0 0 0
0
0 0 0 0 0 0
0


Mall International (in English)
0
0 > Sito di Fabrizio Bottini > Ambiente

I rifiuti come risorsa
Data di pubblicazione: 05.09.2012

Autore:

A partire dalla raccolta differenziata della frazione umida, è possibile ristabilire con il territorio urbano un ciclo virtuoso, dove la sostenibilità non è solo uno slogan o una vaga idea, ma qualcosa di concreto che tocchiamo con mano ogni giorno. Corriere della Sera Milano, 5 settembre 2012

Quattrocentomila milanesi. Tanti per una sperimentazione, pochi per una città che ha inserito la sostenibilità come oggetto centrale dell'Expo con cui vuole presentarsi al mondo tra tre anni.Ma va bene così, l'importante è ripartire con la raccolta dell'umido, che rappresenta circa il 30% del totale dei rifiuti. Si dice spesso che la raccolta differenziata costa. Portare i rifiuti in discarica o incenerirli ne riduce il costo in termini assoluti ma se si introducesse nella contabilità pubblica il concetto del costo dell'ambiente, il bilancio cambierebbe immediatamente.

Ma inserire il costo ambientale e un approccio realmente sostenibile nella gestione dei rifiuti non è semplice come spesso si racconta.Chiudere il ciclo dei rifiuti significa restituire al terreno ciò che è stato prelevato dall'ecosistema.Nel caso specifico dell'umido milanese sarebbe quindi opportuno promuovere, contestualmente all'avvio della raccolta, un piano per l'utilizzo del compost nel territorio milanese, per evitare costi di trasporto aggiuntivi che ne ridurrebbero la convenienza ambientale oltre che economica.

Si è parlato molto del territorio milanese come territorio agricolo; sarebbe quindi naturale una alleanza tra chi è preposto istituzionalmente alla raccolta dei rifiuti e gli utilizzatori finali, cioè le aziende agricole. In questo modo si avrebbe un duplice risultato; da un lato garantire un mercato al compost, e dall'altro diffondere l'idea di sostenibilità legata al territorio e a risultati concreti.È proprio il rapporto con il mondo agricolo che, spesso, manca completamente quando si parla di ambiente, ma se non lo si riconsidera, qualunque politica di «sostenibilità» sarà senza senso.

In Sardegna sta per partire un progetto di riconversione industriale del petrolchimico di Porto Torres. Un progetto di chimica verde che prevede l'utilizzo del cardo, una coltura tipica dell'isola, dove l'occupazione è un miraggio e l'agricoltura è moribonda, per la produzione di bioplastiche. Il progetto consentirà nuova occupazione in agricoltura, tutela del territorio, sviluppo di tecnologie innovative e di nuovi materiali plastici biodegradabili e compostabili; è un esempio di alleanza tra agricoltura e industria per uno sviluppo più pulito, una visione di un futuro in cui la materia prima agricola si trasforma in manufatto e, al termine della sua vita utile, ritorna al terreno che l'ha generata; una chiusura del ciclo che dovrebbe essere alla base dei progetti di gestione dei rifiuti, lasciando perdere, per il momento, il recupero energetico.

A Milano non si coltiva il cardo e non ci sono petrolchimici da riconvertire, ma il messaggio che arriva dal progetto sardo è importante. Se vogliamo che il parco agricolo sud Milano, con le sue aziende agricole, non diventi un ricordo o un'immagine da brochure, ma un vero patrimonio del territorio, è necessario valorizzarlo e coinvolgerlo in progetti integrati, in cui, insieme, si definisca un futuro per l'intera area metropolitana. Anche la raccolta dell'umido









0

Il sito di Edoardo Salzano
0
Bottini, Fabrizio
( 08.10.2013 09:04 )
Per motivi tecnici mi sono provvisoriamente trasferito sul sito Millennio Urbano che (tra l'altro) contribuisco a rilanciare dopo un periodo di transizione -->
Bottini, Fabrizio
( 08.09.2013 10:07 )
Da un paio di secoli l'umanità cerca di misurarsi in con la gigantesca ameba metropolitana scatenata dai cicli di industrializzazione: urbanisti, sociologi, scrittori, ora un regista. Ma la cultura italiana mica ci arriva
-->
Barzi, Michela
( 26.08.2013 09:34 )
Le diffidenze leghiste per le diversità si manifestano naturalmente con maggiore evidenza là dove il partito governa e imperversa. Ma si tratta di una cultura pervasiva, per nulla limitata a quei territori e probabilmente neppure limitata a quell'area politica, pronta a ripresentarsi in diversi contesti -->
( 22.08.2013 19:29 )
Gli spazi simbolo del ceto medio e dei suoi consumi opulenti, diventano sacche di disagio, come dimostra il compendio di ricerche della Brookings Institution sintetizzate in un volume. Il problema è di superare la logica di questo tipo di espansione urbana, e tornare a un modello integrato di città. Dalla rivista universitaria Knowledge Wharton, agosto 2013 -->
Bottini, Fabrizio
( 20.08.2013 18:49 )
La globalizzazione significa soprattutto (che piaccia o meno) essere ineluttabilmente inseriti in un flusso di decisioni interrelate: la tutela delle coste nella nostra bagnarola mediterranea, per esempio -->
Eisenberg, Richard
( 10.08.2013 10:28 )
Recensionee intervista su uno dei tanti libri americani dedicati a una questione che dovrebbe però interessare molto di più anche il resto del mondo: l'immaginario collettivo sull'abitare e i suoi risvolti sociali e ovviamente ambientali. Di fatto ci sono intere generazioni cresciute nel mito antiurbano, che deve essere in qualche modo superato, insieme al tipo di consumi che si porta dietro. Forbes, 9 agosto 2013 -->
Bottini, Fabrizio
( 21.07.2013 09:45 )
C'è sempre qualcosa di affascinante, e al tempo stesso inquietante, nel modo in cui ci adattiamo, o proviamo a adattarci, ai mutamenti ambientali del mondo che ci circonda. Specie quando si tratta di trasformazioni consapevolmente indotte da altri, per motivi affatto umanitari -->
Bottini, Fabrizio
( 16.07.2013 08:35 )
Oltre a dire qualcosa di sinistra, come auspicano e chiedono in tanti da troppo tempo, c'è anche un'altra possibilità: quella di fare concretamente, qualcosa di sinistra, ovvero mettere in pratica e verificare gli alti principi. C'è qualche vago segnale in questo senso, basta guardarlo -->
Bottini, Fabrizio
( 11.07.2013 08:13 )
Che fare quando le migliori (e celebrate) idee si dimostrano carenti? Negare l'evidenza, oppure provare a rifletterci sopra davvero, cercando di capire se e dove esiste qualcosa di sbagliato nel modello, o nella nostra interpretazione? -->
Hetherington, Peter
( 03.07.2013 13:12 )
Un urbanista americano, curiosamente noto soprattutto per essere stato preso a pugni da una contestatrice durante un'assemblea pubblica, ha anche parecchio altro da dire sulla professione, e il ruolo nella città e la società. The Guardian, 2 luglio 2013 (f.b.) -->
Bottini, Fabrizio
( 29.06.2013 10:53 )
C'è qualcosa che non torna nell'entusiasmo da un lato per tutte le possibili tecnologie smaterializzanti dell'universo, dall'altro nel permanere di una cultura degli spazi a dir poco novecentesca, industriale, segregata. Quanto c'è di malafede, e quanto di ignoranza? -->
Bottini, Fabrizio
( 28.04.2013 09:12 )
Il successo dei progetti di trasformazione urbana, come suggerisce il buon senso, dipende dal loro essere urbani, inseriti in un contesto ampio con cui entrano in sinergia. Ma il peggior cieco è chi non vuol vedere ciò che gli sta attorno -->
Walker, Alissa
( 02.04.2013 19:44 )
Vivere e camminare a Los Angeles, senza un'automobile, è compatibile con un'esistenza umana. Figuriamoci qui da noi. Los Angeles Magazine, 29 marzo 2013 -->
Vitullo-Martin, Julia
( 30.03.2013 19:30 )
I problemi insediativi, ambientali, socioeconomici, di qualità della vita, e infine politici, posti dal nuovo ruolo del cibo nella metropoli del terzo millennio. Non è il caso, come intuito in fondo dall'Expo milanese, di porre al centro la questione? Spotlight on the Region, marzo 2013 -->
Bottini, Fabrizio
( 30.03.2013 08:50 )
È passato più di un secolo da quando i futuristi volevano spazzar via tutta l'anticaglia che faceva da zavorra al progresso umano, e nel frattempo si è capito che non tutto è anticaglia e non tutto è zavorra. Però adesso un po' si esagera, in tutto il mondo, con le ideologie antimoderniste su misura -->

Chi fa Eddyburg | Copyright e responsabilità | Sostenere Eddyburg | Chi sostiene Eddyburg