0 0 0
0
0 0 0 0 0 0
0


Mall International (in English)
0
0 > Sito di Fabrizio Bottini > Città > Spazi del consumo

L'aerotropoli coreana non è un volo pindarico
Data di pubblicazione: 19.01.2013

Autore:

Si sta realizzando concretamente l'utopia un po' meccanica e probabilmente dannosa per l'ambiente, della città nuova organizzata attorno a un polo aeroportuale, che scommette su risorse in esaurimento rivolta piuttosto acriticamente e in modo azzardato a un mercato volatile. The Guardian, 15 gennaio 2013

Titolo originale: South Korea's aerotropolis blueprint is no flight of fancy - Scelto e tradotto da Fabrizio Bottini

Il paesaggio fuori dal finestrino è orribile: sei corsie traboccanti di berline nere, autobus verde mela e motorette tutti bloccati fianco a fianco e che suonano il clacson, schiacciano i freni, un suono da brividi nell'aria soffocata dagli scarichi di Seul. Dopo tutto questo è piuttosto facile capire il fascino di Songdo, quando ci si arriva. Negli ultimi dieci anni, è spuntata la città sudcoreana di Songdo, su 600 ettari di superficie sottratta al Mar Giallo, 65 km a sud di Seul. Collegata con un ponte lungo 12 chilometri all'aeroporto internazionale di Incheon, la città è il prototipo della “aerotropoli”, un tipo di insediamento urbano che potrebbe rappresentare il futuro dei viaggi.

Cos'è una aerotropoli? Essenzialmente una città costruita attorno a un aeroporto. Invece di mettere l'aeroporto alla periferia di un centro esistente, costruircela attorno consente di spostare più in fretta persone e merci. Come sostiene Greg Lindsay, coautore di Aerotropoli: come vivremo in futuro, nell'epoca della globalizzazione tutto sta nell'essere più efficienti. Lindsay è convinto che la vecchia regola con al centro la localizzazione dei servizi sarà spazzata via da quella nuova dell'accessibilità. “Le città da sempre crescono attorno ai trasporti, prima i porti e poi le stazioni ferroviarie, spiega Lindsay, citando come esempi Boston, New York o Chicago. “Il trasporto aereo è l'unico che garantisce collegamenti globali, e oggi sempre più città crescono attorno all'aeroporto”

Dieci anni fa, quando si è cominciata le realizzazione di Songdo, l'aerotropoli era un concetto poco noto. “Non ne eravamo consapevoli all'epoca” ricorda Jonathan Thorpe, vicepresidente e responsabile investimenti della Gale International, la compagnia che realizza Songdo. “Ma è così”. Ne 2001, la Corea del Sud si è rivolta alla Gale, di New York, per costruire la città vicino all'aeroporto appena aperto di Incheon, allo scopo di attirare sedi di multinazionali e trasformare la regione nella porta d'accesso mondiale all'Asia nord-orientale. “L'idea era di un grande insediamento economico internazionale, un luogo interessante per insediarci” spiega Thomas Hubbard, ambasciatore Usa in Corea del Sud all'epoca. “Il modello era Singapore”. Proprio per attirare imprese occidentali, la Gale ha realizzato edifici modernissimi residenziali, per uffici, negozi, scuole, ispirandosi a spunti da altre città come il Central Park di New York, e invitando Jack Nicklaus per uno dei suoi famosi complessi da golf.

Songdo resta ancora oggi in gran parte da costruire, ma anche così è abbastanza chiaro che sta diventando un importante nodo sia residenziale che per gli affari. L'autunno scorso è stata scelta dalle Nazioni Unite come sede del Fondo Ambiente per il Clima. Si stima che ci si trasferiranno 500 dipendenti con le loro famiglie. All'insediamento dell'Agenzia hanno contribuito sia la natura sostenibile di Songdo, si ala vicinanza all'aeroporto internazionale di Incheon. “Si atterra e ci sono subito centro congressi, albergo, campo da golf” commenta Lindsay. “Il viaggiatore d'affari oggi fa riferimento a alberghi centro congressi, così si passa alla città congressi.

Certo poi si va anche a Seul per il tempo libero, ma questo è il modo più efficiente per spostare le persone. Ė un portare ai limiti il viaggio d'affari”.
Accessibilità ed efficienza sono essenziali per il viaggio d'affari, e l'effetto dell'aerotropoli è evidente, ma lo è anche per il viaggiatore turistico. Appena oltre il ponte di Songdo, l'aeroporto di Incheon sta realizzando un'area giochi che potrà competere con Macao o Las Vegas. E già oggi lo scalo è il primo al mondo per il duty-free un miliardo e mezzo di dollari di vendite lo scorso anno. Fuori dal terminal, sull'isola artificiale, in corso di costruzione un mega complesso turistico e in casino, un parco acquatico, un centro commerciale e vari alberghi. Entro la fine di questo decennio, sarà tutto attivo e collegato all'aeroporto tramite un treno a levitazione magnetica che fa il giro di tutta l'isola per circa cinquanta chilometri.

“Sta cambiando il concetto di aeroporto” spiega Min-Jae Chun, direttore responsabile dell'Airport City Development Group. “Un tempo si pensava solo ai trasporti, oggi per lo sviluppo serve anche una meta”. Un quarto della popolazione mondiale si trova entro un raggio di tre ore e mezza da Incheon, e per il 2018, l'aeroporto prevede 62 milioni di visitatori l'anno, di cui il 65% provenienti da Cina e Giappone. “Questo tipo di città viene realizzato come infrastruttura turistica per chi si può permettere di viaggiare” continua Lindsay. “Si tratta di mega complessi turistici per la borghesia mondiale emergente”. Ma l'aerotropoli è anche causa di effetti meno evidenti sul nostro modo di spostarci.

“Quando si realizzano strutture del genere viaggiare diventa più efficiente, e si modificano le tendenze mondiali. Si sviluppano luoghi, nascono nodi che si collegano, aumentano le mete in modo che non potevamo pensare o che comunque era molto più difficile prima”. E fa l'esempio di Dubai: “Vent'anni fa era solo un puntino su una carta”. Ma investendo 500 milioni di dollari in uun primo complesso, e con l'acquisto da parte delle aerolinee degli Emirati di nuovi aeroplani per le lunghe tratte, la città è diventata un nodo importante, collegando luoghi che non lo erano prima. “Oggi andare alle Seychelles è più facile potendosi fermare a Dubai. E in Africa crescono oggi 14 aerotropoli, nel Medio Oriente e in Asia, crescono le città attorno agli aeroporti. Solo in Cina si realizza l'equivalente di Roma ogni settimana. Sarà proprio interessante vedere quali mete si apriranno”.

Nota: su questo sito a suo tempo l'idea di aerotropoli era stata puntualmente stroncata nell'articolo di Karrie Jacobs per quel che è: una speculazione piuttosto ideologica e dai risultati di dubbia efficienza, nonostante le promesse mirabolanti (f.b.)








0

Il sito di Edoardo Salzano
0
Bottini, Fabrizio
( 08.10.2013 09:04 )
Per motivi tecnici mi sono provvisoriamente trasferito sul sito Millennio Urbano che (tra l'altro) contribuisco a rilanciare dopo un periodo di transizione -->
Bottini, Fabrizio
( 08.09.2013 10:07 )
Da un paio di secoli l'umanità cerca di misurarsi in con la gigantesca ameba metropolitana scatenata dai cicli di industrializzazione: urbanisti, sociologi, scrittori, ora un regista. Ma la cultura italiana mica ci arriva
-->
Barzi, Michela
( 26.08.2013 09:34 )
Le diffidenze leghiste per le diversità si manifestano naturalmente con maggiore evidenza là dove il partito governa e imperversa. Ma si tratta di una cultura pervasiva, per nulla limitata a quei territori e probabilmente neppure limitata a quell'area politica, pronta a ripresentarsi in diversi contesti -->
( 22.08.2013 19:29 )
Gli spazi simbolo del ceto medio e dei suoi consumi opulenti, diventano sacche di disagio, come dimostra il compendio di ricerche della Brookings Institution sintetizzate in un volume. Il problema è di superare la logica di questo tipo di espansione urbana, e tornare a un modello integrato di città. Dalla rivista universitaria Knowledge Wharton, agosto 2013 -->
Bottini, Fabrizio
( 20.08.2013 18:49 )
La globalizzazione significa soprattutto (che piaccia o meno) essere ineluttabilmente inseriti in un flusso di decisioni interrelate: la tutela delle coste nella nostra bagnarola mediterranea, per esempio -->
Eisenberg, Richard
( 10.08.2013 10:28 )
Recensionee intervista su uno dei tanti libri americani dedicati a una questione che dovrebbe però interessare molto di più anche il resto del mondo: l'immaginario collettivo sull'abitare e i suoi risvolti sociali e ovviamente ambientali. Di fatto ci sono intere generazioni cresciute nel mito antiurbano, che deve essere in qualche modo superato, insieme al tipo di consumi che si porta dietro. Forbes, 9 agosto 2013 -->
Bottini, Fabrizio
( 21.07.2013 09:45 )
C'è sempre qualcosa di affascinante, e al tempo stesso inquietante, nel modo in cui ci adattiamo, o proviamo a adattarci, ai mutamenti ambientali del mondo che ci circonda. Specie quando si tratta di trasformazioni consapevolmente indotte da altri, per motivi affatto umanitari -->
Bottini, Fabrizio
( 16.07.2013 08:35 )
Oltre a dire qualcosa di sinistra, come auspicano e chiedono in tanti da troppo tempo, c'è anche un'altra possibilità: quella di fare concretamente, qualcosa di sinistra, ovvero mettere in pratica e verificare gli alti principi. C'è qualche vago segnale in questo senso, basta guardarlo -->
Bottini, Fabrizio
( 11.07.2013 08:13 )
Che fare quando le migliori (e celebrate) idee si dimostrano carenti? Negare l'evidenza, oppure provare a rifletterci sopra davvero, cercando di capire se e dove esiste qualcosa di sbagliato nel modello, o nella nostra interpretazione? -->
Hetherington, Peter
( 03.07.2013 13:12 )
Un urbanista americano, curiosamente noto soprattutto per essere stato preso a pugni da una contestatrice durante un'assemblea pubblica, ha anche parecchio altro da dire sulla professione, e il ruolo nella città e la società. The Guardian, 2 luglio 2013 (f.b.) -->
Bottini, Fabrizio
( 29.06.2013 10:53 )
C'è qualcosa che non torna nell'entusiasmo da un lato per tutte le possibili tecnologie smaterializzanti dell'universo, dall'altro nel permanere di una cultura degli spazi a dir poco novecentesca, industriale, segregata. Quanto c'è di malafede, e quanto di ignoranza? -->
Bottini, Fabrizio
( 28.04.2013 09:12 )
Il successo dei progetti di trasformazione urbana, come suggerisce il buon senso, dipende dal loro essere urbani, inseriti in un contesto ampio con cui entrano in sinergia. Ma il peggior cieco è chi non vuol vedere ciò che gli sta attorno -->
Walker, Alissa
( 02.04.2013 19:44 )
Vivere e camminare a Los Angeles, senza un'automobile, è compatibile con un'esistenza umana. Figuriamoci qui da noi. Los Angeles Magazine, 29 marzo 2013 -->
Vitullo-Martin, Julia
( 30.03.2013 19:30 )
I problemi insediativi, ambientali, socioeconomici, di qualità della vita, e infine politici, posti dal nuovo ruolo del cibo nella metropoli del terzo millennio. Non è il caso, come intuito in fondo dall'Expo milanese, di porre al centro la questione? Spotlight on the Region, marzo 2013 -->
Bottini, Fabrizio
( 30.03.2013 08:50 )
È passato più di un secolo da quando i futuristi volevano spazzar via tutta l'anticaglia che faceva da zavorra al progresso umano, e nel frattempo si è capito che non tutto è anticaglia e non tutto è zavorra. Però adesso un po' si esagera, in tutto il mondo, con le ideologie antimoderniste su misura -->

Chi fa Eddyburg | Copyright e responsabilità | Sostenere Eddyburg | Chi sostiene Eddyburg