. Figuriamoci qui da noi. Los Angeles Magazine, 29 marzo 2013 -->
Vitullo-Martin, Julia
( 30.03.2013 19:30 )
I problemi insediativi, ambientali, socioeconomici, di qualità della vita, e infine politici, posti dal nuovo ruolo del cibo nella metropoli del terzo millennio. Non è il caso, come intuito in fondo dall'Expo milanese, di porre al centro la questione? Spotlight on the Region, marzo 2013 -->
Bottini, Fabrizio
( 30.03.2013 08:50 )
È passato più di un secolo da quando i futuristi volevano spazzar via tutta l'anticaglia che faceva da zavorra al progresso umano, e nel frattempo si è capito che non tutto è anticaglia e non tutto è zavorra. Però adesso un po' si esagera, in tutto il mondo, con le ideologie antimoderniste su misura -->
Bottini, Fabrizio
( 29.03.2013 09:10 )
Il degrado ambientale sta iniziando a produrre, forse ha già prodotto, anche un degrado dell'ambientalismo, ridotto a vago istinto animale che si compiace della propria idiozia rotolandosi da qualche parte, beatamente ignaro di quanto gli accade attorno -->
Jenkins, Simon
( 27.03.2013 08:27 )
In materia di territorio un colpo al cerchio e uno alla botte, improvvisando nel conciliare le spinte distorte del mercato e un consenso a breve termine, combina guai. Purtroppo eterni e irreversibili. The Guardian, 27 marzo 2013 -->
Miller, Sarah
( 24.03.2013 21:14 )
Ci volevano sofisticate apparecchiature di misura per scoprire l'impalpabile ma storica superiorità del biscotto bagnato rispetto a quello asciutto: finalmente un esperimento utile all'umanità tutta! Grist, 22 marzo 2013 -->
Bottini, Fabrizio
( 24.03.2013 19:49 )
Quando si parla di agricoltura di prossimità, infrastrutture verdi, orti di quartiere, più in generale di natura in città, l'importante è intendersi sui termini e gli obiettivi ragionevoli: se vogliamo qualche genere di rapporto economico con la produzione alimentare, scordiamoci il bifolco curvo sul solco -->
Bottini, Fabrizio
( 18.03.2013 09:49 )
Un incredibile studio, naturalmente con tutti i crismi metodologici (e figuriamoci) e di sistematicità di questo genere di ricerche, porta acqua al più stravagante e fazioso dei mulini: chi mette in discussione il pensiero dominante in termini di trasformazioni territoriali non è sano di mente -->
Bottini, Fabrizio
( 17.03.2013 20:06 )
Ovunque nel mondo, con ovvie variabili locali legate alla situazione di mercato e all'evoluzione socioeconomica, si sta affermando una sorta di fase due dell'urbanizzazione, che punta al riuso o generale ripensamento delle superfici metropolitane esistenti, anziché ad alimentare lo sprawl -->
Bottini, Fabrizio
( 15.03.2013 08:34 )
C'è una discrasia inquietante, fra ciò che si tocca con mano, fra i segnali quotidiani, e la discussione altrettanto concreta e quotidiana. Da un lato tutti a parlare di flussi virtuali e città galleggiante sugli elettroni, dall'altro un mercato del lavoro e della casa preistorico -->
Dobson, Roger
( 11.03.2013 04:55 )
Sempre più ricerche sistematiche e verifiche incrociate dimostrano come la favola del topo di campagna e di quello di città sia del tutto realistica: tutti gli animali modificano radicalmente i propri stili di vita e comportamento sociale in ambiente urbano. The Independent, 10 marzo 2013 -->
Bottini, Fabrizio
( 10.03.2013 08:51 )
Aumentano e si sviluppano su diverse angolazioni le politiche urbane internazionali favorevoli all'uso della bicicletta come mezzo di trasporto corrente quotidiano, ma resta aperto un problema di fondo: è sufficiente puntare solo su questo aspetto dello stile di vita? Non c'è qualcos'altro? -->
Bottini, Fabrizio
( 07.03.2013 09:51 )
Nel mondo ci si interroga sull'urbanizzazione crescente, per il consumo di suolo, ma poi la stampa (disinformata?) decanta "innovazioni" piccole ma micidiali, come gli alberghi Ikea -->
Stelfox, Dave
( 04.03.2013 10:29 )
I simboli sono importanti, ma non dimentichiamoci dell'azione diretta, specie se nasce dalla medesima spinta e coi medesimi contenuti. Un popolo di sfrattati dalle proprie case occupa i metri cubi della speculazione immobiliare e finanziaria, producendo una nuova simbologia: The Guardian, 4 marzo 2013 -->

Chi fa Eddyburg | Copyright e responsabilità | Sostenere Eddyburg | Chi sostiene Eddyburg