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Mall International (in English)
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Nuovi Territori del Commercio
Data di pubblicazione: 18.04.2007

Un breve commento di Sandro Roggio

Fabrizio Bottini si dedica da tempo alla ricerca urbanistica Ma è uno specialista, nel senso che si occupa in particolare di uno dei modi di trasformazione del territorio, delle patologie delle città, tra le tante. I luoghi del commercio, per come si stanno strutturando nel territorio, appaiono infatti gli indizi di una brutta malattia. E Bottini esamina con cura questo processo di “ modernizzazione” nel libro “ I nuovi territori del commercio” edito da Alinea nel 2005, attualissimo e utile per capire cosa accade tra le pieghe dello spazio metropolitano.
La città è nata tra l’altro per consentire, agevolare gli scambi commerciali. Attorno alla piazza del mercato, già un migliaio di anni fa succedevano, come è noto, tante cose importanti.
Ogni insediamento umano è stato a lungo un assortimento di funzioni; uno stesso palazzo fino al secolo scorso poteva contenere molteplici funzioni e differenti ceti sociali.

Poi la separazione delle componenti che l’automobile ha consentito in modo estremo, per cui le abitazioni possono stare a notevoli distanze dal negozio e da tanti altri servizi utili. Per la salsa mayonnaise, si dice che impazzisce quando gli ingredienti si separano. La coesione magari non è una qualità indiscutibile ( e si può capire che ci sia chi apprezzi la vista dissociata che la mitologia delle casette nel verde alimenta), ma la dispersione è certo un modo difettoso di pensare e di usare la città. La metropoli scomposta dello sprawl è una forma d’ impazzimento del sistema insediativo.


E appunto i centri del commercio maga-super-iper, hanno fatto accelerare questo modo conveniente per le multinazionali dello shopping. Bottini spiega l’evoluzione dello shopping mall nelle tante versioni, con esempi puntuali sia italiani che stranieri, per scoprire che il modello, con varianti anche nominali, è globale con un importante denominatore: la formula della accessibilità alle grandi scatole deve essere garantita ad un numero sterminato di automobili – a “transumanze automobilistiche” – cosa che impone il sacrificio di vaste aree agricole con effetti a catena nell’organizzazione viabilistica eccetera, e soprattutto sulle sorti di paesaggi un tempo verosimili. A fronte dell’analisi di Bottini si avverte una complessiva sottovalutazione del fenomeno che si sta diffondendo oltre ogni attesa. Nel senso che sembra molto al di là di previsioni urbanistiche e non solo; per cui la domanda nelle conclusioni, – “quale territorio vogliamo?” – sembra molto appropriata e sottintende la necessità di fare qualcosa. Chi legge il libro sente questa necessità e convenire che occorre “ fare l’abitudine ad un rapporto fisiologicamente più conflittuale, a livello meno localistico, tra società e impresa commerciale. Perché pare, e non da oggi, che solo dai conflitti nascano le innovazioni, in questo come in altri campi”.

Sandro Roggio









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Il sito di Edoardo Salzano
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Extance, Andy
( 02.09.2010 16:04 )
Zwahlen, Cyndia
( 30.08.2010 11:54 )
Belloni, Caterina
( 30.08.2010 10:48 )
La Lega Nord ogni tanto si accorge, a modo suo, di alcuni risvolti del mercato globalizzato, e da par suo esprime opinioni. Puntualmente sbagliate, che interpretano malamente il localismo. Corriere della Sera ed. Lombardia, 29 agosto 2010 -->
Hattam, Jennifer
( 30.08.2010 10:45 )
Usborne, David
( 30.08.2010 10:42 )
( 27.08.2010 21:28 )
Hatherley, Owen
( 26.08.2010 19:19 )
Tobol, Sarah
( 26.08.2010 11:18 )
( 26.08.2010 10:01 )
Falco, Giorgio
( 25.08.2010 10:26 )
La nostra immersione totale quotidiana nella metropoli fatta di merci e del respiro che tutti ci impregna costantemente. La poesia come sempre arriva oltre. Da il manifesto, 25 agosto 2010 -->
Wheeler, Timothy B.
( 24.08.2010 21:51 )
Bronner, Ethan
( 23.08.2010 16:59 )
Di Maggio, Anthony
( 23.08.2010 11:10 )
Roychowdhury, Anumita
( 21.08.2010 17:04 )
Channick, Robert
( 20.08.2010 19:36 )

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