0 0 0
0
0 0 0 0 0 0
0


Mall International (in English)
0
0 > Sito di Fabrizio Bottini > Società

Una rivoluzione urbana in India
Data di pubblicazione: 24.09.2012

Quello che non ci raccontano mai o quasi mai i cantori dello sviluppo a ogni costo: la crescita economica a due cifre rischia di collassare da un momento all’altro per pura ignoranza dei processi reali: dalla povertà alle infrastrutture all’ambiente. Bangkok Post, 24 settembre 2012

Titolo originale: India’s urban revolution – Scelto e tradotto da Fabrizio Bottini

In India l’incontrollata espansione urbana sta facendo diventare il paese il secondo più urbanizzato del mondo. E il numero delle città con popolazione da un milione di abitanti a quattro milioni nei prossimi vent’anni crescerà da 48 a 68.
Ce ne sono già oggi nove che superano quattro milioni. Nel 2030 saranno tredici. Sei — Delhi, Mumbai, Kolkata, Chennai, Bangalore e Pune — supereranno allora i 10 milioni di abitanti ciascuna.
L’attuale popolazione urbana è di 380 milioni di persone e al 2030 potrebbe anche superare la previsione dei 590 milioni. Secondo K.P. Singh, presidente della grande società di costruzioni DLF Limited, questa rapida urbanizzazione dovrebbe spingere le autorità a intervenire aumentando l’offerta, anziché gestendo le attuali carenze.

“Gli errori nello sviluppo urbano si pagano per secoli, specie in un paese democratico come il nostro” spiega. “È cruciale il ruolo del settore private, mentre il governo deve limitare il proprio intervento alle leggi e alle politiche”
A suo parere crescita economica e popolazione giovane, in media 29 anni, avrebbero bisogno di almeno 70 nuove città entro il 2020, venti delle quali dovrebbero già oggi essere in fase avanzata di progettazione.
“Ma non succede. E allora abbiamo quelle infrastrutture urbane che cadono a pezzi, che necessitano soluzione radicali. C’è bisogno di una migliore politica, di una riorganizzazione amministrativa, per accelerare le cose in tutto il paese”.

A Delhi il ministro Sheila Dikshit ritiene che sia indispensabile sviluppare nelle grandi città il trasporto collettivo. Nella capitale circolano 7 milioni di veicoli, e un altro milione entra dall’esterno ogni giorno dai centri circostanti.
Grande problema pubblico è anche quello di dare una casa alla popolazione in crescita, aggiunge la signora Dikshit.
“Non c’è un’offerta che corrisponda a questa domanda. Dobbiamo cambiare le leggi urbanistiche e edilizie che risalgono al 1895.”
Oggi l’80% del gettito fiscale complessivo calcolato in 170 miliardi di dollari viene dalle aree urbane. Aumenterà fino a 892 miliardi, con una percentuale dell’85%, nei prossimi vent’anni, secondo gli esperti.
“L’urbanizzazione avrà effetti politici radicali, che devono essere studiati e recepiti da tutti” commenta Adi Godrej, presidente della Confederazione Indiana delle Industrie (CII), influente associazione.

È necessaria per esempio una rete grande di metropolitane con l’India che entra nel XXI secolo e l’economia industriale e dei servizi sostituisce quella a centralità agricola nella formazione del prodotto interno.
La sfida centrale per gli urbanisti è quelle posta dalle sette mega-città, dove risiede il 20% della popolazione dell’India, e dove è necessario concentrare il 40% degli investimenti previsti, secondo i calcoli dei funzionari responsabili. Solo per i trasporti urbani in 87 città si calcolano 80 miliardi di dollari Usa.
La veloce crescita del Pil corrisponde a un impennarsi del ruolo di industria e servizi. L’agricoltura pesava per il 52% nel 1950 ma nel 1990 era già scesa al 29,5%. Oggi è al 14%.

“Nella prospettiva del XXI secolo dobbiamo accettare l’urbanizzazione come inevitabile conseguenza dell’economia di industria e servizi” commenta Amita Prasad, segretario al Ministero dello Sviluppo Urbano.
Oggi i soli servizi costituiscono oltre il 56% del Pil.
Una tradizione che vede ancora il 70% delle persone dipendere dall’agricoltura, quando questa contribuisce per meno del 15% al prodotto interno, può solo perpetuare basso tenore di vita e bassi redditi.
Oggi è meno di un terzo la quota della popolazione Indiana che abita nelle aree urbane. La migrazione verso le città va avanti sin da dopo l’indipendenza, per molte ragioni, come l’impossibilità di trovare lavori adeguatamente retribuiti per una popolazione rurale in crescita.

Questo, insieme all’industrializzarsi degli hinterland, ha condotto al crescere di città nuove, oltre a gonfiare quelle già esistenti sino a livelli inaccettabili, continua la signora Prasad. E così lo slum oggi costituisce un quarto di tutte le abitazioni urbane.
E in alcune aree metropolitane, come a Mumbai, si calcola che almeno metà della popolazione viva in slum o quartieri abusivi privi di servizi essenziali, solo per poter restare abbastanza vicini al posto di lavoro, o là dove ci sono occasioni di attività informale.









0

Il sito di Edoardo Salzano
0
Bottini, Fabrizio
( 08.10.2013 09:04 )
Per motivi tecnici mi sono provvisoriamente trasferito sul sito Millennio Urbano che (tra l'altro) contribuisco a rilanciare dopo un periodo di transizione -->
Bottini, Fabrizio
( 08.09.2013 10:07 )
Da un paio di secoli l'umanità cerca di misurarsi in con la gigantesca ameba metropolitana scatenata dai cicli di industrializzazione: urbanisti, sociologi, scrittori, ora un regista. Ma la cultura italiana mica ci arriva
-->
Barzi, Michela
( 26.08.2013 09:34 )
Le diffidenze leghiste per le diversità si manifestano naturalmente con maggiore evidenza là dove il partito governa e imperversa. Ma si tratta di una cultura pervasiva, per nulla limitata a quei territori e probabilmente neppure limitata a quell'area politica, pronta a ripresentarsi in diversi contesti -->
( 22.08.2013 19:29 )
Gli spazi simbolo del ceto medio e dei suoi consumi opulenti, diventano sacche di disagio, come dimostra il compendio di ricerche della Brookings Institution sintetizzate in un volume. Il problema è di superare la logica di questo tipo di espansione urbana, e tornare a un modello integrato di città. Dalla rivista universitaria Knowledge Wharton, agosto 2013 -->
Bottini, Fabrizio
( 20.08.2013 18:49 )
La globalizzazione significa soprattutto (che piaccia o meno) essere ineluttabilmente inseriti in un flusso di decisioni interrelate: la tutela delle coste nella nostra bagnarola mediterranea, per esempio -->
Eisenberg, Richard
( 10.08.2013 10:28 )
Recensionee intervista su uno dei tanti libri americani dedicati a una questione che dovrebbe però interessare molto di più anche il resto del mondo: l'immaginario collettivo sull'abitare e i suoi risvolti sociali e ovviamente ambientali. Di fatto ci sono intere generazioni cresciute nel mito antiurbano, che deve essere in qualche modo superato, insieme al tipo di consumi che si porta dietro. Forbes, 9 agosto 2013 -->
Bottini, Fabrizio
( 21.07.2013 09:45 )
C'è sempre qualcosa di affascinante, e al tempo stesso inquietante, nel modo in cui ci adattiamo, o proviamo a adattarci, ai mutamenti ambientali del mondo che ci circonda. Specie quando si tratta di trasformazioni consapevolmente indotte da altri, per motivi affatto umanitari -->
Bottini, Fabrizio
( 16.07.2013 08:35 )
Oltre a dire qualcosa di sinistra, come auspicano e chiedono in tanti da troppo tempo, c'è anche un'altra possibilità: quella di fare concretamente, qualcosa di sinistra, ovvero mettere in pratica e verificare gli alti principi. C'è qualche vago segnale in questo senso, basta guardarlo -->
Bottini, Fabrizio
( 11.07.2013 08:13 )
Che fare quando le migliori (e celebrate) idee si dimostrano carenti? Negare l'evidenza, oppure provare a rifletterci sopra davvero, cercando di capire se e dove esiste qualcosa di sbagliato nel modello, o nella nostra interpretazione? -->
Hetherington, Peter
( 03.07.2013 13:12 )
Un urbanista americano, curiosamente noto soprattutto per essere stato preso a pugni da una contestatrice durante un'assemblea pubblica, ha anche parecchio altro da dire sulla professione, e il ruolo nella città e la società. The Guardian, 2 luglio 2013 (f.b.) -->
Bottini, Fabrizio
( 29.06.2013 10:53 )
C'è qualcosa che non torna nell'entusiasmo da un lato per tutte le possibili tecnologie smaterializzanti dell'universo, dall'altro nel permanere di una cultura degli spazi a dir poco novecentesca, industriale, segregata. Quanto c'è di malafede, e quanto di ignoranza? -->
Bottini, Fabrizio
( 28.04.2013 09:12 )
Il successo dei progetti di trasformazione urbana, come suggerisce il buon senso, dipende dal loro essere urbani, inseriti in un contesto ampio con cui entrano in sinergia. Ma il peggior cieco è chi non vuol vedere ciò che gli sta attorno -->
Walker, Alissa
( 02.04.2013 19:44 )
Vivere e camminare a Los Angeles, senza un'automobile, è compatibile con un'esistenza umana. Figuriamoci qui da noi. Los Angeles Magazine, 29 marzo 2013 -->
Vitullo-Martin, Julia
( 30.03.2013 19:30 )
I problemi insediativi, ambientali, socioeconomici, di qualità della vita, e infine politici, posti dal nuovo ruolo del cibo nella metropoli del terzo millennio. Non è il caso, come intuito in fondo dall'Expo milanese, di porre al centro la questione? Spotlight on the Region, marzo 2013 -->
Bottini, Fabrizio
( 30.03.2013 08:50 )
È passato più di un secolo da quando i futuristi volevano spazzar via tutta l'anticaglia che faceva da zavorra al progresso umano, e nel frattempo si è capito che non tutto è anticaglia e non tutto è zavorra. Però adesso un po' si esagera, in tutto il mondo, con le ideologie antimoderniste su misura -->

Chi fa Eddyburg | Copyright e responsabilità | Sostenere Eddyburg | Chi sostiene Eddyburg