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Fante Alissa Walker: Presente!
Data di pubblicazione: 02.04.2013

Autore:

Vivere e camminare a Los Angeles, senza un'automobile, è compatibile con un'esistenza umana. Figuriamoci qui da noi. Los Angeles Magazine, 29 marzo 2013

Titolo originale: Foot Soldier Alissa Walker Explains Why She’s Better Off Ped

Non sono affatto contraria alle automobili. Quando ho lasciato le mie quattro ruote, è stato un po' per gioco. Avevo iniziato a notare che quell'auto se ne stava immobile parcheggiata - che fosse in garage, o nella piazzola al lavoro, o altrove - e volevo verificare quanto a lungo sarei riuscita a stare senza guidarla. Sono passati sei anni, e posso certamente affermare che oggi mi sento più soddisfatta, in salute, e anche più ricca. Calcolo di avere un reddito “extra” disponibile di circa diecimila dollari l'anno che prima se ne andava in spese varie connesse all'auto. E ho anche più tempo. Muoversi a piedi, in bicicletta, coi mezzi pubblici, richiede una certa programmazione, ma per quanto riguarda il tempo è tutto un vantaggio. Oggi leggo più libri, scambio più email, e senza pensarci più di tanto pedalo per chilometri di giorno, invece di faticare di sera a contorcermi nello yoga. Il primo anno ho perso cinque chili, anche se giurerei di aver mangiato molto di più (quando si va a piedi si passa davanti a tantissimi chioschi di panini).

Certo non sono proprio tutte rose e fiori. Ho aspettato autobus che non arrivavano mai in angolini oscuri. Mi hanno rubato il telefonino strappandomelo di mano sulla linea blu della metropolitana. Non frequento più in modo regolare gli amici che abitano dall'altra parte della città. Una città che di sicuro ne deve ancora fare della strada per chi si muove come me. Ma con tutti i soldi che ho risparmiato posso anche permettermi un taxi quando non me la sento proprio di scarpinare (credo che non tutte le persone che prendono i mezzi con me possano fare lo stesso). Certo stare senza auto non è cosa che si possano permettere tutti, ma val comunque la pena provarci almeno una volta la settimana, a titolo di esperimento. Potreste trovarlo liberatorio com'è successo a me. Non a caso diciamo “car-free.

Una vita senza auto in sei semplici punti

1) Definire un raggio di tre chilometri attorno a casa
Bisogna stabilire di non usare mai l'automobile entro quel raggio (circa tre quarti d'ora a piedi). Si inizia a capire quali spostamenti è possibile fare camminando. E anche quanti servizi locali raggiungibili ci sono per i bisogni quotidiani.

2) Compratevi un pedometro
Chissà quante ore avete sudato sul tappetino da corsa in palestra e quanti chilometri segnava. Adesso provate a misurare i chilometri per andare a prendere l'autobus o altri spostamenti: siamo più o meno nel medesimo ordine di distanze.

3) Attrezzatevi
Bisogna essere attrezzati per un'esistenza a piedi: oltre al pedometro e allo smartphone dovete avere un abbonamento ricaricabile al trasporto pubblico (si compra nelle stazioni) e cose da leggere. Investite in scarpe molto comode, anche se eleganti naturalmente. 

4) Scaricatevi assolutamente la app del trasporto pubblico
Il sistema dei trasporti pubblici su gomma e rotaia è enorme e tentacolare, ma non è una scusa per non usarlo con la nuova app che permette di programmarsi gli spostamenti, trovare stazioni del metro e fermate di autobus, conoscere gli orari in tempo reale. Per imparare a usarla al meglio ci vuole pochissimo.

5) Imparare a farsi consegnare a casa la spesa
Ci sono anche tantissimi orti di quartiere biologici che portano la spesa davanti a casa. O siti web che seguono i tuoi stili di consumo, così che ogni settimana consegnano quanto serve. Si risparmia tantissimo tempo (la consegna si paga da 4 a 13 dollari).

6) Iscriversi a un car-sharing
Non avere un'auto non significa non guidare. Se si ha voglia di scappare nel deserto per il fine settimana, o per una riunione n un posto davvero fuori mano? Il servizio più noto di car sharing è Zipcar, ma se si vuole un operatore locale c'è LAX Car Share.








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Il sito di Edoardo Salzano
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Bottini, Fabrizio
( 08.10.2013 09:04 )
Per motivi tecnici mi sono provvisoriamente trasferito sul sito Millennio Urbano che (tra l'altro) contribuisco a rilanciare dopo un periodo di transizione -->
Bottini, Fabrizio
( 08.09.2013 10:07 )
Da un paio di secoli l'umanità cerca di misurarsi in con la gigantesca ameba metropolitana scatenata dai cicli di industrializzazione: urbanisti, sociologi, scrittori, ora un regista. Ma la cultura italiana mica ci arriva
-->
Barzi, Michela
( 26.08.2013 09:34 )
Le diffidenze leghiste per le diversità si manifestano naturalmente con maggiore evidenza là dove il partito governa e imperversa. Ma si tratta di una cultura pervasiva, per nulla limitata a quei territori e probabilmente neppure limitata a quell'area politica, pronta a ripresentarsi in diversi contesti -->
( 22.08.2013 19:29 )
Gli spazi simbolo del ceto medio e dei suoi consumi opulenti, diventano sacche di disagio, come dimostra il compendio di ricerche della Brookings Institution sintetizzate in un volume. Il problema è di superare la logica di questo tipo di espansione urbana, e tornare a un modello integrato di città. Dalla rivista universitaria Knowledge Wharton, agosto 2013 -->
Bottini, Fabrizio
( 20.08.2013 18:49 )
La globalizzazione significa soprattutto (che piaccia o meno) essere ineluttabilmente inseriti in un flusso di decisioni interrelate: la tutela delle coste nella nostra bagnarola mediterranea, per esempio -->
Eisenberg, Richard
( 10.08.2013 10:28 )
Recensionee intervista su uno dei tanti libri americani dedicati a una questione che dovrebbe però interessare molto di più anche il resto del mondo: l'immaginario collettivo sull'abitare e i suoi risvolti sociali e ovviamente ambientali. Di fatto ci sono intere generazioni cresciute nel mito antiurbano, che deve essere in qualche modo superato, insieme al tipo di consumi che si porta dietro. Forbes, 9 agosto 2013 -->
Bottini, Fabrizio
( 21.07.2013 09:45 )
C'è sempre qualcosa di affascinante, e al tempo stesso inquietante, nel modo in cui ci adattiamo, o proviamo a adattarci, ai mutamenti ambientali del mondo che ci circonda. Specie quando si tratta di trasformazioni consapevolmente indotte da altri, per motivi affatto umanitari -->
Bottini, Fabrizio
( 16.07.2013 08:35 )
Oltre a dire qualcosa di sinistra, come auspicano e chiedono in tanti da troppo tempo, c'è anche un'altra possibilità: quella di fare concretamente, qualcosa di sinistra, ovvero mettere in pratica e verificare gli alti principi. C'è qualche vago segnale in questo senso, basta guardarlo -->
Bottini, Fabrizio
( 11.07.2013 08:13 )
Che fare quando le migliori (e celebrate) idee si dimostrano carenti? Negare l'evidenza, oppure provare a rifletterci sopra davvero, cercando di capire se e dove esiste qualcosa di sbagliato nel modello, o nella nostra interpretazione? -->
Hetherington, Peter
( 03.07.2013 13:12 )
Un urbanista americano, curiosamente noto soprattutto per essere stato preso a pugni da una contestatrice durante un'assemblea pubblica, ha anche parecchio altro da dire sulla professione, e il ruolo nella città e la società. The Guardian, 2 luglio 2013 (f.b.) -->
Bottini, Fabrizio
( 29.06.2013 10:53 )
C'è qualcosa che non torna nell'entusiasmo da un lato per tutte le possibili tecnologie smaterializzanti dell'universo, dall'altro nel permanere di una cultura degli spazi a dir poco novecentesca, industriale, segregata. Quanto c'è di malafede, e quanto di ignoranza? -->
Bottini, Fabrizio
( 28.04.2013 09:12 )
Il successo dei progetti di trasformazione urbana, come suggerisce il buon senso, dipende dal loro essere urbani, inseriti in un contesto ampio con cui entrano in sinergia. Ma il peggior cieco è chi non vuol vedere ciò che gli sta attorno -->
Walker, Alissa
( 02.04.2013 19:44 )
Vivere e camminare a Los Angeles, senza un'automobile, è compatibile con un'esistenza umana. Figuriamoci qui da noi. Los Angeles Magazine, 29 marzo 2013 -->
Vitullo-Martin, Julia
( 30.03.2013 19:30 )
I problemi insediativi, ambientali, socioeconomici, di qualità della vita, e infine politici, posti dal nuovo ruolo del cibo nella metropoli del terzo millennio. Non è il caso, come intuito in fondo dall'Expo milanese, di porre al centro la questione? Spotlight on the Region, marzo 2013 -->
Bottini, Fabrizio
( 30.03.2013 08:50 )
È passato più di un secolo da quando i futuristi volevano spazzar via tutta l'anticaglia che faceva da zavorra al progresso umano, e nel frattempo si è capito che non tutto è anticaglia e non tutto è zavorra. Però adesso un po' si esagera, in tutto il mondo, con le ideologie antimoderniste su misura -->

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