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La Mela Olgettina
Data di pubblicazione: 14.07.2012

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Adesso c’è anche la scoperta canadese del secolo: i frutti Ogm che udite udite non si ossidano se morsicati e lasciati lì per una ventina di minuti! Il che fa sorgere spontanea la domanda: era proprio la necessità principale del mercato? Come le labbra a canotto e le tette inopinatamente extralarge?

Che Berlusconi non sia bellissimo forse (il dubitativo è d’obbligo) lo sa anche lui. Ma la cosa che colpisce più o meno tutti è l’incredibile fatica che fa per cercare di esserlo, e soprattutto la qualità dei risultati. Dalla mitica bandana di qualche anno fa, a quella moquette di capelli (?) corvini che gli tappezza il cranio, alle rughe stirate dal lifting e verniciate di cerone che saltano all’occhio paragonando la sua faccia a quella dell’umano che gli sta accanto in questa o quella inquadratura, difficile dire se e quanto tutti quei soldi riversati nella ricerca dell’eterna giovinezza abbiano giovato a qualcuno. Umoristi esclusi. La cosa più stupefacente, però, è che in quanto personaggio molto pubblico e seguito lui rappresenti solo la punta di un iceberg colossale, fatto di esseri umani Ogm che si modificano con obiettivi stravaganti single-purpose, nulla a che vedere nella maggior parte dei casi con altri obiettivi naturalmente organici e coerentemente multi-purpose, come appunto il mantenersi in buona forma generale e quindi, anche, un pochino, mostrarlo in quegli aspetti più vistosi. Perché lo fanno? Boh!

Adesso arriva la notizia della mela che potete morsicare, tagliare a metà, e lasciar lì anche ore e ore con la polpa esposta all’aria, senza che assuma quel classico colore scuro caratteristico dell’ossidazione. Quella cosa che interessa non solo le mele morsicate, ma anche tante altre cose come le banane, o i funghi ecc. ecc. Dalla notte dei tempi, non proprio dalle caverne ma mica tanto dopo, ci arriva la soluzione del prozio della trisavola: un paio di gocce di limone e il carciofo tagliato o chi per esso la smette con quell’aria aggressiva. E viene da chiedersi: ma i ricercatori canadesi, sicuramente relegati sottoterra in uno di quei nerdistan claustrofobici con tizi occhialuti e pipparoli orrendamente sfruttati da un pugno di esperti in marketing, non conoscevano l’esistenza delle gocce di limone? Si, naturalmente, ma vuoi mettere poter lasciare la mela anche sul telo in spiaggia, senza dover trafficare? Almeno questo è il nerd-pipparolo pensiero. E per renderlo realtà una bella modificazione genetica pronta all’uso. Non pericolosa, dicono le agenzie.

E se invece pericolosa lo fosse? Se quelle mele che si possono morsicare e lasciare bianche come un bwana sahib sul tavolino in veranda poi combinassero dei danni da qualche parte? Come le hanno testate, i nerd-pipparoli del seminterrato di ricerca? Magari con l’aiutino di qualche lobbista dell’Ogm in parlamento a stiracchiare commi e protocolli? Il pericolo c’è sempre, e ce lo insegna proprio il sopracitato Berlusconi bandanamente modificato (BBM). Perché gli strati di cerone brunastro sul lifting magari non diffondono sementi sulle campagne circostanti, ma l’effetto contaminazione non può comunque non saltare agli occhi, vistoso nell’entourage prossimo e mediatico. Dalle ragazze fotocopia con labbra a canotto e tette modello UNI-ISO certificato che fanno la fila ai casting e dintorni, diversificandosi poi in orientamento ballerino, politico, canterino o più tardi ministeriale. Per non parlare del molto più tardi, come nel caso umano di una vedova di famoso cantautore, viaggiante verso la settantina ma ancora armata di labbroni artificiali che le tirano giù persino la punta del naso. Contagio che inizia ad apparire qui e là anche nei portatori sani di testosterone giovanile, tutti tesi alla somiglianza d’ordinanza con certi bambolotti da pubblicità della biancheria.

Intendiamoci, esistono dei modelli estetici più o meno consolidati, e la pancetta, la piazzetta cocuzzolare, il labbro involontariamente crudele o il complesso di Dolly Parton vogliamo superarli un po’ tutti. Chi più, chi meno. Ma c’è modo e modo. C’è la goccia di limone del quadrisavolo che non costa niente e fa miracoli, e la soluzione tecno-militarizzata standard che fa quasi sempre un disastro. Ergo sia nel caso della mela canadese che delle tette siliconate, entrambi pronti a scoppiarci in faccia, la cautela è d’obbligo. Basta che nessuno tiri fuori la bellezza delle rughe, o la bontà arcaica delle mele bacate, però, eh? Chi ha provato tutte e due non sa che farsene della saggezza dei dilettanti.









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Il sito di Edoardo Salzano
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Bottini, Fabrizio
( 08.10.2013 09:04 )
Per motivi tecnici mi sono provvisoriamente trasferito sul sito Millennio Urbano che (tra l'altro) contribuisco a rilanciare dopo un periodo di transizione -->
Bottini, Fabrizio
( 08.09.2013 10:07 )
Da un paio di secoli l'umanità cerca di misurarsi in con la gigantesca ameba metropolitana scatenata dai cicli di industrializzazione: urbanisti, sociologi, scrittori, ora un regista. Ma la cultura italiana mica ci arriva
-->
Barzi, Michela
( 26.08.2013 09:34 )
Le diffidenze leghiste per le diversità si manifestano naturalmente con maggiore evidenza là dove il partito governa e imperversa. Ma si tratta di una cultura pervasiva, per nulla limitata a quei territori e probabilmente neppure limitata a quell'area politica, pronta a ripresentarsi in diversi contesti -->
( 22.08.2013 19:29 )
Gli spazi simbolo del ceto medio e dei suoi consumi opulenti, diventano sacche di disagio, come dimostra il compendio di ricerche della Brookings Institution sintetizzate in un volume. Il problema è di superare la logica di questo tipo di espansione urbana, e tornare a un modello integrato di città. Dalla rivista universitaria Knowledge Wharton, agosto 2013 -->
Bottini, Fabrizio
( 20.08.2013 18:49 )
La globalizzazione significa soprattutto (che piaccia o meno) essere ineluttabilmente inseriti in un flusso di decisioni interrelate: la tutela delle coste nella nostra bagnarola mediterranea, per esempio -->
Eisenberg, Richard
( 10.08.2013 10:28 )
Recensionee intervista su uno dei tanti libri americani dedicati a una questione che dovrebbe però interessare molto di più anche il resto del mondo: l'immaginario collettivo sull'abitare e i suoi risvolti sociali e ovviamente ambientali. Di fatto ci sono intere generazioni cresciute nel mito antiurbano, che deve essere in qualche modo superato, insieme al tipo di consumi che si porta dietro. Forbes, 9 agosto 2013 -->
Bottini, Fabrizio
( 21.07.2013 09:45 )
C'è sempre qualcosa di affascinante, e al tempo stesso inquietante, nel modo in cui ci adattiamo, o proviamo a adattarci, ai mutamenti ambientali del mondo che ci circonda. Specie quando si tratta di trasformazioni consapevolmente indotte da altri, per motivi affatto umanitari -->
Bottini, Fabrizio
( 16.07.2013 08:35 )
Oltre a dire qualcosa di sinistra, come auspicano e chiedono in tanti da troppo tempo, c'è anche un'altra possibilità: quella di fare concretamente, qualcosa di sinistra, ovvero mettere in pratica e verificare gli alti principi. C'è qualche vago segnale in questo senso, basta guardarlo -->
Bottini, Fabrizio
( 11.07.2013 08:13 )
Che fare quando le migliori (e celebrate) idee si dimostrano carenti? Negare l'evidenza, oppure provare a rifletterci sopra davvero, cercando di capire se e dove esiste qualcosa di sbagliato nel modello, o nella nostra interpretazione? -->
Hetherington, Peter
( 03.07.2013 13:12 )
Un urbanista americano, curiosamente noto soprattutto per essere stato preso a pugni da una contestatrice durante un'assemblea pubblica, ha anche parecchio altro da dire sulla professione, e il ruolo nella città e la società. The Guardian, 2 luglio 2013 (f.b.) -->
Bottini, Fabrizio
( 29.06.2013 10:53 )
C'è qualcosa che non torna nell'entusiasmo da un lato per tutte le possibili tecnologie smaterializzanti dell'universo, dall'altro nel permanere di una cultura degli spazi a dir poco novecentesca, industriale, segregata. Quanto c'è di malafede, e quanto di ignoranza? -->
Bottini, Fabrizio
( 28.04.2013 09:12 )
Il successo dei progetti di trasformazione urbana, come suggerisce il buon senso, dipende dal loro essere urbani, inseriti in un contesto ampio con cui entrano in sinergia. Ma il peggior cieco è chi non vuol vedere ciò che gli sta attorno -->
Walker, Alissa
( 02.04.2013 19:44 )
Vivere e camminare a Los Angeles, senza un'automobile, è compatibile con un'esistenza umana. Figuriamoci qui da noi. Los Angeles Magazine, 29 marzo 2013 -->
Vitullo-Martin, Julia
( 30.03.2013 19:30 )
I problemi insediativi, ambientali, socioeconomici, di qualità della vita, e infine politici, posti dal nuovo ruolo del cibo nella metropoli del terzo millennio. Non è il caso, come intuito in fondo dall'Expo milanese, di porre al centro la questione? Spotlight on the Region, marzo 2013 -->
Bottini, Fabrizio
( 30.03.2013 08:50 )
È passato più di un secolo da quando i futuristi volevano spazzar via tutta l'anticaglia che faceva da zavorra al progresso umano, e nel frattempo si è capito che non tutto è anticaglia e non tutto è zavorra. Però adesso un po' si esagera, in tutto il mondo, con le ideologie antimoderniste su misura -->

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