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Mall International (in English)
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Piste ciclabili, verde e spazi culturali ora Ikea diventa anche un quartiere
Data di pubblicazione: 24.08.2012

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Era da diversi anni che il gigante globale degli interni prometteva di sbarcare anche all’esterno: da oggi sarà possibile verificare in pratica se e quanto il modus operandi che ha vinto nell’arredamento farà lo stesso con la città. La Repubblica, 23 agosto 2012

Per giovani e famiglie che mettono su casa è la meta obbligata, o preferita. Il sogno del buon gusto e dello stile moderno alla portata di tutti: luminoso e pratico, il design scandinavo in ogni casa. Finora nell’arredamento, da domani per offrire interi quartieri chiavi in mano: ecosostenibili, con piste ciclabili, vie pedonali, trasporti pubblici ottimali, per fare a meno dell’auto e liberarsi dal traffico, e con negozi e vita culturale dietro l’angolo. Parliamo di Ikea, il colosso svedese del mobilio pronto low cost. Ha deciso di trasformarsi, e in due città di tendenza del Nordovest europeo, Amburgo e Londra, si lancia nell’avventura. Costruirà due quartieri-modello, in ex zone industriali. Ecologico e invidiabile per qualità della vita, arriva insomma il design scandinavo anche fuori dalla porta di casa, nella zona dove hai scelto di vivere.

Il piano illustrato da Harald Mueller, numero uno di Land-Prop, la controllata immobiliare del gigante svedese dell’arredamento, è ambizioso. Accattivante, anche, e mirato per diverse fasce di ceto medio nell’era della crisi. «Vogliamo creare nuovi spazi abitativi integrati nella vita delle metropoli, luoghi di qualità della vita ma non per le élite né per i super-ricchi”, spiega. Potrà finire in un flop clamoroso, oppure riuscire e lanciare un nuovo modello europeo di vita urbana. Il primo progetto è già partito, ovviamente a Londra, ancora capitale cosmopolita mondiale della cultura moderna e delle nuove tendenze. I lavori cominceranno l’estate prossima, in una zona dello East End a un passo dal villaggio olimpico. Il nuovo quartiere sarà pronto tra cinque anni ma ha già un nome, Strand East. «Farà rinascere uno stile di vita chic ma alla portata della gente normale, in unadowntown neighborhood», promettono. Insomma una zona urbana dove ti senti vicino al centro e vicino a chi abita là con te. Identità di quartiere, senza isolamento.

Ad Amburgo, la più ricca città tedesca per reddito, e insieme la più nordica e inglese per cultura e way of life, Ikea cerca un’area analoga. Tra il centro e l’aeroporto. Il progetto londinese farà da modello, e le immagini di simulazione computer lo mostrano attraente. Milleduecento abitazioni, trasporto pubblico sviluppato al massimo, garage sotterranei per lasciare l’auto quando arrivi nel quartiere se non vuoi giungerci col Tube (o ad Amburgo con la Hochbahn, la mitica metro sopraelevata argento arancione immortalata da Wim Wenders nel cult-movie “L’amico americano”). Poi prosegui con i bus locali, o a piedi o con la bici che hai lasciato fuori dal garage o dalla stazione, strade tutte per te. Ecosostenibilità al massimo, case a basso consumo, ove possibile cellule fotovoltaiche, energia pulita. Tunnel sotterranei per la raccolta dei rifiuti.

La perfezione promessa è quasi inquietante, ma sa accattivare. «Vogliamo dare una mossa al mercato immobiliare», insistono i manager di Ikea-Landprop. Nell’area-modello alcuni dei vecchi edifici industriali saranno restaurati e riadattati a centri culturali o di shopping, o qualche ciminiera sarà lasciata là a evocare il paesaggio del mondo di ieri. Ci sarà un albergo, spazi commerciali, un ospedale o clinica, scuole e kindergarten. Più ristoranti, caffè e altri locali sulle sponde del fiume, un “waterfront plaza”, e spazi per esposizioni. A Londra, Boris Johnson si è subito detto entusiasta: «È un altro esempio di come l’eredità dei giochi rilancerà East London, il progetto farà nascere un quartiere vivace, fornirà abitazioni a portata delle famiglie normali e nuovi posti di lavoro».

Edilizia di massa, ma non alveari, è l’altra promessa che ha convinto Londra e sta seducendo Amburgo. Le case d’abitazione saranno quasi tutte massimo a quattro piani, non palazzoni dormitorio. Anche gli edifici saranno progettati con l’obiettivo delle minime emissioni possibili. E ove realizzabile, le nuove città ideali avranno i loro propri impianti idroelettrici. Fantasie, o promesse da specchietti per le allodole? Il gruppo svedese giura di no, a Londra gli credono e ad Amburgo sono interessatissimi a non perdere l’occasione. Dopo i piani d’una catena di alberghi low cost e di dormitori di qualità per studenti, Ikea tenta sempre di rilanciarsi. Più idee getti sul mercato e in pasto ai media, direbbero i maligni, più rimuovi tra l’altro memorie di simpatie giovanili per il Reich millenario di cui Ingvar Kamprad, il patron del gigante del design abitabile, è accusato.









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Il sito di Edoardo Salzano
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Bottini, Fabrizio
( 08.10.2013 09:04 )
Per motivi tecnici mi sono provvisoriamente trasferito sul sito Millennio Urbano che (tra l'altro) contribuisco a rilanciare dopo un periodo di transizione -->
Bottini, Fabrizio
( 08.09.2013 10:07 )
Da un paio di secoli l'umanità cerca di misurarsi in con la gigantesca ameba metropolitana scatenata dai cicli di industrializzazione: urbanisti, sociologi, scrittori, ora un regista. Ma la cultura italiana mica ci arriva
-->
Barzi, Michela
( 26.08.2013 09:34 )
Le diffidenze leghiste per le diversità si manifestano naturalmente con maggiore evidenza là dove il partito governa e imperversa. Ma si tratta di una cultura pervasiva, per nulla limitata a quei territori e probabilmente neppure limitata a quell'area politica, pronta a ripresentarsi in diversi contesti -->
( 22.08.2013 19:29 )
Gli spazi simbolo del ceto medio e dei suoi consumi opulenti, diventano sacche di disagio, come dimostra il compendio di ricerche della Brookings Institution sintetizzate in un volume. Il problema è di superare la logica di questo tipo di espansione urbana, e tornare a un modello integrato di città. Dalla rivista universitaria Knowledge Wharton, agosto 2013 -->
Bottini, Fabrizio
( 20.08.2013 18:49 )
La globalizzazione significa soprattutto (che piaccia o meno) essere ineluttabilmente inseriti in un flusso di decisioni interrelate: la tutela delle coste nella nostra bagnarola mediterranea, per esempio -->
Eisenberg, Richard
( 10.08.2013 10:28 )
Recensionee intervista su uno dei tanti libri americani dedicati a una questione che dovrebbe però interessare molto di più anche il resto del mondo: l'immaginario collettivo sull'abitare e i suoi risvolti sociali e ovviamente ambientali. Di fatto ci sono intere generazioni cresciute nel mito antiurbano, che deve essere in qualche modo superato, insieme al tipo di consumi che si porta dietro. Forbes, 9 agosto 2013 -->
Bottini, Fabrizio
( 21.07.2013 09:45 )
C'è sempre qualcosa di affascinante, e al tempo stesso inquietante, nel modo in cui ci adattiamo, o proviamo a adattarci, ai mutamenti ambientali del mondo che ci circonda. Specie quando si tratta di trasformazioni consapevolmente indotte da altri, per motivi affatto umanitari -->
Bottini, Fabrizio
( 16.07.2013 08:35 )
Oltre a dire qualcosa di sinistra, come auspicano e chiedono in tanti da troppo tempo, c'è anche un'altra possibilità: quella di fare concretamente, qualcosa di sinistra, ovvero mettere in pratica e verificare gli alti principi. C'è qualche vago segnale in questo senso, basta guardarlo -->
Bottini, Fabrizio
( 11.07.2013 08:13 )
Che fare quando le migliori (e celebrate) idee si dimostrano carenti? Negare l'evidenza, oppure provare a rifletterci sopra davvero, cercando di capire se e dove esiste qualcosa di sbagliato nel modello, o nella nostra interpretazione? -->
Hetherington, Peter
( 03.07.2013 13:12 )
Un urbanista americano, curiosamente noto soprattutto per essere stato preso a pugni da una contestatrice durante un'assemblea pubblica, ha anche parecchio altro da dire sulla professione, e il ruolo nella città e la società. The Guardian, 2 luglio 2013 (f.b.) -->
Bottini, Fabrizio
( 29.06.2013 10:53 )
C'è qualcosa che non torna nell'entusiasmo da un lato per tutte le possibili tecnologie smaterializzanti dell'universo, dall'altro nel permanere di una cultura degli spazi a dir poco novecentesca, industriale, segregata. Quanto c'è di malafede, e quanto di ignoranza? -->
Bottini, Fabrizio
( 28.04.2013 09:12 )
Il successo dei progetti di trasformazione urbana, come suggerisce il buon senso, dipende dal loro essere urbani, inseriti in un contesto ampio con cui entrano in sinergia. Ma il peggior cieco è chi non vuol vedere ciò che gli sta attorno -->
Walker, Alissa
( 02.04.2013 19:44 )
Vivere e camminare a Los Angeles, senza un'automobile, è compatibile con un'esistenza umana. Figuriamoci qui da noi. Los Angeles Magazine, 29 marzo 2013 -->
Vitullo-Martin, Julia
( 30.03.2013 19:30 )
I problemi insediativi, ambientali, socioeconomici, di qualità della vita, e infine politici, posti dal nuovo ruolo del cibo nella metropoli del terzo millennio. Non è il caso, come intuito in fondo dall'Expo milanese, di porre al centro la questione? Spotlight on the Region, marzo 2013 -->
Bottini, Fabrizio
( 30.03.2013 08:50 )
È passato più di un secolo da quando i futuristi volevano spazzar via tutta l'anticaglia che faceva da zavorra al progresso umano, e nel frattempo si è capito che non tutto è anticaglia e non tutto è zavorra. Però adesso un po' si esagera, in tutto il mondo, con le ideologie antimoderniste su misura -->

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