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Mall International (in English)
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I mercatini del baratto e la Città Giardino
Data di pubblicazione: 08.02.2013

Autore:

Un articolo pubblicato tempo fa su Mall, sul classico tema innovazione/tradizione, prendeva come spunto un mercatino del baratto nel quartiere giardino di Milanino. Suscitando questa reazione, che doverosamente pubblico, ma forse c'è stato un equivoco

Vorrei rassicurare Fabrizio Bottini: il prato di viale Buffoli a Cusano Milanino non ha subito alcun trauma, è rimasto come era prima, a dire il vero non tanto verde. Anche perchè la pagliacciata retro del mercato del baratto non si è svolta sul viale Buffoli. Saremo contadini, ma non così stupidi da pensare ad un mercatino all'aperto nel mese di febbraio!

Guarda caso al n° 12 del viale Buffoli, alcuni cittadini: professionisti, imprenditori, artigiani ecc... hanno contribuito a ristrutturare a loro spese un edificio pubblico ormai abbandonato, ex scuola Bigatti, destinato ora, dalla pubblica amministrazione, ad una associazione che si occupa di migliorare la qualità della vita di persone diversamente abili. Il corpo centrale di questo edificio, che si aggiunto negli anni 60 alle due palazzine storiche unendole, è stato nel recente intervento reso più trasparente verso il viale e verso l'ampio giardino interno.

Non sarà certo il Crystal Palace, le risorse disponibili non hanno consentito la demolizione della datata architettura di questa parte aggiunta e la sua sostituzione con il grande spazio serra che avevo progettato. Si è però venuta a creare una sorta di piccola piazza coperta, luogo di incontro di molti cittadini che hanno così modo di ritrovarsi e di frequentare i ragazzi che qui passano il tempo libero, facendoli sentire protagonisti. Si stanno sviluppando progetti di eventi culturali e manifestazioni varie in questo luogo e tutti per iniziativa spontanea di vari cittadini, frutto del lavoro volontario di molti.

L'iniziativa del mercato del baratto che si è svolta all'interno della Villa Bigatti e proprio in questo spazio centrale, è una delle iniziative nate per far conoscere questo luogo e sostenere l'associazione e le lodevoli attività che essa svolge.
Non sono poi personalmente convinta che quello che manca nella città giardino sia un centro commerciale per ritrovarsi e fare qualche spesuccia.
Siamo circondati da centri commerciali!

La bellezza del Milanino sta nei suoi spazi verdi: pubblici e privati e forse il tema della piazza coperta dovrebbe avere una diversa coniugazione qui. Il clima è un po' diverso da quello del nord dell'Europa e i grandi edifici di cristallo richiedono grandi dispendi di energia per la loro climatizzazione, ma questo è un altro discorso!
Non sono neppure convinta che il viale Buffoli sarebbe più bello con al centro una galleria civico commerciale, penso mi mancherebbero i grandi platani. Ci rifletterò.
Concordo che bisognerebbe prestare più attenzione ai luoghi pubblici della città e questo di cui stiamo parlando può essere letto come un tentativo di dare una risposta a questo bisogno.

Il mercato del baratto, organizzato dalla locale lega Ambiente, infine, non aveva la pretesa di rappresentare una alternativa all'asettico centro commerciale (in realtà un supermercato) che, ormai è certo, si farà a sud (non a nord) della città giardino. Non voleva prefigurare futuri auspicabili non era neppure uno street clutter, ma una più banale occasione di incontro: uno “swap party”, per dirla all'anglosassone.

Un architetto che fa "progetti di poco conto che non fanno rimescolare il sangue nelle vene", ma che ha ama la sua piccola città giardino.

L'articolo da cui nasce questa discussione (ovviamente aperta ad altri interventi) era Il Palazzo di cristallo che non piaceva a Luigi Buffoli, pubblicato il 9 gennaio








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Il sito di Edoardo Salzano
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Bottini, Fabrizio
( 08.10.2013 09:04 )
Per motivi tecnici mi sono provvisoriamente trasferito sul sito Millennio Urbano che (tra l'altro) contribuisco a rilanciare dopo un periodo di transizione -->
Bottini, Fabrizio
( 08.09.2013 10:07 )
Da un paio di secoli l'umanità cerca di misurarsi in con la gigantesca ameba metropolitana scatenata dai cicli di industrializzazione: urbanisti, sociologi, scrittori, ora un regista. Ma la cultura italiana mica ci arriva
-->
Barzi, Michela
( 26.08.2013 09:34 )
Le diffidenze leghiste per le diversità si manifestano naturalmente con maggiore evidenza là dove il partito governa e imperversa. Ma si tratta di una cultura pervasiva, per nulla limitata a quei territori e probabilmente neppure limitata a quell'area politica, pronta a ripresentarsi in diversi contesti -->
( 22.08.2013 19:29 )
Gli spazi simbolo del ceto medio e dei suoi consumi opulenti, diventano sacche di disagio, come dimostra il compendio di ricerche della Brookings Institution sintetizzate in un volume. Il problema è di superare la logica di questo tipo di espansione urbana, e tornare a un modello integrato di città. Dalla rivista universitaria Knowledge Wharton, agosto 2013 -->
Bottini, Fabrizio
( 20.08.2013 18:49 )
La globalizzazione significa soprattutto (che piaccia o meno) essere ineluttabilmente inseriti in un flusso di decisioni interrelate: la tutela delle coste nella nostra bagnarola mediterranea, per esempio -->
Eisenberg, Richard
( 10.08.2013 10:28 )
Recensionee intervista su uno dei tanti libri americani dedicati a una questione che dovrebbe però interessare molto di più anche il resto del mondo: l'immaginario collettivo sull'abitare e i suoi risvolti sociali e ovviamente ambientali. Di fatto ci sono intere generazioni cresciute nel mito antiurbano, che deve essere in qualche modo superato, insieme al tipo di consumi che si porta dietro. Forbes, 9 agosto 2013 -->
Bottini, Fabrizio
( 21.07.2013 09:45 )
C'è sempre qualcosa di affascinante, e al tempo stesso inquietante, nel modo in cui ci adattiamo, o proviamo a adattarci, ai mutamenti ambientali del mondo che ci circonda. Specie quando si tratta di trasformazioni consapevolmente indotte da altri, per motivi affatto umanitari -->
Bottini, Fabrizio
( 16.07.2013 08:35 )
Oltre a dire qualcosa di sinistra, come auspicano e chiedono in tanti da troppo tempo, c'è anche un'altra possibilità: quella di fare concretamente, qualcosa di sinistra, ovvero mettere in pratica e verificare gli alti principi. C'è qualche vago segnale in questo senso, basta guardarlo -->
Bottini, Fabrizio
( 11.07.2013 08:13 )
Che fare quando le migliori (e celebrate) idee si dimostrano carenti? Negare l'evidenza, oppure provare a rifletterci sopra davvero, cercando di capire se e dove esiste qualcosa di sbagliato nel modello, o nella nostra interpretazione? -->
Hetherington, Peter
( 03.07.2013 13:12 )
Un urbanista americano, curiosamente noto soprattutto per essere stato preso a pugni da una contestatrice durante un'assemblea pubblica, ha anche parecchio altro da dire sulla professione, e il ruolo nella città e la società. The Guardian, 2 luglio 2013 (f.b.) -->
Bottini, Fabrizio
( 29.06.2013 10:53 )
C'è qualcosa che non torna nell'entusiasmo da un lato per tutte le possibili tecnologie smaterializzanti dell'universo, dall'altro nel permanere di una cultura degli spazi a dir poco novecentesca, industriale, segregata. Quanto c'è di malafede, e quanto di ignoranza? -->
Bottini, Fabrizio
( 28.04.2013 09:12 )
Il successo dei progetti di trasformazione urbana, come suggerisce il buon senso, dipende dal loro essere urbani, inseriti in un contesto ampio con cui entrano in sinergia. Ma il peggior cieco è chi non vuol vedere ciò che gli sta attorno -->
Walker, Alissa
( 02.04.2013 19:44 )
Vivere e camminare a Los Angeles, senza un'automobile, è compatibile con un'esistenza umana. Figuriamoci qui da noi. Los Angeles Magazine, 29 marzo 2013 -->
Vitullo-Martin, Julia
( 30.03.2013 19:30 )
I problemi insediativi, ambientali, socioeconomici, di qualità della vita, e infine politici, posti dal nuovo ruolo del cibo nella metropoli del terzo millennio. Non è il caso, come intuito in fondo dall'Expo milanese, di porre al centro la questione? Spotlight on the Region, marzo 2013 -->
Bottini, Fabrizio
( 30.03.2013 08:50 )
È passato più di un secolo da quando i futuristi volevano spazzar via tutta l'anticaglia che faceva da zavorra al progresso umano, e nel frattempo si è capito che non tutto è anticaglia e non tutto è zavorra. Però adesso un po' si esagera, in tutto il mondo, con le ideologie antimoderniste su misura -->

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