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In Gran Bretagna cresce il problema dei cervi in area urbana
Data di pubblicazione: 13.03.2010

Autore:

Come già successo per il suburbio nordamericano, certe forme di convivenza fra natura e città iniziano a farsi un po’ inquietanti, e le soluzioni paiono al solito piuttosto rudimentali, e per nulla postmoderne. The Telegraph, 13 marzo 2010

Titolo originale: Urban deer a growing problem for UK – Scelto e tradotto da Fabrizio Bottini

É stato avvistato il “re della foresta” sulle rotatorie, nei cimiteri, nei campi da golf, ovunque la sua popolazione esplode in tutto il paese.
Gli animali non solo provocano danni alla vegetazione, e diffondono malattie, ma causano anche incidenti stradali, 74.000 l’anno scorso, tra cui venti mortali.
Il problema si è fatto così grave che questo fine settimana in Warwickshire si tiene un convegno, Deer Management 2010, per trovare soluzione, il modo migliore di rapportarsi al “cervo urbano”.
Un gruppo di esperti dagli Usa, dove il fenomeno del “Bambi in giardino” si dibatte da tempo a livello nazionale, racconterà come tutti i programmi di deportazione e contraccezione si siano rivelati inefficaci, e l’unico modo di intervenire sia l’abbattimento mirato.

Deer Initiative, ente senza scopo di lucro a sostegno pubblico, sta sviluppando ricerche per conto del Ministero dell’Ambiente, Alimentazione e problemi Rurali (Defra) per individuare metodi di gestione di una popolazione in crescita.
Le ultime statistiche calcolano due milioni di capi nel paese, il numero più elevato da mille anni. Se ne uccidono circa 350.000 ogni anno, la maggior parte col fucile.
Ma nelle città i controlli sono limitati, e troppo elevata la spesa per le amministrazioni che vogliano intervenire. Aumentano i resoconti di eventi a evidenziare il problema. Due anni fa un grosso maschio ha bloccato il traffico dell’ora di punta a Milton Keynes, e a Glasgow si pratica il bracconaggio, con mute di cani e fucili ad aria compressa.

Peter Watson, direttore di Deer Initiative, spiega che l’arrivo dei cervi in città si deve all’aumento delle popolazioni determinato in tutto il paese dalle temperature invernali più alte e dall’assenza di predatori naturali.
I cervi sono animali territoriali, e crescendo le popolazioni si occupano nuove aree, ad esempio il suburbio dove si trovano da mangiare cespugli e arbusti.
Quest’inverno sono stati avvistati molti cervi perché le città sono più calde, e nei mesi freddi è più facile trovarci della vegetazione. Le specie non indigene hanno un ciclo riproduttivo più rapido, e una taglia minore che le rende ancora più adatte all’ambiente urbano. Dove prosperano in alcuni habitat insoliti, come scarpate ferroviarie o aree dismesse.

In campagna fra le preoccupazioni principali c’è la diffusione delle malattie, come la tubercolosi bovina o l’afta epizootica, e in città per le patologie diffuse dalle zecche e che possono colpire esseri umani e animali domestici. Poi questi animali scortecciano alberi, o mangiano i fiori nei giardini.
Il problema principale però è quello degli incidenti stradali. Secondo il National Deer Vehicle Collisions Project sono 74.000 i casi in cui sono coinvolti ogni anno dei cervi, dei quali il 44% in aree urbane.
Watson sostiene che in futuro si dovrà provvedere ad abbattimenti mirati, nelle città. E le prede rivendute per sostenere almeno in parte i costi dell’operazione.

“Comunque vada, avremo più cervi in città, e dobbiamo affrontare il problema, imparando a conviverci e affrontando le conseguenze. In genere, affrontare il problema significa abbattimento mirato dei cervi”.
RSPCA concorda sugli abbatimenti, dopo che siano state messe in atto altre misure preventive come recinzioni, e a patto che tutto avvenga in modo umano.
“Se i cervi provocano dei problemi in alcune, può essere opportune o meno intervenire con l’abbattimento” dichiara un portavoce.

Ian Rotherham, Professore di Geografia Ambientale alla Sheffield Hallam University ed esperto di fauna urbana, ha svolto ricerche sull’aumento delle popolazioni di cervi nelle città. Alla periferia di Sheffield ha registrato 150 avvistamenti nel 2008, contro i tre del 1980.
Spiega che il cervo urbano si sta via via inserendo nell’ambiente di città, come avvenuto alle volpi, scoiattoli e anche ai tassi. Ma aggiunge che è possibile la convivenza con gli esseri umani, indicando la possibilità di realizzare “attraversamenti per cervi” sotto forma di passerelle a verde sulle principali arterie a ridurre gli incidenti, e recinzioni più adatte per i giardini.
“Ad esempio c’è gente a cui non piace avere una volpe in giardino, molti altri invece le adorano. Lo stesso vale per il cervo urbano. Ci sono dei problemi, ma possiamo imparare a convivere”.

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Il sito di Edoardo Salzano
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Hill, Dave
( 29.07.2010 11:56 )
Graham-Rowe, Duncan; Simpson, Anna
( 29.07.2010 09:39 )
van der Zee, Bibi
( 28.07.2010 11:09 )
Farkas, Alessandra
( 28.07.2010 08:49 )
Bottini, Fabrizio
( 27.07.2010 21:23 )
Come ogni estate, proprietari criminali per andare in vacanza abbandonano i nanetti da giardino che hanno rallegrato coi loro colori il grigio dell’inverno. Salviamoli! Anzi no. -->
Runk, David
( 27.07.2010 10:51 )
Marrs, Colin
( 27.07.2010 10:11 )
Gooley, Tristan; MacDonald, Ross
( 24.07.2010 18:48 )
Una serie di curiose indicazioni per l’escursionista urbano che vuole cimentarsi con metodi non ortodossi, ma non per questo poco interessanti o meno validi. Con fumetto allegato da The New York Times, 24 luglio 2010 -->
Katz, Alyssa
( 24.07.2010 11:58 )
Serafini. Marta
( 22.07.2010 09:55 )
De Angelis, Serena
( 22.07.2010 09:39 )
La funzione di governo del territorio si muove nello spazio che la Costituzione assegna al potere di conformazione della proprietà privata agli obiettivi sociali -->
Kamin, Blair
( 21.07.2010 20:50 )
Declich, Andrea
( 21.07.2010 11:26 )
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McCarthy, Michael
( 19.07.2010 13:11 )

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