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Non c’è più religione
Data di pubblicazione: 25.11.2012

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Gli spazi un tempo dedicati al culto oggi per vari motivi si riciclano ad altri usi, secondo un processo di dismissione analogo a quello industriale, terziario ecc. Il che però colpisce l’osservatore internazionale quando la cosa tocca il rapporto del sacro con lo spazio italiano. Le Monde, 23 novembre 2012

Titolo originale:Ici, on ne prie plusTraduzione di Fabrizio Bottini

Non se ne conosce la quantità. Nessuno, né la Chiesa né le istituzioni culturali ha pensato a farne un censimento. Ma probabilmente sono migliaia, dal nord al sud d’Italia, i luoghi di culto sconsacrati e venduti al migliore offerente. Qualcuno poi ci ha messo un bar, o una casa di campagna; magari uno studio da artista,o un garage; addirittura una filiale di banca, o una sala riunioni, una biblioteca. Ma aleggia ancora un qualche profumo di incenso, come se, ormai finita la messa, un certo spirito (santo?) continuasse ad abitare in quei muri.
Un ulteriore segnale di ridimensionamento della Chiesa, della secolarizzazione di un paese in cui la religione cattolica fa di tutto anche per mantenere la propria quota di mercato? Magari. Di sicuro non è questo l’aspetto della faccenda che ha spinto il fotografo milanese Andrea Di Martino, 46 anni, a portare la sua macchina davanti all’entrata di tutte queste chiese. Inquadratura identica, come per la carta d’identità, ed effetto ogni volta estraniante e poetico, come “accostare un ombrello e una macchina da cucire”.

“Ho iniziato questo progetto intitolato La Messa è Finita quattro anni fa, prima un po’ per caso in Lombardia, poi in altre parti d’Italia dove mi portavano altri lavori. Via via le mie ricerche si sono fatte più sistematiche, ed è diventato un chiodo fisso. Cercavo queste chiese sconsacrate un po’ dappertutto, sui siti delle agenzie immobiliari che le mettono in vendita. E col metodo del telefono senza fili ne ho scoperte tante altre. Adesso l’obiettivo è di coprire tutto il territorio italiano e completare un libro che pubblicherò nel 2013. Si potrebbe anche fare una lettura politica, per così dire, del mio lavoro, e vederci un segno di declino della Chiesa, ma il mio interesse resta di tipo architettonico”. E lo dimostra il fatto che sia appena tornato da un viaggio in Cina, fatto per un lavoro sulla importazione dalle parti di Shanghaï di autentici pezzi di paesaggio europeo (una torre Eiffel, un quartiere di Londra, un canale di Amsterdam). Spaesamento assicurato.

Anche con le chiese, medesimo effetto. Ogni scatto è una specie di mondo a sé. Un’Audi nera parcheggiata in un’abside, una vetrina di libri ai piedi di una colonna, che ci fanno? E quelle sedie di plastica da festa rionale? Chi ce le ha messe? Chi ha concepito quelle specie di installazioni? Nessuno. Semplicemente il caso e la nécessità. Il destino dei luoghi non è una cosa acquisita per l’eternità, anche quando come nel caso delle chiese sono state concepite proprio per prepararsi, all’eternità.
La sconsacrazione dei luoghi di culto italiani non è un fenomeno nuovo déconsécration des églises italiennes n'est pas un phénomène nouveau. Ci sono state le campagne di Napoleone contro il potere pontificio, poi l’unità nazionale che ha messo il proprio sigillo su altre chiese. Un po’ per vendetta, un po’ per incapacità a convivere. Trasformazioni in caserme, magazzini, la cosa torna a galla ormai solo negli annunci immobiliari: vale anche un milione di euro, se è proprio bella e ben tenuta...









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Il sito di Edoardo Salzano
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Bottini, Fabrizio
( 08.10.2013 09:04 )
Per motivi tecnici mi sono provvisoriamente trasferito sul sito Millennio Urbano che (tra l'altro) contribuisco a rilanciare dopo un periodo di transizione -->
Bottini, Fabrizio
( 08.09.2013 10:07 )
Da un paio di secoli l'umanità cerca di misurarsi in con la gigantesca ameba metropolitana scatenata dai cicli di industrializzazione: urbanisti, sociologi, scrittori, ora un regista. Ma la cultura italiana mica ci arriva
-->
Barzi, Michela
( 26.08.2013 09:34 )
Le diffidenze leghiste per le diversità si manifestano naturalmente con maggiore evidenza là dove il partito governa e imperversa. Ma si tratta di una cultura pervasiva, per nulla limitata a quei territori e probabilmente neppure limitata a quell'area politica, pronta a ripresentarsi in diversi contesti -->
( 22.08.2013 19:29 )
Gli spazi simbolo del ceto medio e dei suoi consumi opulenti, diventano sacche di disagio, come dimostra il compendio di ricerche della Brookings Institution sintetizzate in un volume. Il problema è di superare la logica di questo tipo di espansione urbana, e tornare a un modello integrato di città. Dalla rivista universitaria Knowledge Wharton, agosto 2013 -->
Bottini, Fabrizio
( 20.08.2013 18:49 )
La globalizzazione significa soprattutto (che piaccia o meno) essere ineluttabilmente inseriti in un flusso di decisioni interrelate: la tutela delle coste nella nostra bagnarola mediterranea, per esempio -->
Eisenberg, Richard
( 10.08.2013 10:28 )
Recensionee intervista su uno dei tanti libri americani dedicati a una questione che dovrebbe però interessare molto di più anche il resto del mondo: l'immaginario collettivo sull'abitare e i suoi risvolti sociali e ovviamente ambientali. Di fatto ci sono intere generazioni cresciute nel mito antiurbano, che deve essere in qualche modo superato, insieme al tipo di consumi che si porta dietro. Forbes, 9 agosto 2013 -->
Bottini, Fabrizio
( 21.07.2013 09:45 )
C'è sempre qualcosa di affascinante, e al tempo stesso inquietante, nel modo in cui ci adattiamo, o proviamo a adattarci, ai mutamenti ambientali del mondo che ci circonda. Specie quando si tratta di trasformazioni consapevolmente indotte da altri, per motivi affatto umanitari -->
Bottini, Fabrizio
( 16.07.2013 08:35 )
Oltre a dire qualcosa di sinistra, come auspicano e chiedono in tanti da troppo tempo, c'è anche un'altra possibilità: quella di fare concretamente, qualcosa di sinistra, ovvero mettere in pratica e verificare gli alti principi. C'è qualche vago segnale in questo senso, basta guardarlo -->
Bottini, Fabrizio
( 11.07.2013 08:13 )
Che fare quando le migliori (e celebrate) idee si dimostrano carenti? Negare l'evidenza, oppure provare a rifletterci sopra davvero, cercando di capire se e dove esiste qualcosa di sbagliato nel modello, o nella nostra interpretazione? -->
Hetherington, Peter
( 03.07.2013 13:12 )
Un urbanista americano, curiosamente noto soprattutto per essere stato preso a pugni da una contestatrice durante un'assemblea pubblica, ha anche parecchio altro da dire sulla professione, e il ruolo nella città e la società. The Guardian, 2 luglio 2013 (f.b.) -->
Bottini, Fabrizio
( 29.06.2013 10:53 )
C'è qualcosa che non torna nell'entusiasmo da un lato per tutte le possibili tecnologie smaterializzanti dell'universo, dall'altro nel permanere di una cultura degli spazi a dir poco novecentesca, industriale, segregata. Quanto c'è di malafede, e quanto di ignoranza? -->
Bottini, Fabrizio
( 28.04.2013 09:12 )
Il successo dei progetti di trasformazione urbana, come suggerisce il buon senso, dipende dal loro essere urbani, inseriti in un contesto ampio con cui entrano in sinergia. Ma il peggior cieco è chi non vuol vedere ciò che gli sta attorno -->
Walker, Alissa
( 02.04.2013 19:44 )
Vivere e camminare a Los Angeles, senza un'automobile, è compatibile con un'esistenza umana. Figuriamoci qui da noi. Los Angeles Magazine, 29 marzo 2013 -->
Vitullo-Martin, Julia
( 30.03.2013 19:30 )
I problemi insediativi, ambientali, socioeconomici, di qualità della vita, e infine politici, posti dal nuovo ruolo del cibo nella metropoli del terzo millennio. Non è il caso, come intuito in fondo dall'Expo milanese, di porre al centro la questione? Spotlight on the Region, marzo 2013 -->
Bottini, Fabrizio
( 30.03.2013 08:50 )
È passato più di un secolo da quando i futuristi volevano spazzar via tutta l'anticaglia che faceva da zavorra al progresso umano, e nel frattempo si è capito che non tutto è anticaglia e non tutto è zavorra. Però adesso un po' si esagera, in tutto il mondo, con le ideologie antimoderniste su misura -->

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