0 0 0
0
0 0 0 0 0 0
0


Mall International (in English)
0
0 > Sito di Fabrizio Bottini > Società

City Music
Data di pubblicazione: 11.02.2013

Autore:

C'è un rumore tipicamente urbano e inconfondibile: quello della musica moderna, che (forse non tutti lo sanno), nasce contemporaneamente all'urbanistica moderna e negli stessi posti, a cavallo fra XIX e XX secolo

Chi non ha mai pensato di poter accompagnare un significativo momento della propria vita con un adeguata colonna sonora, alzi la mano. Io si. E perché allora non tentare di assemblare un piccolo gruppo di canzoni adatte a disegnare musicalmente una nostra immagine di città, visto che la maggior parte del nostro tempo è sostanzialmente occupato nell’urbanità quotidiana, inseriti all’interno della macchina insediativa, schiacciati dalla routine di tutti i giorni.
E’ possibile infatti che l’uso che facciamo dello spazio cittadino sia circoscrivibile ad una precisa canzone che possa in qualche modo calibrare i nostri continui “sbalzi” spazio-temporali di urban citizen; e che le sensazioni scaturite dal nostro compromesso urbano quotidiano possano confluire in un insieme di brani.
E’ plausibile, a questo punto, pensare: “Ma una colonna sonora ci accompagna già nella nostra esistenza di fruitori urbani e questa ci sostiene ogni volta che ci mettiamo in auto e accendiamo l’autoradio, pronti per raggiungere la nostra prossima destinazione, lavoro, casa, chiesa che sia” o anche “abbiamo già in nostro i-pad o i-phone o chi più ne ha più ne metta, che ci sorreggono giornalmente nel vivere quotidiano con le loro vibrazioni (che sono poi anche le nostre)”; be vi dico subito: non è proprio questo quello che intendo.
Quello che vorrei tentar di fare è, cercare di consigliare alcuni pezzi adatti a raccontare, se non completamente, almeno che si avvicinino a questo intento, la città. Una nostra città mentale. Fruibile nella nostra mente e vivibile con i nostri pensieri
Credo che in questo preciso momento storico-culturale possa essere proprio una sorta di electro music quella che meglio può rappresentare, descrivere, raccontare, illustrare, il fluire urbano dei nostri giorni e il nostro invecchiamento temporale può essere ben accompagnato dal procedere incessante di creazioni elettroniche, graffi sintetizzati e voci equalizzate.
So perfettamente che racchiudere quell’immenso insieme di generi musicali creati attraverso sintetizzatori, drum-machine, sequencer, campionatori, tastiere, ecc. in un solo termine “musica elettronica” è sia molto wikipediano quanto strutturalmente sbagliato, ma questa forzatura è per così dire necessaria per poter gestire al meglio questo settore per il nostro scopo.
Elencando una decina di composizioni elettro-urbane, secondo me, è possibile, anche stando comodamente sdraiati nella propria stanza, con un bel paio di cuffie in testa, aprire le nostre porte sensoriali per potersi catapultare in sintetiche percezioni metropolitane, metterci cioè in contatto con le nostre personali architetture territoriali:


Autobahn – Kraftwerk, (Autobahn)
Aurora - Alva Noto, Sakamoto, (Aurora)
Love on a real train - Tangerine Dream, (Love on a real train)
Dark river – Coil, (Dark river)
Nightvision – Daft Punk, (Nightvision)
How to disappear – Radiohead, (How to disappear)
Nightcall – Kavinsky, (Nightcall)
Train - Paul Kalkbrenner, (Train)
Wrong – Depeche Mode, (Wrong)
Believe – Chemical Brothers, (Believe)


Perchè questi pezzi e non altri ? Beh, un motivo preciso non c’è, credo però che possano in qualche modo prepararci a una sorta di viaggio simbolico, attraverso le strade della nostra città mentale; è possibile collegare queste canzoni anche ad alcuni elementi che compongono, o partecipano a comporre, un centro urbano: la strada, il treno, il fiume, l’aereo, la notte come ambito di vita.

Costruire dentro di noi, pezzo per pezzo, un confortevole spazio vitale che richiami sintetici flash della nostra giornata, la quale non può essere che urbana. Una città è sempre composta di suoni propri, e comprenderli ascoltandoli è molto importante, Lisbon story su questo apre grandi riflessioni, ma tentare di ricostruirla in un nostro intimo stato mentale è un’altra storia. Buon ascolto.









0

Il sito di Edoardo Salzano
0
Bottini, Fabrizio
( 08.10.2013 09:04 )
Per motivi tecnici mi sono provvisoriamente trasferito sul sito Millennio Urbano che (tra l'altro) contribuisco a rilanciare dopo un periodo di transizione -->
Bottini, Fabrizio
( 08.09.2013 10:07 )
Da un paio di secoli l'umanità cerca di misurarsi in con la gigantesca ameba metropolitana scatenata dai cicli di industrializzazione: urbanisti, sociologi, scrittori, ora un regista. Ma la cultura italiana mica ci arriva
-->
Barzi, Michela
( 26.08.2013 09:34 )
Le diffidenze leghiste per le diversità si manifestano naturalmente con maggiore evidenza là dove il partito governa e imperversa. Ma si tratta di una cultura pervasiva, per nulla limitata a quei territori e probabilmente neppure limitata a quell'area politica, pronta a ripresentarsi in diversi contesti -->
( 22.08.2013 19:29 )
Gli spazi simbolo del ceto medio e dei suoi consumi opulenti, diventano sacche di disagio, come dimostra il compendio di ricerche della Brookings Institution sintetizzate in un volume. Il problema è di superare la logica di questo tipo di espansione urbana, e tornare a un modello integrato di città. Dalla rivista universitaria Knowledge Wharton, agosto 2013 -->
Bottini, Fabrizio
( 20.08.2013 18:49 )
La globalizzazione significa soprattutto (che piaccia o meno) essere ineluttabilmente inseriti in un flusso di decisioni interrelate: la tutela delle coste nella nostra bagnarola mediterranea, per esempio -->
Eisenberg, Richard
( 10.08.2013 10:28 )
Recensionee intervista su uno dei tanti libri americani dedicati a una questione che dovrebbe però interessare molto di più anche il resto del mondo: l'immaginario collettivo sull'abitare e i suoi risvolti sociali e ovviamente ambientali. Di fatto ci sono intere generazioni cresciute nel mito antiurbano, che deve essere in qualche modo superato, insieme al tipo di consumi che si porta dietro. Forbes, 9 agosto 2013 -->
Bottini, Fabrizio
( 21.07.2013 09:45 )
C'è sempre qualcosa di affascinante, e al tempo stesso inquietante, nel modo in cui ci adattiamo, o proviamo a adattarci, ai mutamenti ambientali del mondo che ci circonda. Specie quando si tratta di trasformazioni consapevolmente indotte da altri, per motivi affatto umanitari -->
Bottini, Fabrizio
( 16.07.2013 08:35 )
Oltre a dire qualcosa di sinistra, come auspicano e chiedono in tanti da troppo tempo, c'è anche un'altra possibilità: quella di fare concretamente, qualcosa di sinistra, ovvero mettere in pratica e verificare gli alti principi. C'è qualche vago segnale in questo senso, basta guardarlo -->
Bottini, Fabrizio
( 11.07.2013 08:13 )
Che fare quando le migliori (e celebrate) idee si dimostrano carenti? Negare l'evidenza, oppure provare a rifletterci sopra davvero, cercando di capire se e dove esiste qualcosa di sbagliato nel modello, o nella nostra interpretazione? -->
Hetherington, Peter
( 03.07.2013 13:12 )
Un urbanista americano, curiosamente noto soprattutto per essere stato preso a pugni da una contestatrice durante un'assemblea pubblica, ha anche parecchio altro da dire sulla professione, e il ruolo nella città e la società. The Guardian, 2 luglio 2013 (f.b.) -->
Bottini, Fabrizio
( 29.06.2013 10:53 )
C'è qualcosa che non torna nell'entusiasmo da un lato per tutte le possibili tecnologie smaterializzanti dell'universo, dall'altro nel permanere di una cultura degli spazi a dir poco novecentesca, industriale, segregata. Quanto c'è di malafede, e quanto di ignoranza? -->
Bottini, Fabrizio
( 28.04.2013 09:12 )
Il successo dei progetti di trasformazione urbana, come suggerisce il buon senso, dipende dal loro essere urbani, inseriti in un contesto ampio con cui entrano in sinergia. Ma il peggior cieco è chi non vuol vedere ciò che gli sta attorno -->
Walker, Alissa
( 02.04.2013 19:44 )
Vivere e camminare a Los Angeles, senza un'automobile, è compatibile con un'esistenza umana. Figuriamoci qui da noi. Los Angeles Magazine, 29 marzo 2013 -->
Vitullo-Martin, Julia
( 30.03.2013 19:30 )
I problemi insediativi, ambientali, socioeconomici, di qualità della vita, e infine politici, posti dal nuovo ruolo del cibo nella metropoli del terzo millennio. Non è il caso, come intuito in fondo dall'Expo milanese, di porre al centro la questione? Spotlight on the Region, marzo 2013 -->
Bottini, Fabrizio
( 30.03.2013 08:50 )
È passato più di un secolo da quando i futuristi volevano spazzar via tutta l'anticaglia che faceva da zavorra al progresso umano, e nel frattempo si è capito che non tutto è anticaglia e non tutto è zavorra. Però adesso un po' si esagera, in tutto il mondo, con le ideologie antimoderniste su misura -->

Chi fa Eddyburg | Copyright e responsabilità | Sostenere Eddyburg | Chi sostiene Eddyburg