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CIBO
Data di pubblicazione: 28.09.2012

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Ci vogliono espropriare del diritto di voto coi tecnici cronici al governo: teniamocelo stretto, e cominciamo anche a votare di più sia col portafoglio che con la pancia, o meglio con quello che ci mettiamo dentro, nella pancia. La Repubblica, 28 settembre 2012

Usare la forchetta per difendere l’ambiente. Scegliere il menu con un occhio al piatto e uno alla protezione delle foreste evitando i prodotti che moltiplicano la devastazione delle aree pluviali. È la proposta lanciata da Slow Food nel presentare il doppio appuntamento di fine ottobre: Salone del gusto e Terra madre.L’elenco dei piatti che aumentano il rischio ambientale è lungo. Si comincia con i gamberetti provenienti dagli allevamenti asiatici che si sono fatti spazio eliminando le mangrovie a difesa delle coste:lo scudo verde è saltato e le conseguenze si sono viste in occasione dello tsunami del 26 dicembre 2004. Seguono la soia (in molti casi transgenica) coltivata bruciando la foresta tropicale, e i prodotti che usano olio di palma non certificato (spesso responsabile della distruzione delle foreste torbiere).

Nel mirino comunque non ci sono solo i singoli prodotti ma anche le scelte alimentari che minano l’equilibrio delle aree tropicali. Dunque più legumi e meno carne, perché l’allevamento, soprattutto quello intensivo e di bovini, richiede grandi superfici destinate al pascolo oppure alla coltivazione di soia o mais per la produzione dei mangimi e sempre più spesso pascoli e coltivazioni si ricavano a scapito delle foreste.E ancora: più attenzione al locale, che permette di misurare meglio le conseguenze dellescelte agricole, e selezione attenta dei cibi globali premiando la catena dell’equo e solidale; niente verdure fuori stagioneche alimentano richieste esotiche capaci di squilibrare mercati lontani; niente packaging con imballaggi non certificati chepossono utilizzare materiali prodotti a scapito delle foreste.

«Serve una diversa politica alimentare per cambiare ilmondo e dare una risposta concreta alla crisi economica», ha detto Carlo Petrini, fondatore di Slow Food, annunciando i cinque giorni di convegno all’insegna dello slogan “i cibi che cambiano il mondo”. «Dobbiamo lottare per un nuovo modello che sostiene l’educazione alimentare, tutela il territorio, promuove la diffusione di orti comunitari e ridà valore al lavoro dei contadini». A sostegno delle richieste, Slow Food ha offerto una sintesi della pressione che sta minando l’equilibrio delle aree tropicali. La sicurezza alimentare di un miliardo di persone dipende direttamente dalle foreste, ma nell’ultimo decennio ne sono spariti 13 milioni di ettari l’anno. Un disastro che ha riflessi non solo a livello locale (cambiamenti del microclima, avanzata dell’area arida), ma anche a livelloplanetario, visto che le emissioni serra prodotte dalla deforestazione danno un robusto contributo all’aumento del rischio climatico.

«L’attacco alle foreste è particolarmente violento in Africa, dove la pratica del land grabbing, il furto di terra praticato da multinazionali e da Stati, ha raggiunto livelli drammatici», aggiunge Petrini. «Nel 2010 abbiamo lanciato la proposta mille orti in Africa proprio per contrastare questa tendenza. Questi mille orti sono stati creati e abbiamo messo in piedi centri di formazione per gli agronomi in 26 paesi africani. Ora bisogna accelerare puntano a 10mila orti per difendere il modello tradizionale e fermare lo stravolgimento degli equilibri agricoli prodotto dalla monocoltura dell’export e dalla pioggia di chimicaintensiva».









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Il sito di Edoardo Salzano
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Bottini, Fabrizio
( 08.10.2013 09:04 )
Per motivi tecnici mi sono provvisoriamente trasferito sul sito Millennio Urbano che (tra l'altro) contribuisco a rilanciare dopo un periodo di transizione -->
Bottini, Fabrizio
( 08.09.2013 10:07 )
Da un paio di secoli l'umanità cerca di misurarsi in con la gigantesca ameba metropolitana scatenata dai cicli di industrializzazione: urbanisti, sociologi, scrittori, ora un regista. Ma la cultura italiana mica ci arriva
-->
Barzi, Michela
( 26.08.2013 09:34 )
Le diffidenze leghiste per le diversità si manifestano naturalmente con maggiore evidenza là dove il partito governa e imperversa. Ma si tratta di una cultura pervasiva, per nulla limitata a quei territori e probabilmente neppure limitata a quell'area politica, pronta a ripresentarsi in diversi contesti -->
( 22.08.2013 19:29 )
Gli spazi simbolo del ceto medio e dei suoi consumi opulenti, diventano sacche di disagio, come dimostra il compendio di ricerche della Brookings Institution sintetizzate in un volume. Il problema è di superare la logica di questo tipo di espansione urbana, e tornare a un modello integrato di città. Dalla rivista universitaria Knowledge Wharton, agosto 2013 -->
Bottini, Fabrizio
( 20.08.2013 18:49 )
La globalizzazione significa soprattutto (che piaccia o meno) essere ineluttabilmente inseriti in un flusso di decisioni interrelate: la tutela delle coste nella nostra bagnarola mediterranea, per esempio -->
Eisenberg, Richard
( 10.08.2013 10:28 )
Recensionee intervista su uno dei tanti libri americani dedicati a una questione che dovrebbe però interessare molto di più anche il resto del mondo: l'immaginario collettivo sull'abitare e i suoi risvolti sociali e ovviamente ambientali. Di fatto ci sono intere generazioni cresciute nel mito antiurbano, che deve essere in qualche modo superato, insieme al tipo di consumi che si porta dietro. Forbes, 9 agosto 2013 -->
Bottini, Fabrizio
( 21.07.2013 09:45 )
C'è sempre qualcosa di affascinante, e al tempo stesso inquietante, nel modo in cui ci adattiamo, o proviamo a adattarci, ai mutamenti ambientali del mondo che ci circonda. Specie quando si tratta di trasformazioni consapevolmente indotte da altri, per motivi affatto umanitari -->
Bottini, Fabrizio
( 16.07.2013 08:35 )
Oltre a dire qualcosa di sinistra, come auspicano e chiedono in tanti da troppo tempo, c'è anche un'altra possibilità: quella di fare concretamente, qualcosa di sinistra, ovvero mettere in pratica e verificare gli alti principi. C'è qualche vago segnale in questo senso, basta guardarlo -->
Bottini, Fabrizio
( 11.07.2013 08:13 )
Che fare quando le migliori (e celebrate) idee si dimostrano carenti? Negare l'evidenza, oppure provare a rifletterci sopra davvero, cercando di capire se e dove esiste qualcosa di sbagliato nel modello, o nella nostra interpretazione? -->
Hetherington, Peter
( 03.07.2013 13:12 )
Un urbanista americano, curiosamente noto soprattutto per essere stato preso a pugni da una contestatrice durante un'assemblea pubblica, ha anche parecchio altro da dire sulla professione, e il ruolo nella città e la società. The Guardian, 2 luglio 2013 (f.b.) -->
Bottini, Fabrizio
( 29.06.2013 10:53 )
C'è qualcosa che non torna nell'entusiasmo da un lato per tutte le possibili tecnologie smaterializzanti dell'universo, dall'altro nel permanere di una cultura degli spazi a dir poco novecentesca, industriale, segregata. Quanto c'è di malafede, e quanto di ignoranza? -->
Bottini, Fabrizio
( 28.04.2013 09:12 )
Il successo dei progetti di trasformazione urbana, come suggerisce il buon senso, dipende dal loro essere urbani, inseriti in un contesto ampio con cui entrano in sinergia. Ma il peggior cieco è chi non vuol vedere ciò che gli sta attorno -->
Walker, Alissa
( 02.04.2013 19:44 )
Vivere e camminare a Los Angeles, senza un'automobile, è compatibile con un'esistenza umana. Figuriamoci qui da noi. Los Angeles Magazine, 29 marzo 2013 -->
Vitullo-Martin, Julia
( 30.03.2013 19:30 )
I problemi insediativi, ambientali, socioeconomici, di qualità della vita, e infine politici, posti dal nuovo ruolo del cibo nella metropoli del terzo millennio. Non è il caso, come intuito in fondo dall'Expo milanese, di porre al centro la questione? Spotlight on the Region, marzo 2013 -->
Bottini, Fabrizio
( 30.03.2013 08:50 )
È passato più di un secolo da quando i futuristi volevano spazzar via tutta l'anticaglia che faceva da zavorra al progresso umano, e nel frattempo si è capito che non tutto è anticaglia e non tutto è zavorra. Però adesso un po' si esagera, in tutto il mondo, con le ideologie antimoderniste su misura -->

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