0 0 0
0
0 0 0 0 0 0
0


Mall International (in English)
0
0 > Sito di Fabrizio Bottini > Padania & No

Hallo B.O.I. - Bosco Orizzontale Ideologico
Data di pubblicazione: 24.09.2012

Autore:

Una ricetta di stagione per un’epoca in cui non ci sono più le mezze stagioni: funghi, castagne e compagnia bella che evocano il bosco autunnale ma il bosco non l’hanno mai visto neppure in cartolina. Però è facile da cucinare e ha un sapore diverso dal solito. Sicuramente commestibile

Del bosco verticale se ne parla ormai da anni e anni, è diventato addirittura una celebrità anche per chi non sa neppure esattamente cosa sia. A titolo di breve promemoria, val la pena ricordare qui che trattasi di convergenza bi-partisan fra un costruttore di centrodestra e un archistar di centrosinistra (almeno così dicono loro) per realizzare un marchingegno tecnologico-edilizio con alberature che si arrampicano su per parecchi piani, e rivendere gli appartamenti a prezzi stratosferici. Il forte valore aggiunto si deve probabilmente alla contemporanea rarefazione dei boschi tradizionali, proprio per costruirci sopra quelli high-tech in cui si passeggia con l’ascensore. Chissà cosa ne direbbero quei filosofi che ambientano le loro divagazioni fra cupi sentieri odorosi di resina! Divagazioni a parte, bisogna rilanciare almeno simbolicamente il classico bosco disposto secondo le forze di gravità.

Visto che invece dei boschi, nei territori controllati da costruttori e archistar di solito abbondano i supermercati, per comodità meglio partire da lì, magari cercando ciuffi di frasche nelle illustrazioni agresti delle etichette, a cominciare dai due prodotti base della ricetta silvo-pastoral-nostalgica: funghi e castagne. O meglio, in una logica di postmodernità laicamente consapevole: champignon sotto cellophane e sacchetto di farina, che però sono in qualche modo indubbiamente funghi e castagne. Il bosco per quanto simbolicamente, ma non solo, inizia a insinuarsi nelle narici ben oltre l’etichetta. Allora ingredienti: pacco di funghi coltivati; sacchetto di farina di castagne; aglio, erbe, salsa e latte di soia, olio d’oliva. Ovviamente ci sono varianti possibili, ad esempio sul tipo di funghi (champignon classici, cremini, orecchie, o magari per chi ha certi amici collinari pure i funghi veri, chissà), o sulla composizione delle erbe, sull’uso di cipolla invece di aglio, il partito del burro invece dell’olio, quelli che di solito abitano o frequentano territori scoscesi hanno queste manie, e lasciamoli vivere.

Insomma adesso dico quel che ho fatto io oggi, e le varianti si pensano o sperimentano a parte. Funghetti cremini, tagliati in verticale in tre pezzi e lavati in acqua acidulata al limone (per i residui di terra e antiossidante). In padella, per un pacchetto standard da supermercato di funghi due cucchiai scarsi di olio d’oliva, un cucchiaio di salsa di soia, uno spicchio d’aglio tritato fine, una manciatina di timo e prezzemolo. Cuocere coperto una ventina di minuti a fuoco basso, poi rimestare con un cucchiaio di legno e lasciar asciugare per un altro quarto d’ora circa il liquido. A parte, stemperare 100 grammi abbondanti di farina di castagne con qualche cucchiaiata di latte di soia, e un altro cucchiaio di salsa. Se nella padella dei funghi è rimasto ancora un po’ di liquido, evitare di eccedere nello stemperare la farina. Mescolare il tutto, e versare in una teglia unta d’olio, non troppo grande né troppo piccola, insomma in modo da comporre uno strato da 2-3 cm. Cuocere in forno a temperatura bassa (160°) per tre quarti d’ora, e lasciar raffreddare. Evitare di guarnire di panna montata, anche se all’aspetto ricorda un po’ il castagnaccio. Tra l’altro è facilissimo da affettare, avvolgere, mettere in frigo o freezer, insomma assai postmoderno. E commestibile. Certo, la vecchina curva sul limitare del bosco che raccoglie funghi e castagne è altra cosa, ma ci consola apprendere che la vecchina curva mediamente aveva trentacinque anni, e un’aspettativa di vita attorno ai cinquanta: come dire, anche i boschi veri hanno i loro pro e contro. Ciao!









0

Il sito di Edoardo Salzano
0
Bottini, Fabrizio
( 08.10.2013 09:04 )
Per motivi tecnici mi sono provvisoriamente trasferito sul sito Millennio Urbano che (tra l'altro) contribuisco a rilanciare dopo un periodo di transizione -->
Bottini, Fabrizio
( 08.09.2013 10:07 )
Da un paio di secoli l'umanità cerca di misurarsi in con la gigantesca ameba metropolitana scatenata dai cicli di industrializzazione: urbanisti, sociologi, scrittori, ora un regista. Ma la cultura italiana mica ci arriva
-->
Barzi, Michela
( 26.08.2013 09:34 )
Le diffidenze leghiste per le diversità si manifestano naturalmente con maggiore evidenza là dove il partito governa e imperversa. Ma si tratta di una cultura pervasiva, per nulla limitata a quei territori e probabilmente neppure limitata a quell'area politica, pronta a ripresentarsi in diversi contesti -->
( 22.08.2013 19:29 )
Gli spazi simbolo del ceto medio e dei suoi consumi opulenti, diventano sacche di disagio, come dimostra il compendio di ricerche della Brookings Institution sintetizzate in un volume. Il problema è di superare la logica di questo tipo di espansione urbana, e tornare a un modello integrato di città. Dalla rivista universitaria Knowledge Wharton, agosto 2013 -->
Bottini, Fabrizio
( 20.08.2013 18:49 )
La globalizzazione significa soprattutto (che piaccia o meno) essere ineluttabilmente inseriti in un flusso di decisioni interrelate: la tutela delle coste nella nostra bagnarola mediterranea, per esempio -->
Eisenberg, Richard
( 10.08.2013 10:28 )
Recensionee intervista su uno dei tanti libri americani dedicati a una questione che dovrebbe però interessare molto di più anche il resto del mondo: l'immaginario collettivo sull'abitare e i suoi risvolti sociali e ovviamente ambientali. Di fatto ci sono intere generazioni cresciute nel mito antiurbano, che deve essere in qualche modo superato, insieme al tipo di consumi che si porta dietro. Forbes, 9 agosto 2013 -->
Bottini, Fabrizio
( 21.07.2013 09:45 )
C'è sempre qualcosa di affascinante, e al tempo stesso inquietante, nel modo in cui ci adattiamo, o proviamo a adattarci, ai mutamenti ambientali del mondo che ci circonda. Specie quando si tratta di trasformazioni consapevolmente indotte da altri, per motivi affatto umanitari -->
Bottini, Fabrizio
( 16.07.2013 08:35 )
Oltre a dire qualcosa di sinistra, come auspicano e chiedono in tanti da troppo tempo, c'è anche un'altra possibilità: quella di fare concretamente, qualcosa di sinistra, ovvero mettere in pratica e verificare gli alti principi. C'è qualche vago segnale in questo senso, basta guardarlo -->
Bottini, Fabrizio
( 11.07.2013 08:13 )
Che fare quando le migliori (e celebrate) idee si dimostrano carenti? Negare l'evidenza, oppure provare a rifletterci sopra davvero, cercando di capire se e dove esiste qualcosa di sbagliato nel modello, o nella nostra interpretazione? -->
Hetherington, Peter
( 03.07.2013 13:12 )
Un urbanista americano, curiosamente noto soprattutto per essere stato preso a pugni da una contestatrice durante un'assemblea pubblica, ha anche parecchio altro da dire sulla professione, e il ruolo nella città e la società. The Guardian, 2 luglio 2013 (f.b.) -->
Bottini, Fabrizio
( 29.06.2013 10:53 )
C'è qualcosa che non torna nell'entusiasmo da un lato per tutte le possibili tecnologie smaterializzanti dell'universo, dall'altro nel permanere di una cultura degli spazi a dir poco novecentesca, industriale, segregata. Quanto c'è di malafede, e quanto di ignoranza? -->
Bottini, Fabrizio
( 28.04.2013 09:12 )
Il successo dei progetti di trasformazione urbana, come suggerisce il buon senso, dipende dal loro essere urbani, inseriti in un contesto ampio con cui entrano in sinergia. Ma il peggior cieco è chi non vuol vedere ciò che gli sta attorno -->
Walker, Alissa
( 02.04.2013 19:44 )
Vivere e camminare a Los Angeles, senza un'automobile, è compatibile con un'esistenza umana. Figuriamoci qui da noi. Los Angeles Magazine, 29 marzo 2013 -->
Vitullo-Martin, Julia
( 30.03.2013 19:30 )
I problemi insediativi, ambientali, socioeconomici, di qualità della vita, e infine politici, posti dal nuovo ruolo del cibo nella metropoli del terzo millennio. Non è il caso, come intuito in fondo dall'Expo milanese, di porre al centro la questione? Spotlight on the Region, marzo 2013 -->
Bottini, Fabrizio
( 30.03.2013 08:50 )
È passato più di un secolo da quando i futuristi volevano spazzar via tutta l'anticaglia che faceva da zavorra al progresso umano, e nel frattempo si è capito che non tutto è anticaglia e non tutto è zavorra. Però adesso un po' si esagera, in tutto il mondo, con le ideologie antimoderniste su misura -->

Chi fa Eddyburg | Copyright e responsabilità | Sostenere Eddyburg | Chi sostiene Eddyburg