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Il porcospino guarda prima di attraversare la strada
Data di pubblicazione: 11.03.2013

Autore:

Sempre più ricerche sistematiche e verifiche incrociate dimostrano come la favola del topo di campagna e di quello di città sia del tutto realistica: tutti gli animali modificano radicalmente i propri stili di vita e comportamento sociale in ambiente urbano. The Independent, 10 marzo 2013

Titolo originale: popuplink http://www.independent.co.uk/news/science/why-did-the-hedgehog-not-cross-the-road-because-it-had-adapted-its-behaviour-in-order-to-thrive-in-a-threatening-manmade-environment-8527825.html? Why did the hedgehog NOT cross the road? Because it had adapted its behaviour in order to thrive in a threatening man-made environment> - Scelto e tradotto da Fabrizio Bottini

Gli animali delle aree urbane hanno imparato a diventare sofisticati cittadini, come dimostrano le ricerche. Anche loro, come i cugini umani, subiscono il fascino delle mille luci e delle grandi occasioni, e alcuni stanno cominciando a farsi strada. L'urbanizzazione ha effetti negativi su alcune specie, mentre si sta rivelando di grande interesse per altre, secondo gli scienziati. Come coi tassi, più grassi dei loro cugini di campagna perché camminano di meno, o i porcospini e le volpi che hanno sviluppato strategie per evitare le strade trafficate, pare proprio che la sfida della vita urbana non sia un grande ostacolo. Anche gli uccelli fanno la loro parte, coi passeri che intrecciano mozziconi di sigaretta, o altri che iniziano a cantare solo quando cala il clamore del traffico al tramonto.

Si stanno accumulando i segnali di una divergenza fra i comportamenti degli animali di città e quelli in altri habitat, secondo il Consiglio Nazionale delle Ricerche Spagnolo. Fino a supporre che queste creature urbane ben adattate possano essere diventate più intelligenti, con una massa cerebrale superiore rispetto ai cugini di campagna. Gli esperimenti dimostrano una maggiore propensione a imparare negli uccelli urbani. Le colombe, ad esempio, sono meno timorose del nuovo, e più rapine nell'apprendere di altre non urbanizzate. Rupert Marshall, studioso di comportamenti animali alla Aberystwyth University, ha condotto numerosi studi sugli uccelli di città.

Spiega: “L'uomo sta influenzando il comportamento degli animali,va detto. Emergono di continuo nuovi casi di specie che si adattano o sono comunque influenzate a modifiche dell'ambiente. Per esempio gli uccelli che si concentrano di più nelle zone suburbane grazie ai recinti dei giardini che delimitano un territorio ideale, dove ci si può nutrire senza bisogno di altri spazi più ampi. Altrettanto importanti le specie che invece paiono non riuscire a adattarsi. Ad esempio ci sono uccelli che cantano più forte nelle aree rurali vicino alle strade, e altri che stanno solo dove c'è silenzio”.

Porcospini
Le scorrerie notturne hanno pochi segreti per questo raccoglitore. Il suo territorio ideale si dimostra quello dei giardini delle case a schiera, lontano dai pericoli delle strade. Meglio se nel cuore della notte, quando si riduce anche la minaccia dei cani domestici, e ci si può concentrare sulla cosa più importante, ovvero la caccia a vermi e scarafaggi.

Lontre
Di norma creature timide ed elusive che preferiscono muoversi di notte, sono state avvistate mentre cacciavano nelle vasche dei pesci urbane. Si tratta di animali molto mobili presenti in agglomerati piccoli, specie in prati parchi e giardini, ma anche in aree di grandi città come Londra, Bristol, Birmingham o Manchester.

Tassi
Il tasso di città, Gino, rispetto al cugino di campagna Luigi, affronta la vita con avidità da adolescente. Ha una dieta da fast-food che comprende patatine, piatti misti speziati, cibo per gatti, che si aggiungono ai tradizionali insetti, e così il tasso ha messo su qualche chilo, anche perché fa meno esercizio: il suo territorio è molto più piccolo di quello dei cugini di campagna.

Scoiattoli grigi
Lo scoiattolo di strada si adatta al rumore segnalando i problemi con la coda anziché con un verso. Preferisce i parchi cittadini per via degli avanzi, che costituiscono oltre un terzo della sua dieta; ma ama anche le case abbandonate, perfetti nidi.

Pipistrelli
Volando hanno scoperto le infinite occasioni che propone l'ambiente della città moderna. Le luci delle vie urbane attirano frotte di insetti in aree adatte alle scorpacciate, mentre i tetti offrono un'ampia scelta di rifugi sicuri e riparati.

Cinciallegre
La cinciallegra urbana non è proprio un'elegantona. Le ricerche mostrano che rispetto al resto della specie è un po' più smunta della cugina rurale. Questo piumaggio pallido deriva probabilmente dalla carenza di caroteni e pigmenti naturali nella vegetazione urbana e in genere nella loro alimentazione.

Merli
La rumorosa vita di città ha letteralmente cambiato la loro voce. La frequenza sonora del canto di questi uccelli cresce in proporzione al rumore di fondo. Quella massima degli esemplari di città con un sottofondo medio di 66 decibel, è di 3165Hz, contro i 2657Hz dell'area rurale dove il rumore di fondo è in media di 37 decibel.

Piccioni
Veri campioni di sopravvivenza urbana. L'illuminazione artificiale consente di mangiare su tutto l'arco della giornata, e così hanno adottato una strategia di rapidi spuntini. Una ricerca ha dimostrato che sono anche in grado di riconoscere le facce di chi dà loro da mangiare da quelle di chi li allontana. E se poi questi ultimi provano a offrire cibo vengono respinti, anche se si scambiano i vestiti con gli alimentatori amichevoli.

Volpi
Le volpi in città sono perfettamente adattate. Hanno trovato una scorta così abbondante fra orti e bidoni di rifiuti nelle strade di periferia, da essere diventate molto più attive delle cugine di campagna nelle ore diurne. Hanno anche adottato comportamenti tipicamente urbani: le ricerche dimostrano come le volpi di città tendano ad attraversare le strade nei momenti in cui il traffico diminuisce.

Passeri
Il cinguettante passero urbano è davvero una bestiola piena di risorse. Sono tantissimi ormai quelli che di norme usano i filtri dei mozziconi di sigaretta come componente del nido, sia per imbottirlo di calda morbida cellulosa che per allontanare i parassiti grazie alla nicotina. Nei nidi studiati dai ricercatori c'erano in media otto mozziconi ciascuno. I passerotti di città rispetto ai loro parenti rurali mangiano anche più spesso, e temono meno i predatori.








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Il sito di Edoardo Salzano
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Bottini, Fabrizio
( 08.10.2013 09:04 )
Per motivi tecnici mi sono provvisoriamente trasferito sul sito Millennio Urbano che (tra l'altro) contribuisco a rilanciare dopo un periodo di transizione -->
Bottini, Fabrizio
( 08.09.2013 10:07 )
Da un paio di secoli l'umanità cerca di misurarsi in con la gigantesca ameba metropolitana scatenata dai cicli di industrializzazione: urbanisti, sociologi, scrittori, ora un regista. Ma la cultura italiana mica ci arriva
-->
Barzi, Michela
( 26.08.2013 09:34 )
Le diffidenze leghiste per le diversità si manifestano naturalmente con maggiore evidenza là dove il partito governa e imperversa. Ma si tratta di una cultura pervasiva, per nulla limitata a quei territori e probabilmente neppure limitata a quell'area politica, pronta a ripresentarsi in diversi contesti -->
( 22.08.2013 19:29 )
Gli spazi simbolo del ceto medio e dei suoi consumi opulenti, diventano sacche di disagio, come dimostra il compendio di ricerche della Brookings Institution sintetizzate in un volume. Il problema è di superare la logica di questo tipo di espansione urbana, e tornare a un modello integrato di città. Dalla rivista universitaria Knowledge Wharton, agosto 2013 -->
Bottini, Fabrizio
( 20.08.2013 18:49 )
La globalizzazione significa soprattutto (che piaccia o meno) essere ineluttabilmente inseriti in un flusso di decisioni interrelate: la tutela delle coste nella nostra bagnarola mediterranea, per esempio -->
Eisenberg, Richard
( 10.08.2013 10:28 )
Recensionee intervista su uno dei tanti libri americani dedicati a una questione che dovrebbe però interessare molto di più anche il resto del mondo: l'immaginario collettivo sull'abitare e i suoi risvolti sociali e ovviamente ambientali. Di fatto ci sono intere generazioni cresciute nel mito antiurbano, che deve essere in qualche modo superato, insieme al tipo di consumi che si porta dietro. Forbes, 9 agosto 2013 -->
Bottini, Fabrizio
( 21.07.2013 09:45 )
C'è sempre qualcosa di affascinante, e al tempo stesso inquietante, nel modo in cui ci adattiamo, o proviamo a adattarci, ai mutamenti ambientali del mondo che ci circonda. Specie quando si tratta di trasformazioni consapevolmente indotte da altri, per motivi affatto umanitari -->
Bottini, Fabrizio
( 16.07.2013 08:35 )
Oltre a dire qualcosa di sinistra, come auspicano e chiedono in tanti da troppo tempo, c'è anche un'altra possibilità: quella di fare concretamente, qualcosa di sinistra, ovvero mettere in pratica e verificare gli alti principi. C'è qualche vago segnale in questo senso, basta guardarlo -->
Bottini, Fabrizio
( 11.07.2013 08:13 )
Che fare quando le migliori (e celebrate) idee si dimostrano carenti? Negare l'evidenza, oppure provare a rifletterci sopra davvero, cercando di capire se e dove esiste qualcosa di sbagliato nel modello, o nella nostra interpretazione? -->
Hetherington, Peter
( 03.07.2013 13:12 )
Un urbanista americano, curiosamente noto soprattutto per essere stato preso a pugni da una contestatrice durante un'assemblea pubblica, ha anche parecchio altro da dire sulla professione, e il ruolo nella città e la società. The Guardian, 2 luglio 2013 (f.b.) -->
Bottini, Fabrizio
( 29.06.2013 10:53 )
C'è qualcosa che non torna nell'entusiasmo da un lato per tutte le possibili tecnologie smaterializzanti dell'universo, dall'altro nel permanere di una cultura degli spazi a dir poco novecentesca, industriale, segregata. Quanto c'è di malafede, e quanto di ignoranza? -->
Bottini, Fabrizio
( 28.04.2013 09:12 )
Il successo dei progetti di trasformazione urbana, come suggerisce il buon senso, dipende dal loro essere urbani, inseriti in un contesto ampio con cui entrano in sinergia. Ma il peggior cieco è chi non vuol vedere ciò che gli sta attorno -->
Walker, Alissa
( 02.04.2013 19:44 )
Vivere e camminare a Los Angeles, senza un'automobile, è compatibile con un'esistenza umana. Figuriamoci qui da noi. Los Angeles Magazine, 29 marzo 2013 -->
Vitullo-Martin, Julia
( 30.03.2013 19:30 )
I problemi insediativi, ambientali, socioeconomici, di qualità della vita, e infine politici, posti dal nuovo ruolo del cibo nella metropoli del terzo millennio. Non è il caso, come intuito in fondo dall'Expo milanese, di porre al centro la questione? Spotlight on the Region, marzo 2013 -->
Bottini, Fabrizio
( 30.03.2013 08:50 )
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